Esna, il tempio che sta sotto la città
Fra Luxor ed Edfu c’è un tempio che non si vede arrivando, perché sta più in basso della strada. Le crociere ci passano davanti “tutte, per via della chiusa, e la maggior parte dei passeggeri non scende. Sotto quel parapetto c’è una sala di ventiquattro colonne e un soffitto che fino a poco fa era nero di fuliggine.
Si guarda dall’alto, non di fronte
Quasi tutti i templi egizi si avvicinano camminando. A Esna no: ci si arriva per una via del centro, si guarda oltre un parapetto e il tempio è là sotto, in fondo a uno scavo, con i palazzi della città affacciati sul bordo. Poco più a sud la stessa sepoltura ha protetto un tempio intero: Edfu.
Non è stato sepolto da una catastrofe. È successo lentamente: per secoli le case di Esna si sono ricostruite una sopra l’altra sullo stesso terreno, il livello della città è salito e il tempio è rimasto dov’era. Il risultato è uno dei colpi d’occhio più strani dell’Alto Egitto. La stessa storia di fuliggine e colori ritrovati si ripete poco più a nord, a Dendera.

Di tutto il tempio, resta l’atrio
Quello che si visita è la sala ipostila, l’atrio colonnato che stava davanti al santuario. Il resto non è perduto: è ancora lì, sotto le case del centro. Per tirarlo fuori bisognerebbe demolire la Esna di oggi, e quindi non si farà.
È una cosa che vale la pena tenere in mente mentre si guarda: non si sta vedendo un tempio incompleto, si sta vedendo la parte di un tempio che è stato possibile liberare.
Le colonne, e il soffitto che era nero
Le colonne sono ventiquattro e i capitelli non si ripetono: palme, papiri, boccioli, combinazioni diverse una dall’altra. Chi ha l’abitudine di guardare le pareti qui deve cambiare direzione e guardare in alto.
Il soffitto porta figure astronomiche, e per secoli è stato completamente nero. Quando l’atrio era abitato e ci si accendeva il fuoco, la fuliggine si è depositata sulla pietra fino a nasconderla. La pulitura recente ha ritrovato i colori sotto quella crosta, ed è il motivo per cui Esna oggi si fotografa molto più di dieci anni fa. Se volete sapere che cosa raccontano le figure sulle pareti, ne abbiamo scritto in come si legge la parete di un tempio.
Perché quasi nessuno lo vede
Esna sta sul Nilo fra Luxor ed Edfu, e quasi tutte le crociere sul Nilo ci passano davanti, perché lì c’è la chiusa che regola il traffico fluviale. Passare non vuol dire scendere: molti itinerari aspettano il turno alla chiusa e ripartono senza che nessuno metta piede a terra.
È un peccato, perché la sosta è breve e il tempio è a pochi minuti dalla riva. Se vi interessa, chiedete che sia scritto nel programma prima di prenotare. Noi lo mettiamo volentieri insieme a Edfu e a Kom Ombo, che stanno sulla stessa rotta: il quadro di partenza è in cosa vedere a Luxor, e la visita a sé è il tempio di Esna.
Domande frequenti sul tempio di Esna
Perché il tempio di Esna è più in basso della città?
Perché la città è cresciuta sopra di lui. Per secoli le case si sono rifatte una sull’altra sullo stesso posto, e il livello del terreno è salito mentre il tempio restava dov’era. Oggi ci si affaccia dalla strada e lo si guarda dall’alto, in fondo a uno scavo.
Che cosa si visita esattamente?
La sala ipostila, cioè l’atrio colonnato. È l’unica parte riportata alla luce: il resto del tempio è ancora sotto le case del centro di Esna e non è scavabile senza demolire la città che ci sta sopra.
Vale la pena fermarsi se si è in crociera?
Se il vostro itinerario lo prevede, sì. È una sosta breve e il tempio sta a pochi minuti a piedi dalla riva. Molte crociere passano da Esna solo per la chiusa e non scendono: se ci tenete, chiedetelo prima di prenotare, non a bordo.
Che cos’ha di speciale il soffitto?
Porta figure astronomiche, e per secoli è stato nero di fuliggine: quando l’atrio era pieno di case e di fuochi, il fumo si è depositato sulla pietra. La pulitura recente ha ritrovato sotto quella crosta i colori originali, molto più vivi di quanto ci si aspetti.
Come sono le colonne?
Ventiquattro, e la cosa che colpisce è che i capitelli non sono tutti uguali: palme, papiri, boccioli, combinazioni diverse. Sembra quasi un campionario, ed è uno dei motivi per cui vale la pena guardare in alto invece che di fronte a sé.
Volete che Esna sia davvero nel programma e non solo sulla rotta? Diteci le date: lo scriviamo nero su bianco, con guida egittologa di lingua italiana.