Banco di sabbia bianca circondato dalle acque turchesi e trasparenti dei bassi fondali
Il banco di sabbia e l’acqua bassa color turchese al largo di Safaga.
Pesce chirurgo a strisce bianche e nere che nuota sopra una barriera corallina del Mar Rosso con coralli rosa, beige e verdi
La barriera corallina davanti alla costa, a pochi metri dalla riva.
Tramonto dorato sul Nilo con le palme della riva opposta in controluce e il fiume calmo
Il sole basso sul mare dietro le palme della spiaggia.

Distanze misurate, non stimate

Safaga, il punto della costa più vicino ai templi

Safaga sta poco a sud di Hurghada, e la differenza non si vede sulla cartina ma si sente in macchina: da qui la strada verso la valle del Nilo è la più corta di tutta la costa. Abbiamo misurato ogni tratta sul grafo stradale di OpenStreetMap, e i numeri dicono una cosa che nessuno mette in vetrina.

Luxor: 237,9 kmGuida: 3,1 oreMetodo: OSRM su OpenStreetMapTraffico: escluso

Metodo: percorso stradale reale calcolato con il motore di routing OSRM sui dati OpenStreetMap, non distanza in linea d’aria. I tempi sono a scorrimento libero: senza traffico, soste o controlli. Sono il minimo teorico, quindi la giornata vera è sempre un po’ più lunga. Li pubblichiamo così apposta, perché è il confronto fra le tratte a essere utile, non il minuto esatto.

Le distanze, in chiaro

Da Safaga aDistanza su stradaOre di guidaSolo viaggio, A/R
Dendera178,8 km2,44,9
La Valle dei Re230,5 km3,36,5
Luxor237,9 km3,16,2
Assuan451,2 km5,711,4
Il Cairo e le piramidi532,5 km6,112,1

Luxor è a 237,9 km, circa 3,1 ore di guida. Da Hurghada la stessa Luxor sta a 293,6 km: Safaga è la base più vicina ai templi di tutta la costa, e non di poco. Chi parte da qui guadagna più di un’ora di viaggio ogni giorno.

Ma il dato che cambia davvero il programma è il secondo: Dendera è a 178,8 km, circa 2,4 ore. Dendera è il tempio che quasi tutti saltano perché viene descritto come scomodo; da Safaga è una mattinata. Da Hurghada ci vogliono 3,1 ore, ed è proprio quel margine a farne una gita che nessuno propone. Che cosa si vede là dentro è nel tempio di Dendera.

Il confronto completo fra le basi della costa è in quanto dista Luxor dal Mar Rosso, e chi sta ancora scegliendo il resort parta da Sharm o Hurghada. Il quadro della costa è in Mar Rosso.

Che cosa si vede arrivati a Luxor

La giornata classica tiene insieme la riva ovest e la riva est: la Valle dei Re, il tempio di Hatshepsut e poi Karnak. Il programma completo, con quello che conviene lasciar perdere se avete una sola giornata, è in cosa vedere a Luxor, e la differenza fra le due rive è spiegata in riva est e riva ovest.

Se avete più di un giorno libero si apre il resto: Dendera è la più vicina di tutte, e con due o tre giorni si arriva ad Assuan o si sale in crociera sul Nilo. Il quadro della costa è in Mar Rosso, e l’itinerario su misura in viaggi su misura.

Com’è Safaga quando non si parte per i templi

Safaga non è un villaggio nato per il turismo, è un porto con un pezzo di costa davanti. Chi arriva aspettandosi la passeggiata serale di Hurghada resta spiazzato: qui la sera finisce presto, i ristoranti fuori dai resort si contano sulle dita e l’animazione è quella che si trova dentro l’hotel. In cambio c’è una cosa che sulla costa più costruita ormai non esiste, cioè il silenzio. La baia è nota fra chi pratica windsurf e kitesurf per una ragione tecnica, il vento costante che entra da nord e l’acqua piatta al riparo delle secche, e questo tiene viva una comunità sportiva che con il turismo di massa ha poco da spartire. Per chi non fa sport d’acqua la giornata tipo è semplice: mare al mattino, ombra nelle ore centrali e la sensazione, corretta, che la ricchezza vera di questo tratto di costa si trovi a ovest, dentro la valle.

La giornata verso Dendera, dalla partenza al rientro

Le 2,4 ore di guida cambiano la natura della gita, non soltanto la sua lunghezza. Si parte presto ma non a notte fonda, si attraversa il deserto orientale mentre la luce si alza, e si arriva al tempio nella parte buona della mattina, quando l’aria è ancora fresca e i cortili non hanno preso calore. La visita occupa qualche ora, il rientro si fa nel primo pomeriggio e si torna in hotel con una parte di giornata ancora davanti. È l’opposto di quello che succede dalle basi lontane, dove si rientra al tramonto completamente svuotati. Il tragitto attraversa un paesaggio che merita il finestrino: sabbia e roccia per quasi tutta la strada, poi di colpo la striscia verde del Nilo, netta come un taglio di lama. Quel confine si vede una volta sola e non si dimentica più, ed è raccontato nel limite netto fra deserto e campi.

Dendera e Abydos nello stesso giorno, quando ha senso

Chi arriva fino a Dendera si trova già a metà strada verso un altro posto che quasi nessuno propone dalla costa. I due templi si visitano spesso insieme perché stanno sulla stessa direttrice a nord di Luxor, e la differenza fra distribuirli su due giorni o farli in uno sta tutta nei chilometri che li separano: il calcolo è in quanto distano Abydos e Dendera. Da Safaga la combinazione regge meglio che altrove, per il motivo banale che il vantaggio iniziale non si è già bruciato durante l’andata. Resta comunque una giornata piena e va detto con chiarezza: si guarda molto e si cammina parecchio, e chi ha una sola escursione a disposizione probabilmente preferirà Luxor. Per chi torna in Egitto una seconda volta, invece, e Luxor l’ha vista, questa è la direzione giusta da prendere.

Il caldo della valle non è il caldo della spiaggia

Sulla costa il vento e il mare tengono sotto controllo la percezione. A poche ore di strada verso ovest quella regolazione sparisce: nella valle l’aria è ferma, la pietra restituisce calore fino a sera e le ore centrali diventano il limite reale della giornata. È il motivo per cui una gita che sulla carta sembra comoda risulta pesante in piena estate, mentre la stessa identica gita in inverno fila liscia. Chi viaggia nei mesi caldi ribalta gli orari: partenza il prima possibile, visita nella prima parte della mattina, rientro verso la costa quando il sole comincia a picchiare. Il meccanismo del clima secco è spiegato nel caldo secco e come si sopporta, mentre per capire quale mese conviene tenendo insieme temperatura e affluenza c’è quando andare nell’alto Egitto.

Le basi vicine e come si confrontano

Safaga non è isolata: lo stesso tratto di costa ospita altre basi che condividono buona parte del vantaggio stradale, e la scelta fra loro dipende da che vacanza si vuole fra un’escursione e l’altra. Poco a nord si trova la penisola di Soma Bay, più organizzata e con spiagge lunghe, che resta comunque vicinissima al bivio verso la valle. Salendo ancora si incontrano le baie davanti a Makadi e a Sahl Hasheesh, dove i resort sono grandi e la sera si anima. Più a nord ancora il villaggio lagunare di El Gouna è un caso a parte, costruito sull’acqua e pensato per chi cerca ristoranti e movimento; in cambio ogni gita verso i templi comincia con qualche decina di chilometri in più sul groppone. Il criterio è lineare: salendo verso nord si guadagna in servizi e si perde in vicinanza.

Che cosa serve per una giornata di templi

La lista è corta e ogni voce ha il suo motivo. Acqua, e in quantità maggiore di quella che sembra sufficiente: nella valle si suda senza rendersene conto perché l’aria secca asciuga subito, e la sete arriva in ritardo rispetto al bisogno; su che cosa bere e che cosa evitare c’è l’acqua da bere durante le escursioni. Scarpe chiuse e già rodate, perché fra un cortile e l’altro si cammina su pietra irregolare e polvere fine. Spalle e ginocchia coperte con tessuto leggero, che ripara dal sole ed evita imbarazzi nei luoghi ancora frequentati per il culto. Una torcia piccola risulta utile più di quanto si creda nelle camere interne, dove la luce non arriva ovunque. E qualche accorgimento sulle immagini: la pietra chiara inganna l’esposizione e i soffitti dipinti chiedono pazienza, come spiega fotografare templi e tombe.

Quante escursioni entrano davvero in una settimana

Con i templi così a portata la tentazione è di riempire ogni giorno. Nella pratica una settimana regge tre uscite piene senza rovinarsi, e anche tre sono parecchie se ogni volta si parte all’alba. Il motivo non sta nella distanza, sta nel ritmo: una giornata fra le rovine consuma più energia di quanto si preveda, perché si cammina al sole su terreno duro e si guarda con attenzione per ore di seguito. La formula che regge alterna un giorno fuori, uno di mare, un altro giorno fuori. Chi ne incastra due di fila arriva alla terza uscita con la testa altrove e ricorda la metà di quello che ha davanti agli occhi. Se le notti sono meno di sette la scelta si stringe e diventa una gerarchia, prima Luxor e poi il resto, con la seconda direzione soltanto se avanza tempo vero.

A chi conviene Safaga e a chi non conviene affatto

Conviene a chi mette i templi in cima alla lista e il mare subito dopo, perché ogni escursione parte avanti di un’ora rispetto alle basi vicine, e su tre uscite quel margine diventa mezza giornata guadagnata. Conviene a chi pratica sport d’acqua e cerca vento affidabile. Conviene a chi torna in Egitto per vedere quello che la prima volta ha saltato. Non conviene a chi cerca vita notturna, negozi e passeggiate serali fuori dal resort, perché quella roba qui non c’è e prenotare sperando nel contrario porta dritti a una vacanza storta. Non conviene neanche a chi vuole soltanto il mare e non ha nessuna intenzione di muoversi: in quel caso il vantaggio stradale non serve a niente e altre basi offrono di più a parità di giorni. La domanda giusta non è quale sia la costa migliore, ma quante volte avete intenzione di lasciarla.

Assuan da qui resta fuori, e conviene saperlo prima

Safaga è il punto della costa più vicino a Luxor, e proprio per questo capita che si dia per scontato il passo successivo: se Luxor è a portata, lo sarà anche Assuan. Non è così. Assuan sta molto più a sud lungo la valle, e per arrivarci bisogna prima raggiungere Luxor e poi continuare a scendere per ore. In giornata il conto non torna, e chi ci prova passa il tempo in macchina invece che davanti ai templi.

Le strade praticabili sono due. La prima è scegliere una base diversa, perché Marsa Alam più a sud è l’unico punto della costa da cui il sud profondo entra in un programma ragionevole. La seconda è staccarsi dal mare per qualche giorno e scendere lungo il fiume, che poi è il modo per cui quei templi erano stati pensati: crociera sul Nilo o tour via terra mette a confronto le due formule e dice che cosa si guadagna con ciascuna. Da Safaga, in ogni caso, la direzione che rende è quella corta verso la valle, non quella lunga verso il confine meridionale.

Domande frequenti

Perché da Safaga conviene più che da Hurghada?

Perché la strada è più corta: 237,9 km contro 293,6 km per Luxor. Su una gita in giornata quel margine si sente, e su Dendera (178,8 km, circa 2,4 ore) fa la differenza fra una visita comoda e una che nessuno propone.

Quanto dista Luxor da Safaga?

237,9 chilometri su strada, circa 3,1 ore di guida a scorrimento libero. Andata e ritorno fanno circa 6,2 ore di solo viaggio.

Meglio Safaga o Sharm el-Sheikh per vedere i templi?

Safaga, senza dubbio, se i templi contano. Da qui Luxor è a 237,9 km su strada; da Sharm la stessa Luxor è a 1.025,2 km, perché il Sinai costringe la strada a girare intorno al Golfo di Suez, e conviene volare.

E Il Cairo?

532,5 km e circa 6,1 ore di guida: si fa, ma è una giornata molto lunga. Dalla costa continentale il rapporto fra fatica e cose viste è nettamente migliore verso Luxor.

Come avete calcolato queste distanze?

Con il motore di routing OSRM sui dati di OpenStreetMap, sul percorso stradale reale. I tempi escludono traffico e soste: sono il minimo teorico, non un orario.

Diteci quanti giorni avete e dove alloggiate: vi diciamo che cosa ci sta in giornata e che cosa no, prima che prenotiate.

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