



Dati primari, rilevati il 27 luglio 2026
Cosa leggono davvero gli italiani sull’Egitto
Nessuno, in Italia, pubblica quanto interesse ci sia davvero per le singole mete egiziane. Noi lo abbiamo misurato: dodici mesi di letture delle voci di Wikipedia in italiano su 32 fra siti archeologici, città e temi egizi. Non sono volumi di ricerca e non li chiamiamo così. Sono letture, contate una per una, e chiunque può rifare il conto.
Metodo: per ogni voce abbiamo interrogato l’endpoint pubblico metrics/pageviews/per-article dell’API Wikimedia, edizione italiana, con il filtro agent=user, che esclude bot e crawler alla fonte. Dodici mesi completi, da luglio 2025 a giugno 2026. Ogni titolo è stato risolto prima di contare: l’API conta il titolo esatto che le si passa, quindi un reindirizzamento restituisce le letture della pagina-ponte e non quelle della voce vera. Senza quel passaggio “Philae” risultava a 73 letture invece delle 13.779 dei Templi di File. Il dato grezzo, mese per mese, è nel file che sta dietro a questa pagina.
Che cosa questo dato non è. Non è un volume di ricerca e non è una misura di intenzione d’acquisto. Le letture seguono anche la cronaca, la televisione e i programmi scolastici: la voce più letta dell’intero campione è Cleopatra, con 450.662 letture, per ragioni che con le vacanze non c’entrano nulla. I numeri assoluti dipendono inoltre dalla qualità della voce e da come Wikipedia la collega al suo interno. Per questo conta più la posizione in classifica che la singola cifra.
Le mete: Sharm el-Sheikh davanti a tutte
Il risultato che non ci aspettavamo. Sharm el-Sheikh è la località egiziana più letta dagli italiani, davanti a Il Cairo e con un distacco di circa quattro volte su Luxor. È il dato che spiega meglio di qualsiasi altro perché il Mar Rosso pesi tanto nell’immaginario italiano dell’Egitto.
| Località | Letture, 12 mesi | Media al mese | Mese di picco |
|---|---|---|---|
| 1. Sharm el-Sheikh | 103.019 | 8.585 | ottobre 2025 |
| 2. Il Cairo | 72.013 | 6.001 | gennaio 2026 |
| 3. Alessandria d’Egitto | 69.326 | 5.777 | gennaio 2026 |
| 4. Luxor | 25.489 | 2.124 | novembre 2025 |
| 5. Hurghada | 21.687 | 1.807 | gennaio 2026 |
| 6. Assuan | 14.571 | 1.214 | gennaio 2026 |
Va letto con onestà: Sharm viene letta anche come destinazione balneare, da persone che non visiteranno mai un tempio. Il dato non dice “gli italiani vogliono escursioni sul Mar Rosso”. Dice una cosa più stretta e più solida: l’attenzione italiana sull’Egitto si concentra sulla costa, mentre l’offerta culturale sta sul Nilo. Chi parte dalla costa e vuole vedere i templi si trova davanti proprio quella distanza, e infatti le due domande che riceviamo di più sono l’escursione a Luxor da Sharm e quella da Hurghada.
I siti: Cheope in testa, Abu Simbel sorprende
Fra i luoghi veri e propri la classifica premia ciò che è entrato nell’immaginario prima ancora che nel turismo.
| Sito | Letture, 12 mesi | Media al mese | Mese di picco |
|---|---|---|---|
| 1. Piramide di Cheope | 90.603 | 7.550 | novembre 2025 |
| 2. Abu Simbel | 64.354 | 5.363 | gennaio 2026 |
| 3. Grande Sfinge di Giza | 39.961 | 3.330 | ottobre 2025 |
| 4. Valle dei Re | 34.639 | 2.887 | novembre 2025 |
| 5. Necropoli di Giza | 31.869 | 2.656 | ottobre 2025 |
| 6. Complesso templare di Karnak | 17.083 | 1.424 | gennaio 2026 |
| 7. Grande museo egizio | 16.729 | 1.394 | novembre 2025 |
| 8. Menfi (Egitto) | 16.716 | 1.393 | gennaio 2026 |
| 9. Tempio di Luxor | 16.395 | 1.366 | gennaio 2026 |
| 10. Saqqara | 16.133 | 1.344 | gennaio 2026 |
| 11. Templi di File | 13.779 | 1.148 | gennaio 2026 |
| 12. Museo egizio (Il Cairo) | 12.433 | 1.036 | novembre 2025 |
| 13. Tempio di Edfu | 8.369 | 697 | gennaio 2026 |
| 14. Abido (Egitto) | 7.317 | 610 | gennaio 2026 |
| 15. Dendera | 6.653 | 554 | novembre 2025 |
| 16. Valle delle Regine | 5.243 | 437 | gennaio 2026 |
| 17. Deir el-Bahari | 3.518 | 293 | gennaio 2026 |
| 18. Kom Ombo | 2.416 | 201 | gennaio 2026 |
Il numero che merita attenzione è il secondo. Abu Simbel viene letto quasi quattro volte più di Karnak, pur essendo incomparabilmente più scomodo da raggiungere: sta a sud di Assuan, non lungo la rotta classica. Un luogo che genera tanta curiosità e poca frequentazione è esattamente il posto in cui serve una spiegazione pratica, ed è il motivo per cui abbiamo scritto come arrivarci da Assuan. Lo stesso vale al contrario per Luxor, che come città è letta molto meno dei singoli monumenti che contiene.

Quando gli italiani pensano all’Egitto
Sommando tutte le voci mese per mese, l’andamento è netto e stagionale.
| Mese | Letture totali | Rispetto al picco |
|---|---|---|
| luglio 2025 | 141.400 | 73% |
| agosto 2025 | 164.838 | 85% |
| settembre 2025 | 149.841 | 78% |
| ottobre 2025 | 193.179 | 100% |
| novembre 2025 | 186.908 | 97% |
| dicembre 2025 | 158.470 | 82% |
| gennaio 2026 | 177.344 | 92% |
| febbraio 2026 | 140.628 | 73% |
| marzo 2026 | 158.992 | 82% |
| aprile 2026 | 132.371 | 69% |
| maggio 2026 | 119.797 | 62% |
| giugno 2026 | 97.067 | 50% |
Il picco è ottobre 2025 e il minimo è giugno 2026: fra i due c’è un rapporto di 1,99x. L’interesse italiano per l’Egitto quasi raddoppia passando dall’estate all’autunno, e resta alto per tutto l’inverno. Ha senso: per un viaggiatore italiano l’Egitto è una meta invernale, quando in Alto Egitto si cammina senza soffrire. Chi sta valutando le date lo trova spiegato in quando andare, fra clima e affluenza, e chi preferisce vedere i templi dal fiume in crociera sul Nilo.
Leggere e partire sono due elenchi diversi
Una classifica di letture racconta l’attenzione, non i biglietti staccati. Cleopatra sta in cima con 450.662 letture e non è una meta: è un personaggio, e chi apre quella voce di solito ha appena visto un documentario oppure sta preparando una ricerca per scuola. Conviene ricordarlo mentre si guarda il resto dell’elenco, perché lo stesso effetto agisce in scala minore su parecchie altre voci.
C’è poi il salto fra quello che si legge e quello che si riesce davvero a incastrare in un viaggio. Un sito molto letto può essere lontano, scomodo, oppure richiedere una notte in più per essere visto con calma. Vale per parecchi luoghi dell’Alto Egitto, che sulla carta sembrano vicini e nella pratica si distribuiscono lungo un tratto di fiume molto lungo. Prima di trasformare una classifica in un itinerario conviene guardare come è fatto l’Alto Egitto e dove stanno davvero le cose.
Il nome con cui un luogo è famoso non è sempre il suo
Il caso più istruttivo dell’intero rilevamento non riguarda una classifica ma un nome. Philae da solo restituiva 73 letture, mentre la voce vera, quella dei Templi di File, ne aveva 13.779. Quella distanza non è un errore di misura: è il segno che un luogo può vivere in italiano sotto due nomi, uno popolare e uno da catalogo.
Succede più spesso di quanto sembri. Chi cerca notizie su un tempio con il nome sentito in televisione e non trova quasi nulla, spesso sta usando la parola giusta nella lingua sbagliata. È utile saperlo prima di partire, perché sui cartelli, sui biglietti e nei programmi di viaggio compare la forma ufficiale. L’isola di File è anche un buon esempio di quanto un posto possa essere più stratificato del suo nome: i geroglifici e le croci incise a File raccontano due religioni sovrapposte sulla stessa pietra.
Da un elenco di nomi a un itinerario che sta in piedi
La classifica resta un buon punto di partenza, a patto di usarla come lista di desideri e non come programma. Il passaggio successivo è geografico: si prendono i nomi che interessano, si segnano sulla mappa e si scopre che si raggruppano in tre o quattro poli, con il fiume a fare da collegamento fra loro. A quel punto la domanda non è più quale monumento vedere, ma quanti giorni servono per tenerli insieme senza correre. Il formato che regge quasi sempre a un primo viaggio è un itinerario di sette giorni in Egitto, che lascia spazio sia alle piramidi sia al tratto di Nilo fra Luxor e Assuan.
Il mese in cui ci si informa non è il mese in cui si parte
Il picco di letture cade in ottobre 2025, il minimo in giugno 2026, con un rapporto di 1,99x fra i due estremi. È una curva di attenzione e, come tutte le curve di attenzione, anticipa la partenza invece di coincidere con essa. Si legge quando si comincia a pensarci, cioè in autunno, e si parte più tardi.
La conseguenza pratica è che il calendario delle letture non serve a scegliere le date. Per quelle contano il caldo, il vento e l’affollamento dei siti, che seguono criteri loro e non l’umore del pubblico italiano. Chi vuole mettere in fila i mesi con quello che comportano davvero può partire da quando conviene andare nell’Alto Egitto, e decidere da lì.
I luoghi di cui in Italia si parla poco
La parte più interessante di un elenco di letture è la coda, non la testa. In cima ci sono i nomi che conoscono tutti, e su quelli c’è poco da aggiungere. Più in basso stanno templi che in Italia quasi nessuno nomina e che, una volta sul posto, lasciano il ricordo più netto, perché si visitano senza gomitate e senza attese.
Due esempi valgono per tutti. Il soffitto astronomico di Dendera si guarda con il collo all’insù per un quarto d’ora buono, e il blu dello zodiaco di Dendera non somiglia a niente altro in Egitto. Medinet Habu, sulla riva ovest di Luxor, sta chiuso dentro mura che sembrano quelle di una fortezza e conserva colori che nei templi più frequentati sono spariti da tempo: il tempio fortificato di Medinet Habu resta uno dei posti dove si capisce meglio come doveva apparire un santuario finito. Se questa parte dell’elenco vi attira, il seguito naturale sono i templi meno visitati dell’Alto Egitto.

Perché Wikipedia, e non uno strumento di ricerca
La domanda è legittima: esistono strumenti che stimano quante volte una parola viene cercata, e sarebbero più vicini all’intenzione di partire. Il problema è che sono stime commerciali, arrotondate, calcolate con metodi che nessuno pubblica per intero, e che due strumenti diversi danno due numeri diversi per la stessa parola. Le letture di una voce enciclopedica sono un’altra cosa: sono conteggi, non modelli, l’archivio è pubblico e chiunque abbia mezz’ora può rifare esattamente il conto che abbiamo fatto noi e contestarlo. Misurano un interesse più tiepido di una prenotazione, e infatti non li presentiamo come domanda di viaggio. In cambio si possono verificare. È lo stesso criterio con cui abbiamo misurato la direzione del vento sul Nilo e sulla costa, e le altre rilevazioni stanno tutte nella sezione dedicata ai dati.

Domande frequenti sui dati
Che cosa misura esattamente questo dato?
Le letture delle voci di Wikipedia in lingua italiana, mese per mese, per dodici mesi. Il filtro agent=user dell’API esclude bot e crawler. Non sono volumi di ricerca: sono letture di pagine, ed è una cosa diversa che chiamiamo con il suo nome.
Perché Wikipedia e non i dati di ricerca?
Perché è verificabile. Chiunque può interrogare lo stesso endpoint pubblico e ottenere le stesse cifre, senza abbonamenti e senza doverci credere sulla parola. I dati di ricerca circolano quasi sempre come numeri riportati da qualcun altro, senza modo di controllarli.
Qual è la meta egiziana più letta dagli italiani?
Sharm el-Sheikh, con 103.019 letture in dodici mesi, davanti a Il Cairo (72.013) e ad Alessandria (69.326). Luxor, che è il cuore archeologico del Paese, si ferma a 25.489.
E il sito archeologico più letto?
La Piramide di Cheope, con 90.603 letture. Il secondo posto è la vera sorpresa: Abu Simbel, con 64.354, quasi quattro volte il complesso di Karnak, nonostante sia molto più lontano e scomodo da raggiungere.
In che mese gli italiani si interessano di più all’Egitto?
Ottobre 2025, con 193.179 letture complessive. Il minimo è giugno 2026, con 97.067. Fra picco e minimo c’è un rapporto di 1,99x: l’attenzione quasi raddoppia dall’estate all’autunno e resta alta per tutto l’inverno.
Questi numeri si possono rifare?
Sì, ed è il punto. Endpoint metrics/pageviews/per-article dell’API Wikimedia, edizione it.wikipedia, accesso all-access, agente user, granularità mensile, da luglio 2025 a giugno 2026. L’unica accortezza è risolvere i reindirizzamenti prima di contare, altrimenti si misurano le pagine-ponte e i totali escono sbagliati di ordini di grandezza.
Se questi numeri vi hanno fatto venire voglia di partire, la parte difficile non è scegliere il monumento: è incastrare le distanze. Quello lo facciamo noi.