
Mar Rosso: guida alle destinazioni egiziane
Il Mar Rosso è la ragione per cui la maggior parte degli italiani mette piede in Egitto: fondali fra i migliori del pianeta, sole quasi garantito e voli diretti dalle principali città. Quello che quasi nessuno racconta è che da qui l’Egitto dei faraoni è a portata di giornata. In questa guida trovi le destinazioni una per una, quando andare, e come arrivare ai templi del Nilo partendo dal vostro resort: la parte che sappiamo fare meglio.
Dal mare al Nilo: la giornata che quasi nessuno mette in conto
Questa è la parte in cui siamo utili davvero. Siamo un operatore dell’Alto Egitto, quindi Luxor e Assuan sono il nostro territorio, non una riga comprata da terzi. Se state al mare e volete vedere le tombe dipinte della Valle dei Re o le colonne di Karnak, la giornata si organizza.
La logistica però cambia parecchio a seconda di dove alloggiate. Da Hurghada si va su strada, in circa quattro ore attraverso il deserto orientale: vedi l’escursione a Luxor da Hurghada. Da Sharm el-Sheikh invece si vola, perché il Sinai obbliga la strada a girare intorno al Golfo di Suez: vedi l’escursione a Luxor da Sharm. Se sapete già che volete vedere Luxor, questa differenza vale la pena di pesarla prima di prenotare l’hotel. Non è un’impressione nostra che il Mar Rosso pesi tanto: misurando dodici mesi di letture delle voci italiane di Wikipedia, Sharm el-Sheikh risulta la località egiziana più letta dagli italiani, davanti al Cairo.
Le destinazioni, una per una
Se state scegliendo fra le due grandi, vedete Sharm o Hurghada. Sharm el-Sheikh sta sulla punta del Sinai e ha i fondali più famosi d’Egitto: Ras Mohammed e lo stretto di Tiran sono nomi che i sub conoscono ovunque nel mondo. È la scelta di chi mette il mare al primo posto. Quanto sia lontano il resto dell’Egitto da lì lo abbiamo misurato tratta per tratta: che cosa si raggiunge davvero da Sharm el-Sheikh.
Hurghada è sulla costa continentale, la più versatile per varietà di hotel e prezzi, e l’unica grande base da cui Luxor si raggiunge su strada in giornata. Quanto sia lunga quella strada lo abbiamo misurato tratta per tratta: le distanze vere da Hurghada ai templi. El Gouna, poco più a nord, è costruita su canali e lagune ed è la più curata esteticamente, con un pubblico internazionale e sportivo. Sui templi paga qualcosa in più di Hurghada e sul Cairo qualcosa in meno: le distanze misurate da El Gouna.
Dahab resta la più informale: Blue Hole, atmosfera da villaggio e prezzi contenuti, amata da sub e viaggiatori indipendenti. Sul fronte templi vale però la stessa regola del Sinai: da Dahab Luxor è ancora più lontana che da Sharm, quindi si vola. Marsa Alam, a sud, è la scelta naturalistica, con reef raggiungibili dalla riva e la possibilità di incontrare dugonghi e tartarughe. Ed è anche l’unica base del Mar Rosso da cui, misurando le distanze, si arriva in giornata anche ad Assuan. Safaga, poco a sud di Hurghada, è il caso opposto: meno nota di tutte, ma la base più vicina ai templi di tutta la costa, e l’unica da cui Dendera è una mattinata invece di una spedizione. Lo stesso ragionamento, applicato a chi viaggia con dei bambini, sta in Mar Rosso con bambini: con loro le ore di strada pesano più di ogni altra cosa.
Sahl Hasheesh, Makadi Bay e Soma Bay sono baie tranquille a sud di Hurghada, pensate per famiglie e per chi vuole un resort con la spiaggia davanti. Di queste, Soma Bay è la più vicina ai templi: sta fra Hurghada e Safaga e si tiene gran parte del vantaggio di quest’ultima. Sahl Hasheesh, invece, sulla strada è ancora Hurghada: le ore di guida verso Luxor sono le stesse. Makadi Bay sta in mezzo alle due, e mostra la regola della costa: ogni passo verso sud accorcia la strada verso i templi. Taba e Nuweiba, sul Sinai orientale, sono le più silenziose e guardano verso la Giordania. Fra le due, Taba è la più vicina al Cairo in chilometri di tutte le basi che abbiamo misurato, anche se non è quella da cui ci si arriva prima. Vale lo stesso per Nuweiba, più vicina di Sharm sia al Cairo sia a Luxor e comunque più lenta ad arrivarci. Per tutte queste basi minori le distanze verso i templi le abbiamo misurate una per una: la matrice completa delle cinquanta tratte dice quale conviene se i templi contano.

Quando andare
Il Mar Rosso funziona tutto l’anno, ed è la sua forza. Primavera e autunno sono i periodi più equilibrati, con caldo pieno ma sopportabile anche fuori dall’acqua. L’estate è molto calda: perfetta se si resta in spiaggia, meno se si vuole camminare fra i templi. La temperatura dell’acqua mese per mese, misurata, sta in quando andare al Mar Rosso: novembre batte maggio. Se la scelta fra le due mete dipende dal periodo, il confronto sta in Valle del Nilo o Mar Rosso, due stagioni diverse.
L’inverno è la stagione che consigliamo a chi vuole unire mare e cultura: giornate miti, sere fresche, e soprattutto la possibilità di visitare la riva ovest di Luxor senza il calore che da maggio a settembre rende tutto più faticoso. Per il dettaglio lato Nilo vedi quando andare in Alto Egitto.
Se volete più dei templi in giornata
Una giornata da Hurghada o da Sharm dà il nucleo di Tebe. Se però avete due o tre giorni liberi, si apre l’Egitto vero: Abu Simbel, una crociera sul Nilo fra Luxor e Assuan, oppure i siti che quasi nessun itinerario raggiunge come Dendera e Abydos.
Guardate Egitto in 5 giorni per capire quanto entra in un’estensione breve, oppure raccontateci le vostre date e vi costruiamo un viaggio su misura intorno al soggiorno al mare. Se il viaggio comincia invece dalle piramidi, vedete la nostra guida a Il Cairo. Tutte le nostre escursioni in Egitto sono con guida egittologa di lingua italiana.
Su strada o in aereo: che cosa cambia secondo la base scelta

Quasi tutti scoprono questa differenza dopo aver prenotato l’hotel, ed è il momento sbagliato per scoprirla. Se i templi contano davvero, il modo in cui ci arriverete dovrebbe pesare nella scelta della base quanto la piscina o il reef davanti alla spiaggia.
La giornata su strada non ha procedure aeroportuali, gli orari restano elastici e il programma si può aggiustare mentre la giornata scorre. Si paga in ore passate seduti e in una sveglia molto presto. Chi soffre l’auto, o viaggia con bambini piccoli, lo sente tutto.
Il volo comprime il trasferimento ma vi lega a orari fissi, con check-in e attese ai due capi. In compenso a terra si guadagnano ore utili, e per chi alloggia sul Sinai resta l’unico modo sensato di vedere Tebe e rientrare in serata. Molti arrivano ai templi meno stanchi.
La regola pratica è semplice. Se i templi sono una delle ragioni del viaggio, cercate una base sulla costa continentale. Se il viaggio nasce per il mare e la cultura è un di più, il Sinai con il volo funziona benissimo, purché la giornata sia programmata e non improvvisata all’ultimo.
Quanti giorni chiede ogni tappa, da Luxor al Cairo

Una giornata sola a Luxor obbliga a scegliere. La riva est, con Karnak e il tempio di Luxor, è un blocco compatto e si regge bene in un giorno. La riva ovest, con la Valle dei Re e i templi funerari, è più dispersa e chiede più spostamenti. Chi prova a fare tutto vede molto e ricorda poco.
Con due giorni il quadro cambia. Le due rive si separano, ognuna prende il suo ritmo, e resta spazio per una pausa nelle ore centrali, che in Alto Egitto non è un lusso. È il formato che regge meglio per chi ha capito che i templi gli interessano sul serio.
Da tre giorni in su si apre il sud: Assuan e il suo tratto di Nilo, Abu Simbel, oppure la navigazione fra Luxor e Assuan, che collega i templi invece di raggiungerli uno a uno. Dendera e Abydos, più a nord, sono un capitolo a parte e vogliono la loro giornata.
Il Cairo ha una logica sua e non si incastra bene in coda al viaggio. Il plateau di Giza e i musei chiedono almeno una giornata piena, e dormire in città cambia parecchio il ritmo rispetto all’andata e ritorno in aereo nello stesso giorno.
In che ordine mettere le giornate in una settimana di mare

L’ordine conta più di quanto sembri. Il giorno dell’arrivo è quasi sempre sprecato: volo, trasferimento, check-in, spesso una sveglia già anticipata. Mettere l’escursione il giorno dopo un volo notturno è il modo più rapido per attraversare Karnak con gli occhi chiusi.
L’ultimo giorno è una scelta anche peggiore. Se qualcosa slitta, e ogni tanto slitta, non avete margine prima del rientro. Lo stesso vale per il giorno che precede il volo di ritorno, quando conviene restare vicini alla base.
La fascia centrale del soggiorno è quella giusta. Siete acclimatati, il caldo non pesa come nei primi giorni e restano giornate di riserva. Dopo un’escursione lunga lasciate un giorno di mare senza programmi: serve davvero, e non è pigrizia.
Se le escursioni sono due, non mettetele attaccate. Una giornata ai templi e una al Cairo di seguito si annullano a vicenda; distanziarle di due o tre giorni le trasforma in due ricordi distinti invece che in una lunga stanchezza.
Immersioni e templi nella stessa vacanza

Chi si immerge ha un vincolo che gli altri non conoscono: fra l’ultima immersione e un volo deve passare un intervallo. Non è una formalità, e riguarda anche il volo interno verso Luxor, non solo quello di rientro in Italia. Il diving center vi dirà quanto attendere, in base alle tabelle che adotta.
Questo cambia l’ordine della settimana. Se alloggiate sul Sinai e la giornata ai templi si fa in aereo, quella data va tenuta lontana dai giorni di immersione. Molti se ne accorgono la sera prima, quando ormai non si aggiusta.
Chi sta sulla costa continentale non ha il problema, perché ai templi ci si arriva su strada. È un dettaglio che raramente entra nella lista dei criteri, ed è invece uno degli argomenti più solidi a favore di una base continentale per chi immerge quasi tutti i giorni.
Da dove si atterra e che cosa cambia dopo
La costa non è servita da un solo aeroporto, e la base che scegliete decide dove atterrate e quanta strada resta dopo. El Gouna, Sahl Hasheesh, Makadi Bay, Soma Bay e Safaga gravitano tutte sullo scalo di Hurghada, ma il tragitto in auto dopo l’atterraggio non è lo stesso per tutte.
Marsa Alam ha il proprio aeroporto, e questo pesa: chi lo ignora rischia di prenotare un volo su Hurghada e trovarsi una lunga risalita della costa a fine giornata. Sul Sinai, per Dahab, Nuweiba e Taba al volo va comunque sommata la strada, e non è una strada breve.
Chiedete la durata del trasferimento prima di confermare la camera, non dopo. Una sistemazione più lontana può restare un’ottima scelta, ma va saputa in anticipo, soprattutto se atterrate di sera: il trasferimento notturno si mangia la prima serata e la mattina dopo raramente si è pronti per una partenza all’alba.

Gli errori che si ripetono più spesso
Il primo è dare per scontato che le baie a sud di Hurghada siano intercambiabili: sul mare si somigliano, sulla strada verso il Nilo molto meno.
Poi c’è chi pensa che un giorno basti per Luxor intera e torna con la sensazione di aver corso. E chi decide tutto al banco escursioni del resort, ormai a metà soggiorno, quando le date buone sono strette e non resta margine per scegliere il giorno migliore.
Un errore silenzioso riguarda l’orario di partenza. Chi rimanda l’uscita si ritrova fra le rovine nelle ore peggiori, quando l’ombra è poca e il caldo pesa: la parte culturale va messa il più presto possibile nella giornata.
L’ultimo è il più facile da evitare: non leggere che cosa comprende la quota prima di confermare. Le condizioni non sono uguali per tutte le escursioni, e su ogni singola escursione è indicato che cosa la quota copre.
Che cosa serve davvero nella giornata ai templi
I vestiti da spiaggia non sono i vestiti da tempio. Servono scarpe chiuse e comode, perché fra sabbia, pietra irregolare e rampe si cammina parecchio, e le infradito diventano subito un problema. Spalle e ginocchia coperte restano la scelta giusta, in tessuto leggero.
Il sole è il vero avversario. Cappello, occhiali, una maglia leggera a maniche lunghe: fra le colonne l’ombra c’è a tratti, nei cortili aperti quasi mai. Acqua abbondante, e tenetevela addosso invece di lasciarla nel veicolo.
Tenete un documento a portata di mano: sulla strada del deserto ci sono posti di controllo ed è normale che venga chiesto. Per le fotografie le regole cambiano da sito a sito e in certi ambienti valgono condizioni particolari; sul posto sono indicate, e la vostra egittologa ve le spiega prima di entrare.
Al mare, in pratica. Chi sceglie la formula all inclusive a Hurghada trova che cosa comprende davvero, e la stessa domanda vale per l’Egitto all inclusive in generale. Fra un bagno e l’altro l’escursione più chiesta nell’entroterra è il quad nel deserto. Le basi più piccole hanno ciascuna la sua scheda: El Gouna, Safaga, Sahl Hasheesh, Soma Bay e, sul Sinai, Taba.
Da leggere anche
- Da Soma Bay a Luxor e a Dendera: quante ore di strada servono
- Sharm o Hurghada: come scegliere fra le due coste egiziane
- Sharm el Sheikh: il Cairo su strada, Luxor soltanto in aereo
- Sahl Hasheesh o Hurghada: cosa cambia per arrivare ai templi
- Safaga: perché da qui la strada verso i templi è più corta
Domande frequenti sul Mar Rosso
Qual è la differenza fra Sharm el-Sheikh e Hurghada?
Sharm si trova sul Sinai, ha i fondali più spettacolari (Ras Mohammed e Tiran) ed è la scelta di chi mette al primo posto mare e immersioni. Hurghada è sulla costa continentale, ha più scelta di hotel a ogni fascia di prezzo ed è collegata a Luxor da una strada: da lì l’Egitto dei templi si visita in giornata.
Si può vedere Luxor stando al Mar Rosso?
Sì, ed è il motivo per cui molti italiani ci scrivono. Da Hurghada si va su strada in circa quattro ore; da Sharm si vola, perché la via terrestre gira intorno al Golfo di Suez. In entrambi i casi la giornata è fattibile con una guida egittologa in italiano.
Quando conviene andare sul Mar Rosso?
Il mare è balneabile tutto l’anno. Primavera e autunno sono i periodi più equilibrati; l’estate è molto calda ma l’acqua resta piacevole; l’inverno è mite di giorno e fresco la sera, ed è la stagione migliore se si vuole abbinare una giornata a Luxor senza soffrire il caldo.
È adatto alle famiglie con bambini?
Molto. Le baie riparate come Makadi, Soma Bay e Sahl Hasheesh hanno acque poco profonde e resort costruiti intorno alle famiglie. Per chi cerca fondali importanti invece Sharm e Marsa Alam restano superiori.
Organizzate anche il soggiorno al mare?
Il nostro mestiere è l’Egitto dei templi: Luxor, Assuan e l’Alto Egitto. Sul Mar Rosso costruiamo la parte culturale del vostro viaggio, cioè le escursioni verso il Nilo e i trasferimenti, e la incastriamo nelle date del vostro soggiorno balneare.
Perché si chiama Mar Rosso?
Non c’è una risposta definitiva, e le spiegazioni che circolano sono diverse. La più citata riguarda un’alga che in certi periodi può colorare l’acqua di rosso; un’altra chiama in causa le montagne rossastre che chiudono la costa; una terza risale a un sistema antico in cui i colori indicavano i punti cardinali, con il rosso per il sud. Nessuna delle tre è confermata: il nome è molto più antico delle spiegazioni.
È sicuro andare sul Mar Rosso adesso?
Su questo non vogliamo essere noi a rassicurarvi, e la ragione è semplice: siamo un operatore turistico, quindi non siamo la fonte giusta, e una risposta scritta oggi sarebbe comunque vecchia domani. Il riferimento da consultare è Viaggiare Sicuri, il sito ufficiale della Farnesina, che viene aggiornato e distingue area per area. Una cosa utile la possiamo dire: le notizie che riguardano il Mar Rosso come tratto di mare internazionale e la situazione delle località turistiche sulla costa egiziana sono due questioni diverse, e vengono spesso confuse. Guardate l’avviso ufficiale per le zone che vi interessano, e se volete ne parliamo apertamente prima di qualsiasi prenotazione.
Altre domande frequenti
Conviene prenotare l’escursione prima di partire o una volta arrivati?
Prima, se le date sono strette o se siete in più di due. Una giornata verso il Nilo si costruisce intorno a orari precisi, e definirla in anticipo vi lascia scegliere il giorno invece di prendere quello rimasto. Decidere sul posto è possibile, ma nelle settimane più piene la flessibilità si riduce parecchio. Scriveteci su WhatsApp indicando la località in cui alloggiate e i giorni liberi.
Si possono fare due escursioni nella stessa settimana di mare?
Sì, ed è una scelta frequente per chi resta una settimana o più. L’accorgimento è distanziarle: due giornate lunghe di fila si portano via anche il mare dei giorni successivi. Fra l’una e l’altra lasciate almeno un giorno pieno in spiaggia, e se una delle due è il Cairo mettetela quando siete già acclimatati.
Le regole d’ingresso in Egitto cambiano se dal mare mi sposto verso il Nilo?
Possono cambiare, ed è il motivo per cui conviene verificarlo prima di partire. Alcune agevolazioni sul visto valgono solo per chi resta nell’area in cui è atterrato, quindi una giornata verso Luxor o il Cairo non si valuta come un soggiorno che resta sulla costa. Le regole vengono aggiornate: controllate i canali ufficiali e quanto vi indica la compagnia aerea, senza fidarvi di quello che valeva l’anno scorso.
Che differenza c’è fra una giornata in gruppo e una privata?
Il ritmo, soprattutto. In privato decidete quanto fermarvi davanti a una tomba, si può invertire l’ordine delle visite per evitare i momenti più affollati e si parte all’orario che conviene a voi. In gruppo il programma è fissato e il tempo su ogni sito è deciso in partenza. Con bambini, con chi cammina lentamente o con chi vuole approfondire, la formula privata rende molto di più.
La formula del resort, con quello che include e quello che lascia fuori, è spiegata in Egitto all inclusive.
Diteci in quale località del Mar Rosso alloggiate e quali giorni avete liberi: vi costruiamo la parte culturale del viaggio, con guida egittologa in italiano.
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