Tini di legno colmi di spezie in un mercato egiziano, con ibisco essiccato, fiori di cartamo e erbe aromatiche nella luce calda

I venditori insistenti, e il modo che funziona per dire no

È la cosa che più spesso trattiene gli italiani dal partire, e quasi nessuno la scrive: nei posti turistici vi verrà proposto di tutto, con insistenza. Ecco come funziona davvero, e come si dice di no senza litigare.

Sì, succede. E non è personale

Vale la pena dirlo prima: nei luoghi molto turistici dell’Egitto vi verrà proposto di tutto, spesso e con insistenza. Chi torna a casa dicendo che non se lo aspettava ha letto pagine che preferivano non parlarne.

La cosa utile da capire è che non è rivolto a voi come persona. È un modo di lavorare in posti dove passano molte persone e quasi nessuna torna: chi vende ha una sola occasione e la usa. Smettere di leggerlo come maleducazione toglie metà del fastidio, perché il fastidio vero è la sensazione di essere presi di mira.

Il no che funziona è corto, uguale e sorridente

L’errore più comune è spiegare. Una frase lunga, un forse, un’occhiata alla merce: sono tutti segnali che la conversazione è aperta, e chi vende li legge molto meglio di voi.

Quello che funziona è una formula breve, sempre la stessa, detta con calma e senza fermarsi: la shukran, no grazie. Ripetuta due volte uguale chiude quasi tutto. Non serve essere freddi: serve essere chiari e prevedibili.

Contrattare non è un duello

Nei bazar il primo prezzo è un punto di partenza dichiarato, non un tentativo di imbrogliarvi: la trattativa è la forma normale della vendita, e rifiutarla del tutto sorprende più che partecipare. Si fa con leggerezza, si scherza, e chi non ha voglia può sempre andarsene, che è la parte del meccanismo che i visitatori dimenticano.

Non troverete qui la solita formula su quanto offrire: quelle cifre se le inventano tutti. L’unica regola che regge è che il prezzo giusto è quello che siete contenti di pagare per quell’oggetto, e che se non lo siete la risposta è andare avanti.

Dove il problema quasi non esiste

C’è una cosa che nessuno dice: l’insistenza è concentratissima. Sta davanti ai siti, alle uscite, nei bazar dove arrivano i pullman. Nei quartieri dove gli egiziani fanno la spesa non succede quasi niente, perché lì nessuno vi sta aspettando.

Vale anche per i musei e per le grandi visite: dentro al Grande Museo Egizio o alle piramidi di Giza il problema è l’uscita, non la visita. Sapere in anticipo dove si concentra permette di attraversarlo senza che rovini la giornata, e il resto del Cairo è molto più tranquillo di quanto si racconti.

Come ce ne occupiamo noi

Quando accompagniamo qualcuno, questa parte la assorbiamo noi: gli ingressi, le uscite, i momenti in cui la pressione è più alta. Non perché i visitatori non sappiano cavarsela, ma perché nessuno viene in Egitto per esercitarsi a dire di no.

Se state ancora decidendo quando venire, il periodo cambia anche quanta gente trovate intorno: è in quando andare in Egitto. Che cosa portare è in cosa mettere in valigia, e chi preferisce un programma cucito addosso parte da viaggi su misura.

Domande frequenti su bazar, venditori e contrattazione

È vero che i venditori sono molto insistenti?

In alcuni posti sì, e non serve fingere di no. Succede soprattutto dove passano i gruppi: davanti ai siti, all’uscita dei templi, nei bazar più turistici. Nei quartieri dove fanno la spesa gli egiziani non succede quasi mai.

Come si dice di no senza essere sgarbati?

Con una formula breve e sorridente, ripetuta uguale. La shukran (no grazie) detto con calma funziona meglio di qualsiasi spiegazione. Il punto non sono le parole: è non rallentare e non aprire una trattativa che non volete.

Contrattare è obbligatorio?

Nei bazar sì, ed è considerato normale: il primo prezzo è un punto di partenza, non un prezzo. Nei negozi con il cartellino, no. Se non ve la sentite, comprate dove i prezzi sono esposti e vivete benissimo lo stesso.

Se tocco qualcosa sono obbligato a comprarlo?

No. Vi verrà detto in molti modi che ormai è vostro, ma non è così. Potete restituire l’oggetto, ringraziare e andare: è sgradevole per trenta secondi e finisce lì.

Conviene farsi accompagnare?

Cambia molto, soprattutto la prima volta. Con qualcuno del posto accanto l’insistenza cala da sola, perché si capisce subito che non siete un passaggio occasionale.

Se preferite che di questa parte se ne occupi qualcun altro, scriveteci: vi diciamo come organizziamo ingressi e uscite dai siti, in italiano.

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