Veduta dall'alto dell'isola di Philae ad Assuan, circondata dalle acque del Nilo

Cosa vedere ad Assuan: il fiume, le isole e i templi

Assuan è la città più meridionale dell’Egitto, il punto in cui il Nilo rallenta tra isole verdi e grandi rocce di granito. È una tappa più tranquilla e luminosa rispetto al Cairo, e da qui partono alcune delle escursioni più belle del paese, da Abu Simbel ai templi nubiani. Ecco cosa vedere ad Assuan e come organizzare le visite.

In breve

  • Da vedere: il tempio di Philae, l’Obelisco Incompiuto, il giro in feluca fra le isole, l’Isola delle Piante, il villaggio nubiano e il tempio di Kalabsha.
  • Abu Simbel: una giornata intera a parte, con circa tre ore di strada per tratta.
  • Quanti giorni: due giorni pieni per i luoghi principali, uno in più con Abu Simbel.
  • Come ci si muove: quasi tutto è sull’acqua, in barca o in feluca, e la feluca dipende dal vento.
  • Philae: gli ingressi chiudono nel primo pomeriggio: va messo al mattino.

La storia della cava: obelisco incompiuto di Assuan. La giornata organizzata: Assuan classica.

Cosa vedere

Il tempio di Philae

Il tempio dedicato alla dea Iside sorge su un’isola e si raggiunge con una breve traversata in barca. Fu smontato e ricostruito sull’isola di Agilkia per salvarlo dalle acque della diga.

Come visitare Philae ›

I templi di Abu Simbel

I colossi di Ramses II sono l’escursione simbolo di Assuan. Si parte al mattino presto, su strada attraverso il deserto oppure con un volo interno che riduce i tempi. Ad Assuan c’è anche il posto in cui si capisce come venivano fatti gli obelischi: il cantiere rimasto aperto nella cava di granito.

Escursione ad Abu Simbel ›

Il tempio di Philae ad Assuan

L’Obelisco Incompiuto

Nelle antiche cave di granito riposa un obelisco lasciato a meta, che racconta meglio di ogni museo la tecnica e la fatica degli scalpellini egizi.

Visita all’Obelisco Incompiuto ›

Il villaggio nubiano

Colori accesi, musica e grande ospitalità: una visita al villaggio nubiano affacciato sul fiume regala un lato più umano e vivo dell’Egitto.

Gita al villaggio nubiano ›

L’Isola delle Piante

Il giardino botanico di Kitchener è un’oasi verde in mezzo al Nilo, perfetta per una pausa lenta tra piante rare e vedute sul fiume.

In feluca all’Isola delle Piante ›

Il tempio di Kalabsha

Anche questo tempio nubiano fu spostato per salvarlo dalle acque del Lago Nasser. Si raggiunge in barca e regala uno sguardo raccolto sull’architettura nubiana.

Escursione a Kalabsha ›Il tempio di Philae sull’isola di Agilkia ad Assuan

Come è fatta Assuan, e perché cambia la giornata

Assuan non si visita camminando. La città sta sulla riva est, il Nilo qui si allarga fra isole e rocce di granito, e buona parte di quello che vai a vedere sta sull’acqua o dall’altra parte: Philae su un’isola, il giardino botanico su un’altra, Elefantina davanti al lungofiume, Kalabsha su un promontorio del lago. La barca non è un’esperienza da aggiungere: è il mezzo.

Restano a terra, raggiungibili in auto, l’Obelisco Incompiuto nella cava a sud della città e la strada per Abu Simbel. È per questo che una giornata ad Assuan si costruisce a blocchi: le cose d’acqua insieme, le cose di terra insieme, e non alternate.

Il tempio di Philae, una delle escursioni classiche da Assuan

Quanto tempo serve, blocco per blocco

Mezza giornata basta per il giro fluviale: feluca fra le isole, giardino botanico e una sosta a Elefantina. Philae merita un blocco suo, perché fra traversata e visita il tempo va via in fretta. L’Obelisco Incompiuto è breve e si incastra bene prima o dopo, trovandosi sulla stessa direttrice.

Abu Simbel è una giornata intera, non una tappa. Chi ha due giorni pieni ad Assuan vede tutto senza correre; chi ne ha uno solo deve scegliere fra il fiume e Abu Simbel, e vale la pena deciderlo prima invece che sul posto. Gli orari di apertura ufficiali dei siti sono raccolti in biglietti e orari dei templi.

L'Obelisco Incompiuto ancora attaccato alla roccia nella cava di Assuan

La partenza all’alba, e perché il mese conta

Verso Abu Simbel si parte prima che faccia luce. Quanto sia presto dipende dal mese, e non di poco: la differenza fra l’alba di dicembre e quella di giugno è reale, e le ore esatte sono in alba e tramonto a Luxor e Assuan.

Il mese decide anche quanto sarà dura la parte centrale della giornata. Ad Assuan il caldo è secco, il che cambia come lo si percepisce ma non quanto pesa: il confronto misurato è in caldo secco o umido, e il quadro completo di stagioni e affluenza in quando andare in Alto Egitto.

Chi ha una sola giornata trova le tappe in ordine in Assuan in un giorno.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Assuan?

Due giorni pieni bastano per i luoghi principali. Aggiungendo Abu Simbel conviene calcolare una giornata intera dedicata all’escursione.

Come si arriva ad Abu Simbel da Assuan?

Su strada il tragitto è di circa tre ore per tratta, con partenza all’alba. In alternativa un volo interno riduce il viaggio a poche decine di minuti.

Quando conviene visitare Assuan?

I mesi da ottobre ad aprile offrono un clima più gradevole. In estate il caldo è intenso, quindi meglio muoversi molto presto al mattino.

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Duna di sabbia sulla riva occidentale del Nilo ad Assuan, con un camminatore solitario nella luce del tramonto

Ad Assuan ci si muove sull’acqua, e questo allunga i tempi

Quasi tutto quello che si visita qui sta su un’isola oppure sull’altra riva. Philae, il giardino botanico, il villaggio affacciato sul fiume, Kalabsha: per ognuno serve una barca, e la barca ha i suoi tempi. Fra imbarco, traversata e attesa al ritorno, ogni spostamento porta via molto più dei minuti di navigazione veri e propri. È il motivo per cui in una giornata ad Assuan si vedono meno cose che a Luxor, pur essendo tutto vicino.

Ne esce una regola semplice. Due uscite in barca al giorno sono il massimo ragionevole, e la seconda conviene tenerla nel tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa e il fiume si calma. Fra i mezzi che si incontrano sul Nilo la differenza è reale e non riguarda solo il comfort: feluca, dahabiya e motonave a confronto racconta che cosa aspettarsi da ciascuno prima di salire a bordo.

I gradini di pietra del Nilometro sull'isola Elefantina che scendono verso l'acqua del Nilo

La feluca va a vela, quindi dipende dal vento

Sembra un dettaglio e invece decide la riuscita del pomeriggio. La feluca non ha motore: risale il fiume spinta dal vento che arriva da nord e torna giù lasciandosi portare dalla corrente. Con poco vento la traversata si allunga parecchio, e chi ha un orario da rispettare finisce per guardare l’orologio invece del paesaggio.

La soluzione pratica è dividere i compiti. La barca a motore si usa per gli spostamenti con un orario, la feluca si tiene per il tramonto, che è il momento in cui dà il meglio e in cui il ritardo non è un problema. Come si combinano corrente e vento su questo tratto di fiume, e perché è sempre stato così, lo spiega la corrente del Nilo e il vento da nord.

Come incastrare Abu Simbel senza perdere il resto

Abu Simbel sta molto più a sud di Assuan e si porta via quasi tutta la giornata se ci si va su strada, con partenza prima dell’alba e rientro nel primo pomeriggio. Chi pensa di aggiungere Philae nello stesso giorno di solito rinuncia a una delle due, oppure le visita entrambe stanco e di corsa. Su due giornate piene la divisione che funziona è netta: un giorno per Abu Simbel e nient’altro, un giorno per le isole e per la città.

L’alternativa è il volo interno, che accorcia il tragitto e restituisce mezza giornata da usare altrove. Cambia la forma della giornata più di quanto cambi il programma, quindi la decisione dipende soprattutto da quante notti si hanno ad Assuan. I due modi sono messi a confronto in Abu Simbel in aereo oppure via terra, mentre i tempi reali del percorso su gomma sono in come si raggiunge Abu Simbel da Assuan.

Che cosa si raggiunge da Assuan in giornata

Molti la trattano come una sosta fra una tappa e l’altra, e si perdono la parte migliore. Da qui si raggiungono i templi nubiani spostati per salvarli dalle acque del lago, e verso nord la strada incontra Kom Ombo prima di arrivare a Edfu. Sono due templi che con Assuan hanno un rapporto diretto, perché appartengono allo stesso tratto di fiume e alla stessa stagione dell’architettura egizia.

Kom Ombo in particolare è un tempio doppio, diviso in due metà simmetriche dedicate a due divinità diverse, e si legge molto meglio dopo aver visto Philae. Come è fatto, e che cosa cercare sulle pareti, è raccontato nel tempio doppio di Kom Ombo. L’elenco di quello che parte da qui, con i tempi di ciascuna uscita, è nelle escursioni che partono da Assuan.

Assuan e Luxor non si somigliano affatto

Chi le mette nello stesso elenco di solito resta sorpreso. Luxor è densa: templi enormi, tombe, due rive piene di cose da fare e una giornata che scorre veloce. Assuan è larga e lenta, fatta di acqua, granito e attese sul fiume. Si completano bene, ma in un viaggio corto la scelta va fatta in base a quello che si cerca. Chi vuole vedere molto sceglie Luxor, chi vuole respirare sceglie Assuan, e il confronto punto per punto è in Luxor o Assuan, quale delle due.

Che cosa portarsi dietro per due giorni qui

Scarpe chiuse, perché il granito delle cave è tagliente e le isole hanno sentieri di terra battuta. Un cappello vero, non una visiera. Qualcosa di leggero con le maniche lunghe, che in barca protegge meglio di una crema. Una felpa sottile per le partenze notturne, che nei mesi freddi sorprendono chi si aspetta lo stesso caldo del pomeriggio anche prima dell’alba.

Sul fiume conviene avere sempre acqua con sé, più di quanta sembri necessaria, e qualche banconota piccola per le barche e per le mance, che qui servono spesso e in tagli minuti. Una borsa leggera basta e avanza: le giornate sono fatte di brevi tratti a piedi e di lunghe soste sedute, quindi lo zaino pesante è solo un peso in più da tenere in braccio.

Dove conviene dormire, e che differenza fa

Le sistemazioni si dividono in tre tipi, e la scelta pesa più di una stella in più o in meno. Sul lungofiume della città si sta vicini a tutto, si esce a piedi la sera e in cambio si sente il traffico. Su un’isola in mezzo al Nilo, come Elefantina, il silenzio è pieno e ogni spostamento passa da una barca, quindi va messa in conto l’attesa. Sulla riva ovest, davanti alle dune, si dorme nel posto più bello e insieme più scomodo dei tre.

Quale dei tre convenga dipende da quante notti si hanno. Con una notte sola meglio restare in centro, perché il tempo speso in traversata pesa troppo su poche ore. Con due o tre notti l’isola ripaga la scomodità, soprattutto se una delle giornate è dedicata al fiume e non ai templi. In ogni caso conviene chiedere prima come funziona il rientro serale, perché dopo il tramonto le barche si diradano e restare fermi sulla riva sbagliata è un modo poco piacevole di chiudere la giornata.

Gli errori che si fanno pianificando Assuan

Il primo è arrivare nel pomeriggio e ripartire la mattina dopo. Resta tempo per una cosa sola, e di solito quella cosa diventa una corsa in barca a Philae con il sole alto, che è il momento peggiore per vederla. Il secondo è mettere Abu Simbel insieme al resto nello stesso giorno, e il risultato è che nessuna delle due visite riceve il tempo che merita.

Il terzo è dare per scontato che qui il caldo somigli a quello della costa: è secco, si sopporta in un altro modo, ma nelle ore centrali resta serio e in estate obbliga a muoversi molto presto. Il quarto riguarda il mercato. Vale la visita, però la trattativa fa parte del gioco e chi non è abituato la vive male. Sapere in anticipo come si dice di no, senza scortesia e senza restare bloccati, cambia completamente la serata: la spiegazione pratica è in come rispondere ai venditori insistenti.

Come si passa la sera

Dopo il tramonto Assuan cambia temperatura e ritmo, e la città torna sul fiume. La passeggiata lungo la riva è la cosa più semplice e anche la migliore: l’aria si abbassa di parecchi gradi, le barche restano ferme sull’acqua nera e il granito che di giorno respinge lo sguardo diventa una sagoma. È il momento in cui conviene incastrare le cose lente, non un’altra visita di corsa. Il tardo pomeriggio è anche la finestra giusta per attraversare verso il villaggio nubiano sulla riva opposta, quando il caldo molla e le case colorate prendono la luce bassa. Alcuni siti egiziani si lasciano vedere anche di sera, con un effetto diverso da quello diurno. Come funziona e dove ha senso lo abbiamo raccolto qui: i siti che si visitano di sera.

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