La piana di Giza con le piramidi di Chefren e Micerino

Piramidi di Giza: cosa vedere e come visitarle

Sono l’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora in piedi, e restano il motivo per cui la maggior parte dei viaggiatori mette piede in Egitto. Quello che le fotografie non trasmettono è la scala: la Grande Piramide è stata la costruzione più alta mai realizzata dall’uomo per quasi quattromila anni. Qui trovate che cosa si vede davvero sull’altopiano, se vale la pena entrare, e come incastrare Giza con l’Egitto del Nilo. Fa parte della nostra guida a Il Cairo.

Le tre piramidi, e perché non sono tre monumenti isolati

Cheope è la più antica e la più grande: oggi circa 138 metri, in origine attorno ai 146, e la differenza è il rivestimento di calcare lucido andato perduto nei secoli. Chefren sembra più alta, ma è un’illusione: poggia su un punto più elevato dell’altopiano e conserva parte del rivestimento sulla cima, quel cappuccio chiaro visibile da lontano. Micerino è la più piccola delle tre e la più tarda.

Intorno a loro si stende quello che le fotografie tagliano sempre fuori: le piramidi minori delle regine e un campo enorme di mastabe, le tombe rettangolari dei funzionari di corte. Giza non è un gruppo di monumenti, è un cimitero monumentale organizzato, e camminarci dentro è ciò che cambia la percezione.

Entrare dentro: conviene?

L’ingresso alle camere interne si paga separatamente rispetto al biglietto dell’altopiano, e non è per tutti. I passaggi sono stretti, caldi e in alcuni tratti si cammina piegati; all’arrivo le camere sono spoglie, perché i corredi non sono più lì da millenni.

Chi soffre di claustrofobia può saltarlo senza rimpianti: l’esperienza forte a Giza è la scala vista da fuori, non la stanza in fondo al corridoio. Chi invece vuole capire come questi edifici sono nati farebbe meglio a dedicare mezza giornata a Saqqara e Dahshur, dove si vede l’intera evoluzione, errori compresi.

La Grande Piramide di Cheope vista dalla base, che è l’unico modo di percepirne la scala

Quando andare, e quanto tempo serve

All’apertura, la mattina presto. Si evitano i gruppi organizzati e le ore centrali di calore, e la luce radente rende le facce delle piramidi molto più leggibili. È la stessa logica che applichiamo sulla riva ovest di Luxor, per le stesse ragioni. All’uscita dall’altopiano si concentrano invece le proposte di cammelli e foto: non è pericoloso, è solo insistente, e sapere come si dice di no senza litigare cambia parecchio la fine della visita.

Mezza giornata basta per l’altopiano e la Sfinge se si è organizzati; una giornata piena permette di aggiungere il Grande Museo Egizio. Il consiglio pratico è di non incastrare Giza fra due trasferimenti: è il posto in cui la fretta si paga di più.

Giza è metà del viaggio, non tutto

Qui è dove possiamo essere utili davvero. Moltissimi viaggiatori vedono le piramidi e ripartono, convinti che il resto dell’Egitto sia lontano. Non lo è: Luxor è a poco più di un’ora di volo, come spieghiamo in dal Cairo a Luxor.

Sul Nilo ci sono la Valle dei Re, Karnak, il tempio di Hatshepsut e più a sud Abu Simbel, che resta la cosa più impressionante del Paese dopo Giza. Si può scendere con una crociera sul Nilo o per tappe: vedi Egitto in 10 giorni. Raccontateci le vostre date e vi costruiamo un viaggio su misura con guida egittologa di lingua italiana.

Domande frequenti sulle piramidi di Giza

Quante piramidi ci sono a Giza?

Tre grandi: Cheope, Chefren e Micerino, affiancate dalle piramidi minori delle regine e da un vasto campo di mastabe, le tombe dei funzionari. È un cimitero monumentale completo, non tre monumenti isolati come lasciano credere le fotografie.

Quanto è alta la Grande Piramide?

Oggi circa 138 metri, in origine attorno ai 146: la differenza è il rivestimento di calcare andato perduto. È rimasta la costruzione più alta mai realizzata dall’uomo per quasi 3.800 anni, che è il dato che rende l’impressione dal vivo diversa da qualsiasi fotografia.

Perché la piramide di Chefren sembra più alta?

Perché lo sembra e basta. È costruita su un punto più elevato dell’altopiano e conserva parte del rivestimento originale sulla cima, quel cappuccio chiaro che si vede da lontano. In realtà è leggermente più bassa di quella di Cheope.

Si entra dentro le piramidi?

Sì, l’accesso alle camere interne si paga a parte rispetto al biglietto dell’area. Sono passaggi stretti, caldi e con tratti da percorrere piegati: chi soffre di claustrofobia spesso preferisce restare fuori, e non perde l’essenziale, perché le camere sono spoglie.

Quando conviene visitarle?

All’apertura, la mattina presto. Si evitano sia i gruppi sia le ore centrali di calore, e la luce radente sulle facce delle piramidi è nettamente migliore. Da maggio a settembre non è un consiglio estetico ma pratico.

Diteci quanti giorni avete e da dove arrivate: costruiamo la parte sul Nilo del vostro viaggio, con guida egittologa in italiano.

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