Le vele bianche delle feluche fra gli isolotti di granito della prima cateratta ad Assuan

Vaccinazioni e salute in Egitto: che cosa serve davvero e che cosa chiedere al medico

La salute in viaggio in Egitto si divide in tre parti che conviene tenere separate: quello che è obbligatorio, che è pochissimo; quello che decide il vostro medico, che non decidiamo noi; e quello che dipende da voi ogni giorno, che è la parte più grande e la più sottovalutata. Acqua, cibo, sole e caldo fanno più danni di qualsiasi virus, e si governano con abitudini semplici. Questa guida le mette in ordine e vi lascia le domande giuste da portare dal medico.

In breve

  • Obbligatorie dall’Italia: nessuna.
  • Febbre gialla: il certificato si chiede solo a chi arriva da un paese a rischio, in Africa subsahariana o in Sud America.
  • Il resto: lo decide il vostro medico o un centro di medicina dei viaggi: andateci con qualche settimana di anticipo.
  • I rischi veri: acqua, cibo, sole e caldo, che si governano con poche abitudini.
  • Acqua: solo in bottiglia sigillata; nel Nilo e nelle acque dolci non si fa il bagno.

Per l’ingresso nel paese: visto per l’Egitto; per le spese mediche: assicurazione di viaggio.

Che cosa è obbligatorio (quasi niente)

Per chi parte dall’Italia, nessuna vaccinazione è obbligatoria per entrare in Egitto. L’unico certificato che le autorità egiziane possono chiedere alla frontiera è quello contro la febbre gialla, e lo chiedono solo a chi arriva da un paese in cui la malattia è presente, in Africa subsahariana o in Sud America. Un volo dall’Italia non rientra in quel caso.

Questa è l’unica regola d’ingresso che riguarda la salute. Tutto il resto, visto compreso, è in visto per l’Egitto. Tutto quello che segue in questa pagina non è obbligatorio: è quello che rende il viaggio tranquillo.

Scheda sulla salute in Egitto: nessuna vaccinazione obbligatoria dall'Italia, visita dal medico quattro settimane prima, acqua in bottiglia sigillata, cappello a tesa larga, assicurazione con spese mediche e rimpatrio sanitario

Che cosa chiedere al medico, e quando

Quali vaccinazioni fare prima di un viaggio in Egitto è una decisione del vostro medico o di un centro di medicina dei viaggi, e dipende da cose che noi non sappiamo: che cosa avete già fatto, quanto restate, se andate solo nei siti o anche in zone rurali, se avete patologie. Non troverete qui un elenco di vaccini consigliati, perché un tour operator che lo scrive sta facendo il medico senza esserlo.

Quello che possiamo dirvi è come arrivare a quella visita preparati:

  • Almeno quattro settimane prima della partenza. Alcune vaccinazioni hanno bisogno di tempo per essere efficaci, altre di più dosi.
  • Portate il libretto vaccinale, o quello che ne resta. Il medico parte da lì.
  • Dite esattamente dove andate: Cairo e valle del Nilo, Mar Rosso, deserto, quanti giorni, che tipo di sistemazione. Le risposte cambiano.
  • Portate l’elenco dei farmaci che prendete abitualmente. Serve per le interazioni e per la prescrizione da portare in viaggio.
  • Chiedete della farmacia da viaggio nello stesso appuntamento: è più semplice che ricostruirla dopo.

Se viaggiate con un bambino molto piccolo le domande sono diverse e le abbiamo raccolte in Egitto con un neonato.

L'isola di Kitchener ad Assuan vista da Elefantina, con il muro fiorito di bouganville e le palme

L’acqua: la regola che non si discute

Acqua in bottiglia sigillata, sempre. Per bere, per lavarsi i denti, per sciacquare la frutta. È l’unica regola di questa pagina che non ammette eccezioni, ed è quella che risolve da sola la maggior parte dei problemi di stomaco che rovinano i viaggi.

Il ghiaccio merita una parola a parte. Negli alberghi e nei ristoranti che lavorano con i turisti è prodotto con acqua trattata ed è sicuro. Nel chiosco per strada no. La regola pratica è guardare dove siete: se il posto è pensato per i turisti, il ghiaccio va bene.

Quanta acqua serve, e perché in Egitto se ne beve molta più di quanto si pensi, lo abbiamo misurato in l’acqua in Egitto. In breve: in una giornata di visite fra novembre e marzo, due litri; d’estate, il doppio, e comunque prima di avere sete.

Il cibo: come si mangia senza problemi

La cucina egiziana è buona, economica e in gran parte sicura, a condizione di applicare tre criteri che valgono in tutto il mondo caldo:

  • Cotto davanti a voi e servito caldo: sì, sempre. Il koshari del chiosco, il ful, il ta’ameya appena fritto sono più sicuri di un buffet tiepido.
  • Esposto da ore, tiepido, coperto di mosche: no. Vale per i buffet come per la strada.
  • Crudo: la verdura cruda e la frutta già sbucciata sono i due casi in cui non sapete con quale acqua sono state lavate. Frutta che sbucciate voi, sì.

Il resto è buon senso: mani lavate o gel prima di mangiare, e un ristorante pieno di egiziani è quasi sempre un ristorante sicuro. Che cosa vale la pena assaggiare è in la cucina egiziana.

Un episodio di stomaco leggero nei primi giorni capita a molti e passa da solo con acqua e riposo. Quando invece serve un medico, e che cosa tenere nella farmacia da viaggio per quel caso, è una delle domande da fare prima di partire, non dopo.

Una fila di cammelli attraversa la sabbia sotto le piramidi di Giza nella luce piatta di mezzogiorno

Sole e caldo: il rischio vero

In vent’anni di viaggi organizzati, il problema di salute che vediamo più spesso non è un virus: è il caldo preso male. Un pomeriggio a Karnak a giugno senza cappello, una mattinata nella Valle dei Re con mezza bottiglia d’acqua, e la giornata dopo è persa.

Le regole sono poche e non negoziabili:

  • Cappello a tesa larga, non un berretto. Il collo e le orecchie sono le prime a bruciare.
  • Crema solare ad alta protezione, rimessa a metà giornata. Il riflesso della pietra chiara raddoppia l’esposizione.
  • Acqua prima di avere sete. La sete arriva quando il deficit è già lì.
  • Da maggio a settembre, ore centrali al chiuso. Si esce alle sei, si rientra alle undici, si riparte alle quattro. Non è una rinuncia, è come si visita l’Alto Egitto d’estate.
  • Sali minerali: chiedete al farmacista che cosa portare, soprattutto se viaggiate d’estate o con bambini.

Perché il caldo egiziano sia diverso da quello italiano, e come cambia fra la valle e il mare, è in caldo secco o umido. Come si costruisce una giornata d’estate senza soffrire è in l’Egitto in estate.

Le navi da crociera ormeggiate davanti al tempio di Luxor, che si intravede sulla riva alle loro spalle

La farmacia da viaggio, con il farmacista

La farmacia da viaggio si fa in Italia, con il vostro farmacista, e non copiandola da una pagina web. Quello che possiamo dirvi è che cosa portargli come lista di partenza, così l’appuntamento è breve:

  • I vostri farmaci abituali, in quantità per tutto il viaggio più qualche giorno, con la prescrizione o il foglio del medico: serve alla dogana e serve se li perdete.
  • Qualcosa per lo stomaco: che cosa, lo decide lui.
  • Qualcosa per il sole e per le piccole ferite: cerotti, disinfettante, un doposole.
  • Sali minerali per i giorni caldi.
  • Repellente, soprattutto per le sere sul Nilo e al mare.
  • Gel per le mani, che in Egitto usa tutti.

Le farmacie egiziane sono ovunque, aperte fino a tardi e ben fornite. Quello che cambia sono i nomi commerciali, per cui conviene sapere il principio attivo di quello che prendete, non solo la marca. Che cosa mettere nel resto della valigia è in cosa mettere in valigia per l’Egitto.

L’assicurazione: che cosa deve coprire

La tessera sanitaria italiana non vale in Egitto. Un’assicurazione di viaggio che copra le spese mediche è quindi la cosa più importante di tutta questa pagina, più di qualsiasi vaccinazione. Quello che deve avere:

  • Spese mediche all’estero con un massimale serio: un ricovero in una clinica privata al Cairo si paga in anticipo con la carta, e non è poco.
  • Rimpatrio sanitario, che è la voce che costa di più e che quasi nessuno legge.
  • Nessuna esclusione per le attività che farete: snorkeling e immersioni al Mar Rosso, mongolfiera a Luxor, quad nel deserto. Molte polizze base le escludono.
  • Un numero attivo 24 ore che risponde in italiano.

Molte carte di credito includono una copertura di viaggio: leggete che cosa copre davvero prima di contarci. Le esclusioni si scoprono sempre nel momento peggiore.

Una casa nubiana ad Assuan con gli archi bianchi e la bouganville rosa che ricade sul muro

Se serve un medico sul posto

Al Cairo, a Luxor, ad Assuan, a Hurghada e a Sharm ci sono cliniche e ospedali privati abituati ai turisti, con personale che parla inglese e spesso italiano. Nei villaggi più piccoli e nel deserto no, ed è uno dei motivi per cui un programma con base nelle città principali è anche un programma più sicuro.

Il primo contatto, per chi viaggia con noi, è la guida o il numero WhatsApp del viaggio. Sanno qual è la clinica giusta, vi ci accompagnano e parlano con il medico in arabo. Per chi viaggia da solo, la reception dell’hotel fa lo stesso lavoro. In tutti i casi, il numero dell’assicurazione si chiama prima del ricovero, non dopo, perché è così che si attiva la copertura diretta.

Le farmacie, come detto, sono ovunque e il farmacista egiziano è abituato a dare consigli al banco per i disturbi piccoli. Per tutto il resto, una clinica.

Un dettaglio che sorprende chi arriva durante il Ramadan: gli orari di farmacie e cliniche cambiano, con aperture più tarde e chiusure nelle ore del pasto serale. Che cosa cambia in quel mese è in viaggiare in Egitto durante il Ramadan.

Il tempio di Kom Ombo al tramonto, con le colonne e i muri illuminati di luce calda e il Nilo sullo sfondo

Come la organizziamo noi

Non facciamo medicina, ma un programma ben costruito toglie di mezzo la maggior parte dei rischi prima che si presentino. In pratica:

  • acqua in bottiglia sigillata a bordo, sempre, senza doverla chiedere
  • ore calde al chiuso da maggio a settembre, con le visite spostate all’alba e al tardo pomeriggio
  • ristoranti scelti perché ci mangiamo anche noi, non perché sono sul percorso
  • un autista con aria condizionata che aspetta all’uscita del sito, non a un chilometro
  • un numero WhatsApp che risponde, che sa dove siete e dove si va se serve un medico

Il resto, cappello e crema e visita dal medico un mese prima, dipende da voi. Se è il primo viaggio, le altre decisioni che contano sono in primo viaggio in Egitto.

Domande frequenti

Servono vaccini per portare i bambini in Egitto?

Le regole d’ingresso sono le stesse degli adulti: dall’Italia nessuna vaccinazione è obbligatoria. Quali vaccini fare lo decide il pediatra o un centro di medicina dei viaggi, che conosce il calendario del bambino; conviene andarci almeno quattro settimane prima della partenza.

Cosa fare se ci si sente male di stomaco in Egitto?

Bere molto, con quello che il farmacista vi ha consigliato per lo stomaco prima di partire, e mangiare semplice per un giorno. Se i disturbi non passano, o compaiono febbre o dolori forti, la guida e il numero WhatsApp del viaggio sono il primo contatto: al Cairo, a Luxor, ad Assuan e nelle località di mare ci sono cliniche private abituate ai visitatori.

Ci sono vaccinazioni obbligatorie per entrare in Egitto dall’Italia?

No. L’unico certificato che l’Egitto può chiedere all’ingresso è quello contro la febbre gialla, e solo a chi arriva da un paese dove la malattia è presente. Chi parte dall’Italia non rientra in quel caso.

Quali vaccini sono consigliati per l’Egitto?

È una domanda per il vostro medico o per un centro di medicina dei viaggi, con almeno un mese di anticipo. Dipende dalla vostra storia vaccinale, dalla durata del viaggio e da dove andate. Non è una domanda a cui un tour operator deve rispondere.

Si può bere l’acqua del rubinetto?

No. Acqua in bottiglia sigillata, sempre, anche per lavarsi i denti. Il ghiaccio negli alberghi e nei ristoranti frequentati dai turisti è fatto con acqua trattata; per strada si evita.

Il cibo di strada è sicuro?

Quello cotto davanti a voi e servito caldo, sì. Quello che sta esposto da ore, la verdura cruda lavata con acqua di rubinetto e la frutta già sbucciata sono i tre casi in cui si dice no.

Che cosa metto nella farmacia da viaggio?

Fatela con il vostro farmacista: i vostri farmaci abituali in quantità sufficiente con la prescrizione, e quello che vi consiglia per stomaco, sole e piccole ferite. Le farmacie in Egitto sono ovunque e ben fornite, ma i nomi commerciali cambiano.

Serve un’assicurazione sanitaria?

Sì, e deve coprire spese mediche all’estero e rimpatrio sanitario. La tessera sanitaria italiana non vale in Egitto. Leggete il massimale e le esclusioni prima di partire, non dopo.

Dove si va se ci si sente male?

Al Cairo, a Luxor, ad Assuan e nelle località di mare ci sono cliniche private abituate ai turisti. La guida e il numero WhatsApp del viaggio sono il primo contatto: sanno dove portarvi e parlano la lingua.

Il caldo è un rischio serio?

È il rischio che vediamo più spesso, molto più dei virus. Cappello, acqua costante, ore centrali al chiuso da maggio a settembre. Chi lo sottovaluta lo paga nel pomeriggio.

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