Il colosso di Ramesse II nell'atrio del Grande Museo Egizio, un edificio piano con rampe e ascensori

Egitto con mobilità ridotta: che cosa è davvero accessibile, sito per sito, e come si organizza il viaggio

L’Egitto non è un paese pensato per chi si muove con fatica: i siti hanno tremila anni, le città hanno i marciapiedi che hanno, e le navi sul Nilo sono state costruite con le scale. Eppure una persona in sedia a rotelle, o che cammina poco, o che non può fare gradini, vede la maggior parte delle cose per cui si viene, e alcune le vede meglio di chi corre. La condizione è sapere prima, sito per sito, che cosa è piano e che cosa no. Questa guida lo dice senza abbellire: che cosa è lastricato, che cosa è sabbia, che cosa è una scala, che cosa è un passo su una barca, e che cosa non si fa. E come si costruisce un programma che metta insieme tutto il primo gruppo.

Il principio: pianificare, non rinunciare

La differenza fra un viaggio riuscito e uno frustrante, per chi ha mobilità ridotta, sta in una cosa sola: sapere prima. Chi arriva a un sito e scopre lì che l’ingresso è una scala perde la visita e la giornata. Chi lo sa prima entra da un’altra parte, o guarda da un punto diverso, o sostituisce quel sito con uno che vale lo stesso.

In Egitto questo è possibile perché i siti sono tanti e il programma è flessibile. La regola che seguiamo è: si mette nel programma solo quello che si può fare davvero, si dice chiaramente che cosa resta fuori, e si verifica ogni cosa, nave compresa, per il viaggio specifico e non in generale, perché le cose cambiano da una stagione all’altra.

Serve un accompagnatore, sempre: i siti non hanno personale dedicato e i mezzi non sono attrezzati. Con un accompagnatore, il nostro autista e la guida, che sanno dove sono le rampe, si fa quasi tutto.

Il Cairo: museo, piramidi, città vecchia

  • Il Grande Museo Egizio è il posto più accessibile del paese: un edificio nuovo, piano, con rampe lunghe e dolci, ascensori, bagni attrezzati e sedie a rotelle a disposizione. Per chi si muove con fatica è la visita più importante del viaggio, e si fa con calma: Grande Museo Egizio.
  • Le piramidi di Giza. Il piazzale è sabbia, pietra e pendenze. Le auto private non salgono più sull’altopiano: le navette elettriche del sito portano ai punti panoramici, da dove si vedono tutte e tre le piramidi, e la terrazza davanti alla Sfinge è lastricata e in piano. L’accesso alle navette in sedia a rotelle va verificato prima. Si vede tutto quello che conta senza scendere sulla sabbia; dentro le piramidi non si entra: piramidi di Giza.
  • Il Cairo islamico. Il difficile. La via al-Muizz è lastricata e pedonale ma con dislivelli, il Khan el-Khalili è stretto e affollato, le moschee hanno gradini all’ingresso. Si fa un tratto, con l’auto che aspetta a un capo e all’altro, e si sceglie una moschea con un ingresso praticabile. La guida lo sa.
  • I marciapiedi. Alti, rotti, occupati. In città ci si sposta in auto da porta a porta, senza eccezioni.

Il viale delle sfingi e il primo pilone di Karnak, l'asse piano e lastricato del tempio

Luxor: Karnak, il tempio, la riva ovest

  • Karnak è in gran parte piano, con l’asse principale lastricato dal viale degli arieti alla sala ipostila e oltre. Le distanze sono lunghe e il fondo a tratti è sconnesso, ma in sedia a rotelle con un accompagnatore si arriva al cuore del tempio. L’obelisco, la sala delle colonne, il lago sacro: tutto raggiungibile.
  • Il tempio di Luxor è piano e compatto, con una rampa all’ingresso e il cortile lastricato. Di sera, illuminato, è una delle visite più facili e più belle.
  • La Valle dei Re. Dal parcheggio all’ingresso c’è un trenino elettrico. Dentro, i viali sono asfaltati in leggera salita. Le tombe sono il problema: alcune hanno un corridoio in discesa dolce senza gradini e si visitano; molte hanno scale ripide e no. Quali siano aperte cambia con le rotazioni, e le verifichiamo per il vostro viaggio: Valle dei Re.
  • Il tempio di Hatshepsut si sale con rampe lunghe e larghe, e c’è un trenino dal parcheggio. Si arriva alla seconda terrazza senza gradini; la terza ha una rampa ripida che con aiuto si fa: tempio di Hatshepsut.
  • I Colossi di Memnone si vedono dalla strada, in piano, senza scendere dall’auto se serve.

La Sfinge di Giza e i resti del recinto vista da lontano sull'altopiano, con il deserto sullo sfondo

La crociera è la parte che richiede più attenzione, perché le navi del Nilo sono state costruite con le scale. Tre cose da verificare, nave per nave, prima di confermare.

  1. L’ascensore. Alcune navi ce l’hanno, molte no. Senza ascensore, fra la cabina, la sala da pranzo e il ponte sole ci sono due o tre rampe di scale al giorno, più volte al giorno. Con l’ascensore il problema sparisce.
  2. La cabina. Nessuna nave ha cabine attrezzate nel senso europeo: le porte dei bagni sono strette e la doccia ha un gradino. Si chiede la cabina più vicina all’ascensore o alla sala da pranzo, sul ponte con meno passaggi, e si sa prima com’è il bagno.
  3. La passerella. Si sale a bordo da una passerella dal molo, che a volte è in pendenza, e nelle soste affollate si attraversano i saloni delle navi ormeggiate accanto. Con un accompagnatore e l’equipaggio, che è abituato e aiuta volentieri, si fa.

La dahabiya, la barca a vela piccola, ha meno scale ma una passerella più stretta e cabine più piccole: di solito non è la scelta giusta. Le differenze fra le navi sono in crociera sul Nilo.

La corte di Ramesse II nel tempio di Luxor di notte, tutta in piano

Edfu, Kom Ombo, Esna

  • Edfu. Dal molo al tempio si va in carrozza o in auto. Il tempio è piano e lastricato, con un cortile largo, la sala delle colonne e il santuario tutti sullo stesso livello. È uno dei templi più facili del paese.
  • Kom Ombo. Il tempio è sopra il molo, e la salita dal fiume è una rampa in pendenza con qualche gradino. Con aiuto si fa; il tempio in cima è piano. Il piccolo museo dei coccodrilli accanto è in piano.
  • Esna. Il tempio sta in una fossa nel centro della città, sotto il livello della strada, e si scende con una scala. Dal bordo si vede dall’alto, e la sala delle colonne dipinte si apprezza anche da lì; scendere, con la sedia, no.

I capitelli floreali del pronao del tempio di Esna, con i geroglifici incisi sul fusto delle colonne

Assuan, Philae e Abu Simbel

  • Philae è su un’isola e si raggiunge in barca a motore: salire e scendere richiede un passo in basso con aiuto, e l’isola ha i viali in piano ma con qualche gradino fra le terrazze. Con due persone che aiutano si fa; con una sedia elettrica pesante è molto complicato. Lo diciamo prima: tempio di Philae.
  • L’obelisco incompiuto si guarda da una passerella con gradini; dal punto più basso della cava si vede comunque bene.
  • La diga alta è in piano, si vede dall’auto e dalla terrazza.
  • Il villaggio nubiano si raggiunge in barca, come Philae, e ha strade di sabbia. È il posto in cui, per chi non può fare il passo sulla barca, si preferisce la vista dal fiume o una casa nubiana raggiungibile in auto.
  • Abu Simbel è più facile di quanto si pensi: dal parcheggio un viale lastricato e in leggera discesa porta davanti ai templi, e l’interno è in piano. In aereo si arriva senza fatica; via terra sono tre ore di auto. La scelta è in Abu Simbel in aereo o via terra.

L'isola di Kitchener ad Assuan vista dal Nilo, che si raggiunge in barca

Alberghi, aeroporti, trasferimenti

  • Gli alberghi delle catene internazionali, al Cairo, a Luxor e ad Assuan, hanno camere accessibili con bagno attrezzato, ascensori e rampe. Vanno chieste per nome al momento della prenotazione, non date per scontate: le verifichiamo noi.
  • Gli aeroporti hanno il servizio di assistenza, che si richiede alla compagnia aerea al momento della prenotazione del volo e si conferma prima della partenza. Funziona, al Cairo come a Luxor e ad Assuan, e vale anche per i voli interni.
  • I trasferimenti si fanno con un’auto grande o un minivan, con il bagagliaio per la sedia e un autista che sa dove fermarsi. I mezzi con la pedana per la sedia esistono al Cairo ma non ovunque; con una sedia pieghevole non servono.
  • I treni notturni non sono adatti: scale, corridoi stretti, cuccette in alto. Fra il Cairo e Luxor si vola.

Chi viaggia con un bambino piccolo trova problemi simili e soluzioni simili: Egitto con un neonato.

Che cosa non si fa

Meglio dirlo in una lista, senza giri di parole.

  • L’interno delle piramidi. Corridoi bassi, ripidi, con le assi di legno: no, per nessuno che non possa piegarsi e salire.
  • La maggior parte delle tombe della Valle dei Re, delle Regine e dei Nobili: scale ripide e strette. Se ne visitano una o due delle poche in discesa dolce.
  • La mongolfiera. Si sale nel cesto scavalcando il bordo, e l’atterraggio può essere brusco. No.
  • Il cammello. Salire e scendere è il problema, non il viaggio. No, salvo casi particolari con aiuto.
  • La feluca. Si sale con un passo in basso e ci si siede sul bordo. Con aiuto e con una persona che cammina un po’ si fa; in sedia a rotelle no.
  • Le passeggiate nei mercati affollati nelle ore di punta. Si scelgono le ore vuote e i tratti larghi.

Le tre piramidi della piana di Giza viste da sud-ovest

Come si costruisce il programma

Il programma di un viaggio con mobilità ridotta ha tre differenze rispetto a quello normale, tutte a favore di chi viaggia.

  1. Meno siti al giorno, e i più belli. Karnak la mattina e il tempio di Luxor la sera; il museo in un pomeriggio intero; Abu Simbel in aereo. Non si perde niente che conti: si perde la fretta.
  2. Tutto privato. Auto, autista, guida solo per voi, orari vostri, con l’auto che aspetta all’uscita di ogni sito e non al parcheggio lontano: tour privati in Egitto.
  3. Ogni cosa verificata per il vostro viaggio. La nave con l’ascensore e la cabina giusta, le camere accessibili con il nome dell’albergo, le tombe praticabili in quel periodo, l’assistenza in aeroporto prenotata. Non in generale: per le vostre date.

Il resto, cioè clima, stagione e salute, vale come per tutti: vaccinazioni e salute in Egitto, e per chi viaggia in famiglia Egitto con bambini. Diteci come vi muovete e con chi, e costruiamo il programma partendo da lì.

Domande frequenti

Si può visitare l’Egitto in sedia a rotelle?

Sì, e si vede la maggior parte delle cose importanti: il Grande Museo Egizio, Karnak, il tempio di Luxor, Abu Simbel, Edfu, la vista sulle piramidi e la Sfinge, il tempio di Hatshepsut. Restano fuori l’interno delle piramidi, molte tombe e la mongolfiera. Con un accompagnatore e un programma fatto apposta, è un viaggio che funziona.

Il Grande Museo Egizio è accessibile?

Sì, è l’edificio più accessibile del paese: piano, con rampe, ascensori, bagni attrezzati e sedie a rotelle disponibili. È il posto in cui una persona con mobilità ridotta vede il meglio dell’Egitto faraonico senza un solo gradino.

E le piramidi?

Il piazzale è sabbia e pietra, ma le navette elettriche del sito portano ai punti panoramici e la terrazza davanti alla Sfinge è lastricata; l’accesso alle navette in sedia a rotelle va verificato prima. Dentro le piramidi no: corridoi bassi e ripidi, senza eccezioni.

Le tombe della Valle dei Re?

Poche. L’ingresso della valle si raggiunge con un trenino elettrico, e alcune tombe hanno un corridoio in leggera discesa senza gradini; molte hanno scale ripide. Quali siano aperte e praticabili cambia con le rotazioni, e lo verifichiamo per il vostro viaggio.

Le navi da crociera hanno l’ascensore?

Alcune sì, molte no, e nessuna ha cabine attrezzate nel senso europeo. Si sceglie una nave con ascensore, una cabina sul ponte della sala da pranzo, e si controlla come si sale a bordo, che è una passerella. Lo facciamo prima di confermare, nave per nave.

Philae e le isole?

Si raggiungono in barca, e salire su una barca richiede un passo con aiuto. Con due persone che aiutano si fa; con una sedia a rotelle pesante è complicato. Lo diciamo prima e decidiamo insieme.

Serve un accompagnatore?

Sì. I siti non hanno personale dedicato, i marciapiedi delle città sono difficili e i mezzi non sono attrezzati. Un accompagnatore di fiducia più il nostro autista e la guida sono la combinazione che funziona.

Che tipo di sedia conviene portare?

Pieghevole, leggera, con ruote grandi, e la conoscenza di come si smonta in un baule. Una sedia elettrica pesante è un problema sulla sabbia, sulla passerella della nave e nelle barche.

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