
Come arrivare ad Abu Simbel da Assuan
Abu Simbel non è dietro l’angolo, ed è proprio questo che tiene lontani molti viaggiatori: circa 280 chilometri di deserto separano Assuan dai templi di Ramses II. La buona notizia è che il viaggio è molto più semplice di quanto racconti la sua fama. Qui trovi le tre opzioni reali, i tempi onesti e cosa conviene scegliere in base a quanti giorni hai. Se preferisci non pensarci, organizziamo noi la giornata con guida egittologa in italiano: vedi l’escursione ai templi di Abu Simbel.
In breve
- Distanza: circa 280 chilometri di deserto da Assuan.
- Su strada: circa tre ore per tratta, partenza prima dell’alba; la giornata dura dalle nove alle dieci ore porta a porta.
- In aereo: un volo interno di poco meno di un’ora.
- Dormire ad Abu Simbel: i templi si vedono con calma, la sera o all’alba, senza le comitive.
- 22 febbraio e 22 ottobre: il sole entra fino al santuario del grande tempio.
La giornata organizzata: escursione ai templi di Abu Simbel.
Le tre opzioni, in breve
Da Assuan si arriva ad Abu Simbel in tre modi: su strada, la scelta di gran lunga più comune; in aereo, con un volo interno di poco meno di un’ora; oppure dormendo sul posto, che è la formula che quasi nessuno considera e che invece cambia completamente la visita.
La strada è asfaltata, diritta e in buone condizioni: attraversa il deserto occidentale con pochissimi riferimenti sul percorso. Non è un tragitto faticoso, è semplicemente lungo. Chi arriva da Luxor può inserirlo in un itinerario più ampio come Egitto in 7 giorni o Egitto in 10 giorni, dove la giornata ad Abu Simbel trova spazio senza sacrificare Luxor.

Su strada: tempi reali e orario di partenza
Contando circa tre ore all’andata, due ore sul sito e tre ore di ritorno, la giornata occupa dalle nove alle dieci ore porta a porta. È impegnativa ma assolutamente sostenibile, e resta il modo più economico e più flessibile di arrivarci.
La partenza è presto, spesso prima dell’alba. Non è una crudeltà organizzativa: serve a raggiungere i templi con la luce migliore e prima dell’ondata di gruppi, e a evitare le ore centrali di calore sulla via del ritorno. Il vecchio sistema del convoglio a orario fisso oggi è molto più elastico, ma i controlli lungo la strada restano, quindi confermiamo sempre l’orario il giorno prima.
Se stai costruendo il resto del soggiorno, ti servono anche biglietti e orari dei templi dell’Alto Egitto e le altre escursioni in Egitto che possiamo abbinare nei giorni vicini.

In aereo: quando ha davvero senso
Il volo Assuan-Abu Simbel dura poco meno di un’ora e permette di rientrare in giornata con molto meno tempo passato seduti. Sulla carta sembra la scelta ovvia, ma va sommato il tempo di aeroporto da entrambe le parti: il guadagno reale sulla giornata è più contenuto di quanto il solo tempo di volo lasci pensare.
Ha senso soprattutto in due casi: quando i giorni a disposizione sono pochissimi e ogni ora conta, oppure quando si viaggia con persone per cui sei ore di auto sarebbero pesanti. In tutti gli altri casi la strada resta la scelta più equilibrata. Se stai ancora decidendo come impostare il viaggio, leggi Luxor o Assuan e crociera o tour via terra.



Dormire ad Abu Simbel: la scelta che quasi nessuno fa
Chi si ferma a dormire vede i templi in due momenti che gli escursionisti in giornata non incontrano mai: nel tardo pomeriggio, quando i pullman sono ripartiti, e all’apertura del mattino. In entrambi i casi il sito è quasi vuoto, e la differenza rispetto alla visita di mezza giornata è enorme.
È la formula che consigliamo a chi ha almeno una settimana e vuole un ricordo diverso da quello di tutti. La inseriamo volentieri in un viaggio su misura, insieme alle escursioni di Assuan come il tempio di Philae e il villaggio nubiano. Per il contesto storico e cosa si vede esattamente sul posto, vedi la nostra guida ad Abu Simbel e le cose da vedere ad Assuan.
Che cosa si vede in quelle ore di deserto
La prima mezz’ora fuori da Assuan è buio pieno e non c’è niente da guardare, poi il cielo si apre a est e il deserto passa dal grigio al rosa in pochi minuti. È la parte del viaggio che nessuno mette in conto e che quasi tutti finiscono per ricordare. Il paesaggio è monotono nel senso letterale della parola: sabbia compatta, tratti di roccia scura, tralicci che seguono la strada, ogni tanto un chiosco isolato dove i veicoli si fermano qualche minuto.
Chi soffre il mal d’auto sta meglio nei sedili davanti, perché l’asfalto è liscio ma le curve lunghe si sentono lo stesso. Conviene portare acqua a sufficienza e qualcosa di salato da mangiare, dato che lungo il percorso non c’è quasi nulla: quale acqua bere durante il viaggio sembra un dettaglio da poco e in una giornata di dieci ore diventa la cosa che ti tiene in piedi. I posti di controllo fanno parte del tragitto: si rallenta, l’autista mostra i documenti, si riparte, e non resta che aspettare con pazienza.
La sveglia notturna, gestita in modo sensato
Il vero costo di Abu Simbel non è la distanza, è l’ora in cui ti alzi. Il corpo viene tirato fuori dal sonno profondo, e il pomeriggio del rientro pesa più di quanto pesi la visita in sé. Ci sono due accorgimenti che funzionano e che quasi nessuno applica. Il primo riguarda la sera prima: cena leggera e presto, zaino preparato, sveglia caricata due volte. Il secondo riguarda il giorno dopo, che va lasciato morbido invece di riempirlo con altre visite prese di corsa.
Chiedi in hotel una colazione da portare via, perché a quell’ora la sala non è ancora aperta, e tieni con te solo una borsa piccola: il resto rimane in camera, dato che si rientra nello stesso albergo. Se il giorno seguente lo dedichi alla città, come si organizza una giornata ad Assuan ti dà l’ordine giusto fra visite di terra e tempo sull’acqua, e la parte in barca sopporta bene una persona che ha dormito poco.

I due templi non si assomigliano
Si parla di Abu Simbel al singolare, ma i templi sono due e fanno un effetto diverso. Il Grande Tempio è quello delle quattro statue sedute scavate nella parete di arenaria, con il colosso crollato in antico lasciato dove è caduto, ai piedi della facciata. Dentro, la sala dei pilastri con le figure osiriache accompagna fino al santuario in fondo alla roccia, ed è lì che il sole arriva soltanto in due giorni dell’anno.
Il secondo tempio, quello dedicato a Nefertari, sta poco più in là ed è più piccolo, ma è raro per un motivo che sfugge a chi passa di corsa: sulla facciata la regina è scolpita alta quanto il re, e nell’arte egizia questo non capita quasi mai. Guardarlo con un minimo di alfabeto in mano cambia la visita, e il motivo per cui le figure sono di profilo è il primo pezzo di quell’alfabeto. Un suggerimento pratico: entra prima nel tempio piccolo, mentre i gruppi sono ancora tutti fermi davanti alle quattro statue.
I templi che guardi non sono dove erano
Il dettaglio che spiazza di più chi arriva impreparato è che la montagna sopra i templi non è una montagna. Quando il Lago Nasser ha cominciato a salire, le due facciate e le sale interne sono state tagliate in blocchi, portate più in alto e rimontate dentro una collina artificiale, con una cupola di cemento nascosta sopra il santuario. Da fuori non si direbbe, e proprio per questo la storia va conosciuta prima di arrivare: lo spostamento dei templi pietra per pietra racconta come è stata fatta l’operazione e dove si notano ancora le linee di taglio.
Abu Simbel non è un caso isolato. Sulle rive del Lago Nasser c’è anche il tempio di Kalabsha sul Lago Nasser, smontato e ricostruito altrove per la stessa ragione, e lo stesso è capitato a Philae. Messi in fila, questi salvataggi raccontano l’Egitto del Novecento con la stessa forza con cui i faraoni raccontano quello antico.
Il mese in cui parti e la luce che trovi
La facciata guarda verso oriente, che è il motivo per cui il sole riesce a entrare fino in fondo alla roccia, ed è anche il motivo per cui le fotografie fatte a metà giornata deludono: la luce arriva dall’alto, appiattisce i volti e brucia la sabbia intorno. Chi vuole portarsi a casa immagini decenti fa bene a leggere come fotografare templi e tombe in Egitto prima di partire, perché dentro le sale valgono regole diverse e il telefono, usato male, restituisce soltanto buio.
Sul mese, la differenza si sente nel corpo più che negli occhi. Nei mesi freschi la giornata è lunga ma sopportabile, e la pressione dei gruppi si concentra nelle ore centrali. In piena estate il caldo dell’Alto Egitto è secco e disidrata senza che te ne accorga, e il rientro nel primo pomeriggio diventa la parte dura della gita. Il quadro completo di clima e affluenza sta in quando conviene visitare l’Alto Egitto, e cambia parecchio la scelta del periodo.
Come incastrare Abu Simbel nei giorni di Assuan
Con due notti ad Assuan la giornata ai templi entra senza forzature: un giorno per il sud profondo, l’altro per la città, le isole e il fiume. Con una notte sola bisogna scegliere, e quasi sempre conviene dare la precedenza ai templi di Ramses II, perché sono la cosa che difficilmente si recupera in un altro viaggio, mentre Philae e l’obelisco restano raggiungibili anche in una mattina compressa. La lista delle gite in partenza da Assuan aiuta a capire che cosa rinunci davvero.
Chi arriva in crociera ha meno margine, perché la nave impone i suoi orari e la giornata va concordata prima dell’imbarco. Chi invece dorme a terra può spostare la partenza di ventiquattro ore se la stanchezza o il meteo lo consigliano, ed è uno dei pochi vantaggi concreti del tour via terra rispetto alla motonave.
Gli errori che si fanno più spesso
Il primo è vestirsi da spiaggia. Si parte al buio con l’aria fresca e si arriva sotto un sole verticale: serve qualcosa di leggero a maniche lunghe e un cappello vero, non un berretto che lascia scoperto il collo. Il secondo è partire senza banconote piccole, che servono per i bagni e le spese minime sul posto. Il terzo, il più comune di tutti, è trattare la giornata come un semplice trasferimento: chi passa le tre ore di andata a guardare il telefono arriva davanti alle statue senza nessun contesto, le osserva venti minuti e torna indietro convinto che sia stata una gita lunga per poca cosa. Con qualcuno che ti racconta chi era Ramses II e perché ha voluto quel tempio proprio lì, sul confine meridionale del suo regno, la stessa giornata cambia natura.
Domande frequenti su come arrivare ad Abu Simbel
Quanto dista Abu Simbel da Assuan?
Poco più di 280 chilometri di deserto, su strada asfaltata. In auto sono circa tre ore all’andata e altrettante al ritorno, con partenza molto presto al mattino; in aereo il volo dura poco meno di un’ora, ma lascia meno tempo ai templi. Le tre opzioni sono messe a confronto in Abu Simbel in aereo o via terra.
Quanto ci vuole da Assuan ad Abu Simbel?
Su strada si calcolano circa tre ore all’andata e altrettante al ritorno, per poco più di 280 chilometri di deserto asfaltato e in buone condizioni. In aereo il volo dura poco meno di un’ora, ma va sommato il tempo di aeroporto: la differenza reale sulla giornata è minore di quanto sembri.
Si parte ancora in convoglio?
Il convoglio obbligatorio con orario fisso non è più la regola come un tempo: oggi le partenze sono molto più flessibili. Restano però i controlli lungo la strada, quindi l’orario di partenza lo confermiamo sempre il giorno prima, sulla base della situazione aggiornata.
A che ora conviene partire?
Presto. Partendo prima dell’alba si arriva quando la luce taglia le facciate e i pullman dei gruppi non sono ancora scesi in massa. È anche il momento in cui la temperatura è sopportabile, il che da maggio a settembre non è un dettaglio.
Quanto tempo serve sul posto?
Due ore permettono di vedere bene sia il Grande Tempio di Ramses II sia il tempio di Nefertari senza correre. Chi vuole fermarsi di più può valutare di dormire ad Abu Simbel: è l’unico modo per vedere i templi quasi da soli.
È possibile arrivarci in crociera?
Non con le motonavi che percorrono il Nilo fra Luxor e Assuan: quelle si fermano alla diga. Abu Simbel si trova sul Lago Nasser, che ha una navigazione separata. Per questo la quasi totalità dei viaggiatori ci arriva su strada o in aereo.
Ti organizziamo la giornata ad Abu Simbel con guida egittologa in italiano, partenza e orari gestiti da noi. Raccontaci le tue date.