Veduta aerea al sole basso delle colline desertiche della riva ovest di Luxor, con i valloni che nascondono le tombe reali

La Valle dei Re, e il tentativo di sparire

I faraoni non hanno smesso di costruire piramidi per stanchezza. Hanno smesso perché una piramide dice a tutti dove sei. La Valle dei Re e il tentativo di sparire dentro la montagna, e la storia di come non abbia funzionato.

Un cambio di strategia, non un cambio di gusto

Per secoli i re si erano fatti seppellire sotto costruzioni enormi e visibili. Poi hanno smesso, e la ragione non è estetica: una piramide è un cartello. Dice dove si trova il re, e lascia intendere che cosa è stato messo lì dentro con lui.

La Valle dei Re è la scelta opposta. La tomba si scava dentro la montagna, in un vallone chiuso dietro la collina, e in superficie non resta nulla: nessuna facciata, nessun monumento, niente da indicare a distanza.

Guardate le colline: è tutto lì

Dall’alto la riva ovest è una successione di creste e valloni che si somigliano tutti. Non c’è un edificio che spicchi, e questo era il punto: un luogo che non si distingue non si trova.

Il resto lo facevano gli uomini. L’accesso era sorvegliato, e chi lavorava alle tombe viveva in un villaggio chiuso poco più in là, Deir el-Medina, tenuto insieme da regole severe proprio perché sapeva troppo.

Non ha funzionato, e sappiamo perché

Quasi tutte le tombe sono state svuotate, già nell’antichità. Non da eserciti stranieri: da gente del posto, che conosceva i corridoi perché li aveva scavati o perché glieli aveva descritti il padre.

L’unica arrivata quasi intatta è quella di Tutankhamon, e per un motivo che non ha niente di nobile: l’ingresso è finito sotto i detriti di una tomba scavata più tardi. È stata dimenticata, e la dimenticanza ha protetto ciò che le guardie non erano riuscite a proteggere.

Che cosa si vede davvero, e come organizzarla

Dentro non ci sono tesori: ci sono i corridoi dipinti, e sono la ragione per venire. Le pareti raccontano il viaggio del re nella notte, ora per ora, con i colori ancora accesi perché la luce non li ha mai toccati. Se volete vedere invece la vita di tutti i giorni, sta poco più in basso, nelle tombe dei nobili. Le mogli e i figli dei re, invece, hanno un vallone tutto loro poco più a sud, con una regola diversa per la tomba più bella: la Valle delle Regine.

La visita a sé è la Valle dei Re. Va fatta la mattina, e conviene incastrarla con il resto della riva ovest: le distanze reali sono in quanto tempo serve per spostarsi a Luxor, la logica delle due sponde in riva est e riva ovest, e l’itinerario su misura in viaggi su misura.

Domande frequenti sulla Valle dei Re

Perché i faraoni smisero di costruire piramidi?

Perché una piramide dice a tutti dove si trova il re e che cosa c’è dentro. Nella Valle dei Re la tomba viene scavata dentro la roccia, in un vallone nascosto, e in superficie non resta niente da vedere. L’idea era esattamente quella: sparire.

Ha funzionato?

No. Quasi tutte le tombe sono state svuotate lo stesso, e in gran parte già nell’antichità. Chi le derubava non erano stranieri di passaggio: erano persone che conoscevano il posto, spesso le stesse famiglie che quelle tombe le avevano scavate.

Perché la tomba di Tutankhamon si è salvata?

Per un caso fortunato: l’ingresso è finito sotto i detriti scaricati durante lo scavo di una tomba successiva. È rimasta sepolta e dimenticata, e per questo è arrivata intatta. Non era la tomba di un grande re, ed è l’unica che abbiamo visto piena.

Quante tombe si visitano?

Il biglietto base ne comprende alcune a scelta fra quelle aperte quel giorno, e la rotazione cambia per non consumarle tutte. Alcune, fra cui quella di Tutankhamon, richiedono un biglietto a parte.

Quanto tempo serve, e a che ora conviene andare?

Due o tre ore, e la mattina presto: dentro le tombe non c’è aria e il caldo del pomeriggio le rende faticose. È anche l’ora in cui i gruppi delle crociere non sono ancora arrivati.

Volete la Valle dei Re la mattina presto, con una guida che vi spieghi le pareti invece di elencarvi i nomi? Diteci le date: la organizziamo con una guida egittologa di lingua italiana.

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