Dendera e Abydos in giornata

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La giornata che quasi nessun viaggiatore fa, ed è un errore. Il tempio di Hathor a Dendera conserva il soffitto astronomico e colori che sembrano dipinti ieri; Abydos custodisce la lista dei re e il santuario di Osiride. Due siti straordinari, quasi senza folla.

Cosa comprende il programma

Punti forti della giornata

  • Il soffitto astronomico di Dendera dopo il restauro
  • La lista reale di Abydos, con 76 cartigli di faraoni
  • La cripta e la terrazza di Dendera, chiuse alla maggior parte dei gruppi

Tutto compreso nella quota

  • Guida egittologa di lingua italiana, solo per il tuo gruppo
  • Veicolo privato con aria condizionata e autista
  • Biglietti d’ingresso ai siti indicati, inclusi
  • Acqua a bordo
  • Nessuna sosta commerciale obbligatoria

Non inclusi: Mance · Pasti · Ingressi speciali (tomba di Tutankhamon, tomba di Nefertari), che indichiamo sempre prima della conferma.

Partenza da Luxor, durata circa 10 ore. Il prezzo indicato vale per 2 partecipanti: da 3 persone in su la quota diminuisce. Ti confermiamo il preventivo esatto su WhatsApp.

Fra Luxor e Sohag la valle si stringe, i pullman spariscono e restano i campi di canna da zucchero. In quel tratto ci sono due templi che quasi nessuno mette in programma e che chi li ha visti finisce per raccontare più della Valle dei Re.

Sono due edifici diversissimi fra loro. Dendera è tardo, denso, carico di colore fino al soffitto. Abydos è più antico e più severo, e il suo pregio sta nella qualità del rilievo, non nella quantità di superficie decorata. Vederli nella stessa giornata funziona proprio per questo contrasto: il secondo tempio spiega il primo.

Qui sotto trovate cosa si vede stanza per stanza, come si distribuiscono le ore fra strada e visite, e gli errori che portano molti a rientrare con la sensazione di essere passati di corsa.

Perché questi due templi restano quasi vuoti

Chi arriva a Luxor si muove quasi sempre dentro lo stesso perimetro: riva est il primo giorno, riva ovest il secondo, poi la crociera o il rientro. Dendera e Abydos stanno a nord, fuori da quell’arco, e raggiungerli richiede una giornata dedicata. Basta questo a tenerli semivuoti anche nei mesi in cui Karnak si attraversa a fatica.

Non è una questione di importanza storica. È solo geografia sommata alle abitudini dei tour operator, che preferiscono riempire le ore con quello che sta a venti minuti dagli hotel. Il risultato, per chi accetta la strada, è la possibilità concreta di restare da soli in una sala ipostila dipinta.

Il tragitto attraversa villaggi che nessun itinerario turistico tocca, canali, campi lavorati a mano. Si vede l’Egitto che lavora, non quello che accoglie. Molti lo considerano tempo perso e poi lo citano fra le cose che ricordano meglio. Se state costruendo un viaggio più ampio, questa giornata si incastra bene con gli altri percorsi dell’Alto Egitto, perché copre un capitolo che né Luxor né Assuan raccontano.

Dendera: la facciata e i volti della dea

La facciata del tempio di Hathor a Dendera con le sei colonne hathoriche sotto un cielo azzurro

Dal parcheggio non si vede granché: un muro di mattoni crudi e un portale in pietra. Si supera il recinto e il tempio compare tutto insieme, basso e largo, con la facciata a sei colonne che reggono i capitelli a volto di Hathor. Quei volti sono stati colpiti a scalpello nei secoli successivi. Restano le orecchie bovine, la parrucca, il contorno del viso; i lineamenti no, e vederlo dà la misura di quanto sia stato metodico chi lo ha fatto.

Nel cortile davanti restano due mammisi, le cappelle della nascita divina, di epoche diverse. Fra i due c’è una basilica copta in mattoni con l’abside ancora leggibile. Sono pochi passi in cui si attraversano tre stagioni religiose, ed è una lettura che a Karnak non si fa con la stessa chiarezza.

Fermatevi qui prima di entrare, non dopo. Una volta dentro nessuno ha più voglia di tornare fuori al sole, e questa parte finisce sistematicamente saltata. Chi ha già visto Abydos, o vuole concentrarsi su un solo sito, può valutare la visita dedicata al solo tempio di Dendera.

Il soffitto astronomico e la sala delle colonne

Il soffitto dipinto della sala ipostila di Dendera, con i colori originali

Dentro la sala ipostila la temperatura cala e gli occhi impiegano un momento ad adattarsi. Aspettate. Alzate lo sguardo solo quando cominciate a distinguere i colori, altrimenti vi perdete metà di quello che c’è. Il soffitto è diviso in fasce: il corpo di Nut inarcato da un lato all’altro, le barche solari, le figure delle costellazioni, le ore della notte. Ripulito dalla fuliggine, il blu è tornato profondo e le ocre si staccano dal fondo come se qualcuno avesse finito ieri.

Una precisazione che evita una delusione ricorrente. Lo zodiaco circolare famoso, quello riprodotto su tutti i libri, non era in questa sala ma in una cappella sulla terrazza, e comunque non è più in Egitto: fu staccato nell’Ottocento e oggi si trova a Parigi. Al suo posto c’è un calco. Il resto della decorazione astronomica è originale ed è molto più estesa di quel singolo disco.

Camminate fino in fondo e poi giratevi a guardare indietro. La sala si legge meglio da lì, con le colonne allineate e la luce che entra dalle fessure in alto. Quella luce cambia parecchio nel corso della giornata, quindi non date per scontato che la fotografia riuscita al vicino riesca anche a voi.

Sotto e sopra il tempio: cripte e terrazza

Muro di cinta in mattoni crudi del tempio di Dendera con detriti antichi

Sotto il pavimento corre un sistema di cripte strettissime, dove si custodivano le statue e gli oggetti di culto. Le pareti sono decorate a rilievo piccolo e finissimo, di una precisione che nelle sale grandi non si apprezza. Qui si trova anche la scena che tutti chiamano lampadina di Dendera: un fiore di loto da cui esce un serpente dentro una forma ovale. Non ha nulla di elettrico, ed è la domanda che le guide sentono più spesso in assoluto.

Dalla scala interna si sale alla terrazza. Le pareti della rampa portano la processione dei sacerdoti che salivano con la statua della dea, figura dopo figura, e conviene salire lentamente guardando a destra e a sinistra invece di puntare all’uscita. In alto ci sono le cappelle osiriache e un chiosco aperto sui quattro lati. Da lassù si vede il recinto in mattoni, il lago sacro ormai invaso dalle palme e la campagna che comincia subito dopo il muro.

Cripta e terrazza rientrano fra gli ingressi speciali e non fanno parte del percorso che la maggior parte dei gruppi organizzati compie. Se vi interessano, ditelo alla guida prima di entrare: si definisce sul posto, alla biglietteria.

Abydos: il rilievo in calcare di Seti I

Veduta del recinto di Dendera al tramonto con mura in mattoni crudi e blocchi antichi

Ad Abydos il registro cambia completamente. Il tempio di Seti I è in calcare chiaro e la decorazione è a rilievo alto: la figura emerge dal fondo invece di essere incisa dentro la pietra. Per ottenerlo bisogna asportare tutta la superficie intorno al corpo, mano per mano, piega per piega. È il motivo per cui questo edificio viene citato come il punto più alto della scultura parietale egizia, e basta un profilo per capirlo senza che nessuno ve lo spieghi.

La pianta è insolita: sette cappelle allineate, dedicate a divinità diverse e al re stesso. Si entra e si esce da ciascuna, e ogni volta cambia il programma delle scene. In alcune il colore è rimasto sulle vesti, sulle offerte, sui geroglifici, e in quei punti il tempio smette di sembrare un rudere.

Dietro l’edificio si apre l’Osireion, la costruzione in blocchi giganteschi a un livello più basso. Chiedete alla guida cosa è visitabile quel giorno, perché la situazione lì dietro non è sempre la stessa. Se preferite dedicare tempo a un solo sito, esiste anche una giornata interamente su Abydos.

La lista dei re, cartiglio per cartiglio

Il propilo monumentale di epoca romana all'ingresso del tempio di Hathor a Dendera

Il corridoio della lista è più stretto di quanto le fotografie facciano pensare. Sulla parete il re e il figlio ancora ragazzo rendono omaggio ai predecessori, e i settantasei cartigli si succedono in file ordinate, ognuno con un nome dentro. Riconoscere Cheope in mezzo agli altri, dopo averne visto la piramide, produce un effetto che una didascalia in museo non dà.

Quello che manca è interessante quanto quello che c’è. Hatshepsut non compare. Akhenaton nemmeno, e con lui spariscono Tutankhamon e Ay. La lista non è un archivio: è una selezione politica, costruita per collegare Seti a una linea considerata legittima e per cancellare il resto. Chiedete alla guida di mostrarvi dove si interrompe la successione, perché il salto si vede a occhio nudo una volta che sapete dove guardare.

Praticamente: il corridoio è angusto e due gruppi insieme non ci stanno. Se trovate qualcuno davanti, lasciate passare e tornate dopo cinque minuti invece di fotografare fra le teste. Le riprese frontali riescono male per via del riflesso, mentre di tre quarti il rilievo prende ombra e i nomi diventano leggibili.

L’ordine della giornata e i tempi reali

Si parte da Luxor e a Luxor si torna, e l’insieme occupa una decina di ore fra strada e visite. È una giornata piena, non un’escursione allungata, e vale la pena saperlo prima di incastrarla il giorno dell’arrivo o quello della partenza.

Abydos è il punto più lontano, Dendera quello più vicino a Luxor. Da qui derivano due impostazioni. La prima punta subito al sito più distante e tiene Dendera per il ritorno: si arriva ad Abydos quando i pochi visitatori del mattino se ne sono già andati. La seconda inverte l’ordine, con Dendera la mattina presto, sale ancora fresche e nessuno sulla terrazza, e Abydos nella seconda parte della giornata. Nessuna delle due è sbagliata. Si sceglie in base all’ora di partenza e a quanto tempo volete passare sul tetto di Dendera.

Chi vuole farsi un’idea della logistica prima di decidere può leggere quanto distano davvero Abydos e Dendera, che chiarisce perché i due siti si visitano insieme e non separatamente. Chi si trova più a nord ha un’alternativa: partire da Sohag invece che da Luxor accorcia sensibilmente la parte in auto.

La fascia centrale della giornata si passa in gran parte sul veicolo, fra un sito e l’altro. Chi soffre l’auto lo metta in conto e si sieda davanti.

Gli errori che rovinano una visita a Dendera e Abydos

Il primo è trattare Dendera come antipasto. Molti la attraversano in fretta perché Abydos ha la lista dei re e sembra il piatto forte, poi scoprono sulla via del ritorno che il tempio con più cose da guardare era il primo. Se dovete togliere minuti a qualcosa, toglieteli alla sosta lungo la strada, non alle sale dipinte.

Il secondo è restare al piano terra. Chi non sale sulla terrazza e non scende in cripta vede forse metà di quello che Dendera offre, e non se ne accorge, perché il percorso principale funziona benissimo anche senza. È esattamente il tipo di cosa che ci si pente di aver saltato quando si è già in macchina.

Il terzo riguarda le fotografie. Le sale sono buie, il flash appiattisce il rilievo e brucia il colore, e la maggior parte degli scatti fatti entrando risulta inutilizzabile. Guardate prima, fotografate dopo, e appoggiate il telefono a una colonna invece di alzare gli ISO.

Il quarto è l’attrezzatura. Scarpe chiuse, perché fra sabbia, scalini consumati e rampe in pietra le suole lisce scivolano. Qualcosa per coprire le spalle. E tenete con voi dentro il sito quello che vi serve, perché una volta entrati si resta dentro a lungo e tornare al veicolo significa rifare tutto il percorso.

A chi si adatta questa giornata e a chi no

Funziona per chi è in Egitto la seconda volta, per chi guarda i rilievi da vicino e chiede cosa significano, per chi viaggia con calma e non conta i monumenti. Funziona anche per chi ha già fatto la crociera e sente che gli manca qualcosa: qui si vede quello che le navi non toccano.

Funziona meno bene per chi ha soltanto due giorni a Luxor e non ha ancora visto Karnak né la riva ovest. In quel caso conviene rimandare, perché il confronto rende entrambi i templi molto più leggibili. Per capire come distribuire i giorni, guardate cosa vedere a Luxor nei giorni restanti e inserite Dendera e Abydos dopo, non prima.

Per costruire la giornata su misura, scriveteci su WhatsApp al 201029581851 indicando le date, quante persone siete e dove alloggiate a Luxor. Da lì si definiscono orario di partenza, ordine dei due siti e tempo da riservare a cripta e terrazza.

Domande frequenti

Da dove parte la giornata e quanto dura?

La partenza è da Luxor, con rientro a Luxor, e l’insieme occupa una decina di ore contando la strada e le due visite. Il prelievo avviene in hotel. L’orario esatto si concorda in base a dove alloggiate e all’ordine scelto per i due templi, perché iniziare da Abydos o da Dendera cambia la scaletta.

Ci sono controlli lungo la strada verso Abydos?

Sì, sulla direttrice verso nord si incontrano posti di controllo della polizia. È una routine locale: l’autista mostra i documenti del veicolo e si prosegue. Tenete a portata di mano una copia del passaporto, così se viene richiesta non dovete aprire i bagagli. Non incide in modo significativo sulla giornata.

Si può visitare un solo tempio invece di entrambi?

Sì. Esistono giornate dedicate al solo tempio di Hathor a Dendera e al solo tempio di Seti I ad Abydos, ed è la scelta giusta se avete poco tempo o non volete passare molte ore in auto. Chi li vede entrambi però guadagna il confronto fra due modi opposti di costruire e decorare un tempio, che è la parte più interessante.

È adatta ai bambini?

Dipende dall’età e dall’abitudine ai viaggi lunghi. I ragazzi che reggono le ore di auto se la cavano bene, perché ad Abydos c’è la lista dei re da decifrare nome per nome e a Dendera si sale sulla terrazza, due cose che tengono viva l’attenzione. Con bambini piccoli la parte in strada diventa il problema, non i templi.

Cosa conviene indossare?

Scarpe chiuse con suola che tenga, perché ci sono scalini consumati e rampe in pietra. Abbigliamento leggero ma che copra spalle e ginocchia, utile sia per il sole sia per il rispetto dei luoghi. Un copricapo per gli spostamenti all’aperto e qualcosa da mettere addosso all’interno, dove la temperatura scende parecchio rispetto al cortile.

Come si richiede un preventivo per questa giornata?

Scriveteci su WhatsApp al 201029581851 con le date, il numero di partecipanti e l’hotel a Luxor. Le tariffe cambiano in base a quante persone siete, quindi indicarlo subito evita giri di messaggi. Confermate anche se vi interessano cripta e terrazza di Dendera, così la giornata viene impostata con il tempo necessario.

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