Il tempio di Hatshepsut a Deir el Bahari con le tre terrazze e la rampa centrale sotto la falesia

Escursione a Luxor da Marsa Alam

Marsa Alam è la più meridionale delle grandi località del Mar Rosso, e questo la avvicina all’Egitto dei faraoni più di quanto si pensi: circa 270 chilometri, fra quattro e cinque ore di strada, e si arriva davanti alla Valle dei Re. Qui trovate tempi reali, cosa entra davvero in una giornata e quando conviene invece fermarsi una notte. Fa parte della nostra guida al Mar Rosso.

Quanto dura davvero la giornata

La strada risale la costa e piega verso l’interno passando da Edfu: circa 270 chilometri, quattro-cinque ore per tratta. Con le visite in mezzo, la giornata completa va dalle quindici alle diciassette ore, dal prelievo in hotel al rientro in serata. È lunga, e vale la pena saperlo prima invece che scoprirlo alle cinque del mattino.

La partenza è prima dell’alba per una ragione pratica: si arriva sulla riva ovest quando il caldo è ancora gestibile e le tombe non sono ancora affollate. Da maggio a settembre questa non è una raffinatezza, è la differenza fra una bella giornata e una faticosa.

Scheda sull'escursione a Luxor da Marsa Alam: circa 270 km con quattro o cinque ore per tratta, la giornata dura dalle quindici alle diciassette ore, si parte prima dell'alba per il caldo e le folle, con una notte a Luxor si evitano nove o dieci ore di strada in un giorno

Che cosa si vede in una giornata

La mattina è per la riva ovest: la Valle dei Re, con le tombe scavate nella roccia e le pareti dipinte, e il tempio di Hatshepsut, costruito dentro la parete della montagna tebana. Sulla strada si incontrano i Colossi di Memnone, che sono la prima cosa che si vede scendendo dal veicolo.

Nel pomeriggio si passa sulla riva est per Karnak o per il tempio di Luxor. Chi ha già visto i classici può chiedere la Valle delle Regine o Medinet Habu, quasi sempre deserti. Il quadro completo è in cosa vedere a Luxor.

Veduta aerea all'alba del tempio di Hatshepsut ai piedi della falesia tebana

Marsa Alam, Hurghada o Sharm: la distanza conta

Se state ancora scegliendo dove alloggiare e sapete di voler vedere Luxor, la geografia è un criterio concreto. Da Hurghada la strada è più breve, circa quattro ore. Da Marsa Alam è un po’ più lunga. Da Sharm el-Sheikh cambia proprio il mezzo: si vola, perché il Sinai obbliga la strada a girare intorno al Golfo di Suez.

Se invece siete già a Marsa Alam, non ha senso trasferirsi altrove per accorciare il tragitto: il trasferimento fra località mangia il vantaggio. Si parte da dove siete.

Il soffitto dipinto della tomba di Ramesse VI nella Valle dei Re, con il Libro del Giorno e della Notte in giallo, blu e rossoLa moschea di Abu el-Haggag sopra il cortile del tempio di Luxor, con le colonne illuminate al crepuscolo

Una giornata o due giorni?

Con una giornata si vede il nucleo di Tebe e si rientra la sera. Con una notte a Luxor il ritmo cambia: la riva ovest si visita all’apertura, si guadagna il tempio di Luxor illuminato di sera, e si evitano nove-dieci ore di strada nello stesso giorno.

Due giorni aprono anche il resto dell’Alto Egitto: Abu Simbel, una crociera sul Nilo verso Assuan, oppure i templi che quasi nessun itinerario raggiunge come Dendera e Abydos. Vedete Egitto in 5 giorni, o raccontateci le vostre date e vi costruiamo un viaggio su misura intorno al soggiorno al mare. Tutte le nostre escursioni in Egitto sono con guida egittologa di lingua italiana.

Come si prepara una giornata che comincia prima dell’alba

La sera prima conta più della mattina stessa. Cena presto, borsa pronta e appoggiata alla porta, sveglia impostata due volte e colazione al sacco chiesta alla reception il giorno precedente: quattro gesti banali che cambiano il tono delle prime ore. Chi sale in macchina con quattro ore di sonno arriva davanti alle tombe con la testa altrove, guarda tutto e ricorda poco.

In borsa serve poco e serve giusto. Acqua, un cappello con la tesa vera, occhiali da sole, una felpa leggera per l’uscita dall’hotel quando il deserto è ancora fresco, scarpe chiuse. Alla Valle dei Re si cammina su pietrisco e sabbia, e i sandali diventano un fastidio già alla seconda rampa di gradini. La lista per esteso sta in cosa mettere in valigia per l’Egitto, mentre sull’idratazione conviene leggere prima quale acqua bere durante il viaggio, perché in una giornata di quindici ore se ne consuma molta di più di quanto immaginiate.

Un dettaglio che sembra inutile e non lo è: avvisate la struttura che uscite prima del servizio colazione. Quasi ovunque preparano un pacchetto da portare via, ma va chiesto la sera, non alle cinque del mattino con il conducente che aspetta in cortile.

La strada, tratto per tratto

Il primo pezzo è costiero e lo fate al buio, con il mare a destra che non si vede e le luci dei villaggi che si diradano in fretta. È il tratto in cui quasi tutti dormono, ed è la scelta giusta: il sonno recuperato adesso diventa energia disponibile alle undici del mattino, dentro una tomba, quando serve davvero.

Poi la strada abbandona la costa e taglia verso l’interno. Il paesaggio diventa deserto piatto, color cenere, con rilievi bassi che accompagnano l’orizzonte e qualche stazione di servizio isolata dove si fa una sosta breve. I posti di controllo fanno parte del viaggio: si rallenta, si mostrano i documenti, si riparte. Non c’è nulla di allarmante, è la normale routine delle strade del deserto orientale.

Il momento che resta impresso arriva alla fine, quando si entra nella valle del fiume. Il passaggio dal nulla ai campi di canna da zucchero, alle palme e ai canali avviene nel giro di pochi minuti, senza sfumature, come se qualcuno avesse tirato una riga per terra. Chi vuole capire perché l’Egitto abitato sia largo così poco trova la risposta nella striscia verde lungo il Nilo.

Il caldo dell’entroterra non somiglia a quello del resort

A Marsa Alam avete il mare, la brezza e l’ombra della struttura. Luxor è un’altra faccenda: pietra chiara che riverbera, aria secca, sudore che evapora prima che ve ne accorgiate. È un caldo meno appiccicoso e più insidioso, perché toglie il segnale d’allarme che l’umidità invece dà. La regola pratica è bere prima di avere sete e non rimandare l’ombra al momento del pranzo. Il confronto per esteso sta nella differenza fra caldo secco e caldo umido.

Da novembre a marzo il problema si capovolge. Sulla riva ovest, nelle prime ore, fa freddo per davvero, e chi scende dal veicolo in maglietta se ne pente nel giro di cinque minuti. Il vento è l’altra variabile che quasi nessuno mette in conto: in certe settimane alza sabbia sottile che si infila ovunque, obiettivi fotografici compresi. Una sciarpa leggera nella borsa risolve entrambe le situazioni e non pesa nulla.

Che cosa sbaglia chi la prenota la prima volta

L’errore più diffuso è riempire il programma. Con quattro siti in lista si finisce a guardare l’orologio dentro una tomba dipinta, che è esattamente il posto in cui non si dovrebbe avere fretta. Tre cose viste con calma valgono di più di sei attraversate di corsa, e non è una posizione romantica: è quello che vi resterà in mente l’anno dopo.

Il secondo errore riguarda il mezzo. Un pullman collettivo obbliga ad aspettare l’intero gruppo a ogni sosta, e su una giornata lunga quel tempo si accumula in modo crudele. Un veicolo privato non accorcia la strada, ma rende il tempo vostro: si parte quando siete pronti, si salta una tappa se il gruppo è cotto, ci si ferma dove capita qualcosa che merita.

Il terzo è credere che la fatica si distribuisca in modo uniforme lungo la giornata. Non funziona in questo modo. L’andata la reggete con l’adrenalina della partenza, il ritorno no, e le prime ore di rientro sono quelle in cui la stanchezza arriva tutta insieme. Sapendolo, il programma si costruisce al contrario: quello che vi sta a cuore va messo presto, non tenuto per ultimo.

Veduta aerea all'alba delle colline tebane e della Valle delle Regine presso Luxor

Fotografare tombe e templi senza rovinarsi la visita

Dentro le tombe la luce è bassa e calda, gli spazi sono stretti e c’è quasi sempre qualcuno alle vostre spalle. Il telefono se la cava meglio di quanto pensiate, a patto di tenere i gomiti appoggiati al corpo e di scattare due volte invece di una. Le regole su macchine fotografiche e treppiedi cambiano da sito a sito e sono indicate agli ingressi, quindi la domanda alla guida va fatta prima di tirare fuori l’attrezzatura. Il resto è raccolto in come fotografare templi e tombe.

All’aperto il problema è opposto. A mezzogiorno la luce cade verticale, appiattisce i rilievi e brucia le pietre chiare, e le immagini tornano a casa slavate. Le facciate dei templi danno il meglio nelle prime e nelle ultime ore di sole, il che è uno degli argomenti concreti a favore della notte in città.

Se dormite a Luxor, la sera è il vero guadagno

Con una notte in mezzo la giornata si sgonfia. Si tolgono dalle gambe le ore del ritorno e si guadagnano due momenti che l’escursione in giornata non riesce a contenere. Il primo è il tempio di Luxor con le luci accese, che di sera cambia natura rispetto alla visita diurna: il discorso completo sta nei templi illuminati dopo il tramonto.

Il secondo è l’alba vista dall’alto, con il volo in mongolfiera sulla riva ovest che si stacca da terra quando il sole non ha ancora superato la montagna tebana. Da lassù la piana si legge in un colpo solo: i campi, il fiume, il limite netto della roccia e le tombe scavate dentro. Nessuna visita a terra restituisce quella geometria.

Il giorno dopo tenetelo libero

Sembra un consiglio ovvio e quasi nessuno lo segue. Chi rientra a notte fonda e ha già prenotato un’uscita in barca per la mattina seguente passa quelle ore a rimpiangere entrambe le cose. Marsa Alam ha il vantaggio di un mare che si gode anche stando fermi: in diversi punti della costa il reef comincia a pochi metri dalla riva, e per un pomeriggio di recupero bastano maschera e boccaglio. Per capire cosa state guardando sott’acqua c’è la barriera corallina del Mar Rosso.

Sul posizionamento nella settimana la regola è semplice: la giornata a Luxor sta bene a metà soggiorno. Non il primo giorno, quando il viaggio di arrivo pesa ancora sulle gambe, e non l’ultimo, quando conviene avere le valigie pronte e la testa leggera.

Mangiare e bere in una giornata che dura quindici ore

Si parte prima che la colazione dell’hotel apra, quindi la prima cosa da chiedere alla reception è un cestino da portare via la sera prima. Chi non lo fa arriva sulla riva ovest a digiuno da sei ore, con il caldo che sale, e la Valle dei Re non è il posto giusto per scoprire di avere un calo di zuccheri. Il pranzo cade naturalmente a metà giornata, fra le due rive, ed è anche l’ora in cui conviene stare fermi al chiuso. Sull’acqua la regola è semplice: bottiglie sigillate, molte più di quante ne sembrino necessarie, e bere prima di avere sete perché con l’aria secca la sudorazione non si vede. Che cosa bere e che cosa evitare lo abbiamo scritto in l’acqua in Egitto e che cosa bere, mentre il ritmo delle tappe è in una giornata completa a Luxor.

Domande frequenti sull’escursione a Luxor da Marsa Alam

Quante ore ci vogliono da Marsa Alam a Luxor?

Sono circa 270 chilometri, che su strada significano fra le quattro e le cinque ore per tratta. Sommando le visite, la giornata completa va dalle quindici alle diciassette ore, dal prelievo in hotel al rientro in serata.

Si riesce a vedere Luxor in giornata da Marsa Alam?

Sì, ed è quello che fa la maggior parte degli ospiti dei resort. Il programma copre la riva ovest, con la Valle dei Re e il tempio di Hatshepsut, e almeno un grande tempio sulla riva est. Quello che non entra in una sola giornata sono Dendera e Abydos.

Conviene partire da Marsa Alam o spostarsi a Hurghada?

Non conviene spostarsi. Da Hurghada la strada è più breve, ma il trasferimento fra le due località mangia il vantaggio. Se alloggiate a Marsa Alam si parte da lì; se state ancora scegliendo il resort, allora la distanza da Luxor è un criterio da pesare prima di prenotare.

A che ora si parte?

Molto presto, di norma prima dell’alba. Non è una scelta organizzativa: serve ad arrivare sulla riva ovest quando il caldo è ancora sopportabile e le tombe non sono affollate, e a lasciare margine per il rientro.

La guida parla italiano?

Sì. Lavoriamo con guide egittologhe di lingua italiana, ed è la differenza fra vedere delle pietre e capire che cosa state guardando. Luxor e Assuan sono il nostro territorio, non una riga di catalogo.

Diteci in che hotel siete a Marsa Alam, quante persone siete e i giorni liberi: costruiamo la giornata a Luxor su misura, con guida egittologa in italiano.

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