Il tempio di Philae raggiunto in barca

Escursioni da Assuan: tutte le opzioni

Assuan è la base più comoda dell’Alto Egitto: da qui si raggiungono in giornata Philae, Abu Simbel, i templi nubiani e il Nilo delle isole. Qui trovi tutte le escursioni possibili, con durate e prezzi, per costruire i vostri giorni senza sorprese.

Le mezze giornate

Philae raggiunto in barca, l’obelisco incompiuto nella cava, l’isola delle piante in feluca. Sono le visite che si incastrano facilmente in un pomeriggio.

Il tempio di Philae raggiunto in barca

La giornata intera: Abu Simbel

Abu Simbel occupa la giornata: partenza prima dell’alba, tre ore e mezza di deserto, rientro nel primo pomeriggio. È il momento più forte del viaggio per quasi tutti. Il confronto fra strada e volo interno è in Abu Simbel in aereo o via terra.

Due colossi scolpiti nella facciata del Piccolo Tempio di Abu Simbel ripresi dal basso

I templi nubiani e la vita locale

Il tempio di Kalabsha sulle rive del lago Nasser è quasi sempre deserto, e il villaggio nubiano è la tappa più umana di tutto l’Alto Egitto.

Come metterle insieme

Con un giorno solo: Assuan in un giorno. Con due giorni: il pacchetto Assuan classica più Abu Simbel. Se arrivate da Luxor via fiume, vedi la crociera sul Nilo.

Come arrivate ad Assuan cambia tutto il programma

Il colonnato di Philae con i capitelli a foglie di palma

Ad Assuan si arriva in modi diversi e ognuno lascia in mano una quantità di tempo diversa. Chi atterra in aeroporto entra in città con mezza giornata ancora davanti. Chi scende dal treno della notte è in centro molto presto, ma con poche ore di sonno alle spalle. Chi arriva navigando dorme a bordo e si muove dentro gli orari della barca. Sono tre punti di partenza che portano a tre programmi diversi, anche a parità di notti.

Con l’aereo l’incastro più pulito è quasi sempre lo stesso: una visita breve nel pomeriggio dell’arrivo, il fiume o Philae, e la giornata piena successiva libera per Abu Simbel. La sveglia prima dell’alba cade così su una notte passata in albergo, non su un viaggio appena finito.

Con il treno il primo mattino è fragile. Mettere il deserto poche ore dopo l’arrivo significa affrontare un lungo trasferimento nel deserto senza recupero, e il tempio si guarda con gli occhi di chi non ha dormito. Una mezza giornata leggera il primo pomeriggio, e il deserto il giorno dopo, rende molto di più.

Chi arriva in crociera ha un vincolo in più, l’orario di ripartenza della barca. Prima di fissare qualsiasi cosa conviene avere davanti il programma di bordo, perché è quello a decidere quante ore restano davvero a terra.

Quante ore merita davvero ogni tappa

L'approdo per Philae sull'acqua ad Assuan, con una barca e l'isola di Agilkia nella luce dorata della sera

La differenza fra una giornata riuscita e una corsa sta quasi sempre nel tempo assegnato a ogni sito, non nel numero di siti. Philae, per esempio, non è una sosta veloce: c’è la traversata all’andata, quella al ritorno, e il tempio va girato anche sul retro, dove il colonnato guarda l’acqua e arrivano in pochi. Chi lo liquida in fretta vede il pilone e poco altro.

L’obelisco incompiuto chiede meno tempo ed è la tappa che regge meglio quando avanza un’ora fra due impegni. Si cammina su roccia viva, all’aperto, senza ombra: nei mesi caldi ha senso presto la mattina o nel tardo pomeriggio, mai a metà giornata.

L’isola delle piante e la feluca funzionano al contrario, perché sono lente per costruzione. La vela dipende dal vento, il tempo della traversata non si comprime, e comprimerlo toglie l’unica cosa che rende quel pomeriggio diverso da tutto il resto del viaggio.

Abu Simbel, infine, non occupa soltanto la giornata in cui si fa. Chi parte prima dell’alba e rientra nel primo pomeriggio raramente ha energia per un’altra visita la sera, e spesso il giorno dopo comincia piano. Vale la pena tenerne conto mentre si scrive il programma, non dopo.

Il sole decide l’ordine delle visite

Le pareti incise del tempio di Iside a Philae

Ad Assuan la variabile che comanda è il sole. La cava, i piazzali, i pontili: tutto quello che è scoperto pesa nelle ore centrali e si affronta bene la mattina presto. È una regola banale che quasi nessuno applica quando prenota da casa.

L’ordine più sensato ne discende da solo. Al mattino ciò che è all’aperto e senza riparo, nel primo pomeriggio ciò che si raggiunge in barca, verso il tramonto il fiume. La luce bassa sull’acqua è il momento in cui questa città si fa capire, e sprecarlo mettendo la feluca a mezzogiorno è un peccato che non si recupera.

Philae regge bene sia presto sia nel tardo pomeriggio. È nel mezzo della giornata che si riempie di gruppi e perde il silenzio che è metà del suo valore.

La sera non chiede altri templi. Il lungofiume, le isole e il movimento delle barche bastano, e il giorno dopo si riparte riposati invece che consumati.

Assuan stagione per stagione

L’inverno è la stagione piena: giornate miti, luce nitida, e sull’acqua dopo il tramonto fa davvero fresco. Serve uno strato in più la sera, e conviene muoversi con anticipo perché è il periodo in cui le fasce orarie migliori si esauriscono prima.

In primavera arriva il vento dal deserto. Alcune giornate diventano opache di sabbia, la luce si appiattisce e le uscite sul fiume possono cambiare ritmo. Non è un motivo per rinunciare, è un motivo per tenere mezza giornata di margine nel programma.

L’estate è secca e dura nelle ore centrali. Tutto si sposta all’alba e al tardo pomeriggio, e la partenza notturna verso Abu Simbel da sacrificio diventa vantaggio, perché si arriva al tempio quando l’aria è ancora sopportabile.

L’autunno resta caldo ma addolcito, con meno gente all’inizio della stagione. Ci sono poi due date fisse ogni anno in cui il sole entra fino in fondo al santuario di Abu Simbel: sono giornate molto richieste, e chi ci tiene deve organizzarsi con largo anticipo.

Assuan prima o dopo Luxor

Molti itinerari mettono Assuan in fondo, dopo il Cairo e dopo Luxor. Funziona, ma c’è un effetto collaterale: si arriva in Alto Egitto già saturi di colonne e di sale ipostile, e anche i templi migliori rischiano di sembrare la ripetizione di qualcosa di già visto.

Invertire aiuta più di quanto sembri. Chi comincia dal sud incontra prima l’Egitto delle isole e del granito, poi la scala monumentale di Luxor: il crescendo tiene, e Abu Simbel non finisce schiacciato in coda a un viaggio già lungo.

Se vi spostate lungo il fiume la direzione è decisa dalla navigazione, e allora la scelta vera diventa un’altra: quante notti restare ad Assuan prima o dopo l’imbarco. Una notte sola vincola tutto a un unico giorno utile, e non lascia alternative se qualcosa salta.

Chi vuole vedere questa parte del paese senza correre tiene almeno una giornata cuscinetto. Serve per il treno in ritardo, per il vento, per la giornata storta. Senza margine, il primo imprevisto si mangia proprio la cosa per cui eravate venuti fin qui.

Gli errori più comuni nel programmare questi giorni

Il primo è mettere Abu Simbel nel giorno della ripartenza. Il rientro è nel primo pomeriggio, e incastrarci sopra un volo o un treno vuol dire passare la giornata a guardare l’orologio invece che il tempio.

Il secondo è impilare tre visite brevi in un solo pomeriggio. Sulla carta entrano. Nella realtà si sommano trasferimenti, attese al pontile e caldo, e l’ultima tappa la si attraversa senza vederla.

Il terzo è trattare la feluca come uno spostamento da ottimizzare. È esattamente il contrario: è il momento in cui non succede niente, ed è per questo che poi resta in mente.

L’ultimo è decidere tutto la sera prima alla reception dell’hotel. Le scelte che contano si fanno mentre si costruisce il viaggio: dopo, si sceglie soltanto fra quello che è rimasto libero.

A chi si adatta ogni opzione

Con i bambini il fiume vince sempre. La barca, l’isola e l’acqua intorno tengono l’attenzione molto più di una spiegazione davanti a una parete incisa. La cava dell’obelisco, aperta e assolata, è la tappa che li stanca prima. Abu Simbel resta una giornata lunga e con i più piccoli va valutata con onestà, non per principio.

Chi si muove con difficoltà deve sapere che qui si sale e si scende dalle barche più volte, che i pontili si muovono sotto i piedi e che il terreno della cava è irregolare. Non è escluso nulla a priori, ma il proprio ritmo va detto prima: l’ordine delle visite si può costruire attorno a quello.

Con la macchina fotografica si lavora meglio nelle prime e nelle ultime ore. Ad Assuan la differenza è netta più che altrove, perché quasi tutto è pietra chiara e acqua, e a mezzogiorno il contrasto brucia ogni dettaglio.

Alla prima visita in Egitto conviene non rinunciare ad Abu Simbel, anche a costo della sveglia notturna. Chi invece torna una seconda volta di solito guadagna di più dalle ore lente sul fiume e dai siti meno battuti, che alla seconda visita valgono quanto i grandi nomi.

Acqua e strada: come ci si muove qui

L'isola di Agilkia con il tempio di File vista dalle acque del Nilo ad Assuan

La mappa mentale di Assuan si costruisce sull’acqua. Una parte delle visite si raggiunge solo in barca, un’altra parte solo su strada, e le due cose non si sommano allo stesso modo dentro una giornata.

I trasferimenti su strada sono prevedibili: si parte, si guida, si arriva. Quelli sull’acqua no. C’è il momento dell’imbarco, c’è chi è in fila prima di voi al pontile, e con la vela c’è il vento, che decide quanto dura la traversata e non si consulta con nessuno.

La conseguenza pratica è semplice. Le tappe d’acqua vanno messe dove il programma ha elasticità, mai a ridosso di un orario rigido. Nessuno vuole passare la traversata di ritorno a calcolare se ce la fa.

Lo stesso vale per l’ultimo spostamento della sera. Dopo una giornata iniziata prima dell’alba, un rientro lungo pesa molto più di quanto si immagini mentre si prenota comodamente da casa.

La sera, quando le escursioni sono finite

Le giornate qui finiscono presto, perché quasi tutte cominciano presto, e resta una fascia di ore che nei programmi non compare mai. Ad Assuan è la parte più piacevole della giornata. Il fiume davanti alla città cambia colore due volte in mezz’ora, le barche rientrano, e la riva opposta passa dall’oro al grigio in pochi minuti. Per goderselo basta sedersi sul lungofiume, senza organizzare niente e senza prenotare niente.

Chi invece quelle ore vuole riempirle ha due strade. La prima è un sito illuminato, cioè l’occasione di rivedere le stesse pietre con una luce completamente diversa da quella del mattino: quali siti aprono la sera, e che cosa cambia davvero, è raccontato in Egitto di sera e siti illuminati. La seconda è attraversare il fiume e passare la fine della giornata sull’altra riva, dove il ritmo non ha niente a che vedere con il centro: il villaggio nubiano di Assuan. Entrambe si incastrano dopo una mezza giornata e non tolgono niente al programma del giorno seguente.

Domande frequenti

Quanti giorni servono ad Assuan?

Due giorni coprono bene la città e Abu Simbel. Con uno solo bisogna scegliere fra i due.

Le escursioni partono dall’hotel?

Sì, veniamo a prendervi dove alloggiate, all’orario concordato.

Si può fare Abu Simbel e Philae lo stesso giorno?

Tecnicamente sì al rientro, ma è una giornata molto lunga. Meglio distribuirle su due giorni se potete.

Quanto costano?

Le singole visite partono da 49 euro a persona; il pacchetto Assuan classica è 119 euro, Abu Simbel 129 euro.

Altre domande frequenti

Le escursioni sono accompagnate da una guida che parla italiano?

Sì. Le visite sono seguite da egittologhe che parlano italiano, quindi non dovete appoggiarvi all’inglese per capire quello che avete davanti. Se viaggiate in gruppo o avete esigenze particolari, conviene segnalarlo quando scrivete, così l’organizzazione si costruisce prima e non all’ultimo momento.

Si cammina molto durante queste visite?

Dipende dalla tappa. Nei templi si procede su superfici irregolari e in qualche punto si salgono dei gradini; nella cava dell’obelisco si cammina su roccia viva e non c’è ombra. Le tappe sull’acqua chiedono soprattutto di salire e scendere dalla barca. Chi ha problemi di mobilità o di respiro fa bene a dirlo prima, perché l’ordine e il ritmo delle visite si possono adattare.

Che differenza c’è fra la feluca e la barca a motore?

La feluca va a vela: è silenziosa, lenta, e il suo tempo lo decide il vento. La barca a motore serve quando bisogna raggiungere un punto preciso e tornare, come per la traversata verso Philae. Se avete una giornata piena e poco margine il motore è più affidabile; se volete il pomeriggio sul Nilo che poi ricorderete, è la vela.

Come capisco quale combinazione è adatta al mio viaggio?

Il modo più diretto è scrivere su WhatsApp al 201029581851 indicando quante notti dormite ad Assuan, come arrivate e a che ora ripartite: da lì si capisce se avete davanti mezza giornata utile o due giorni pieni. Quello che la quota comprende è indicato sulla pagina di ogni singola escursione, perché cambia da visita a visita.

Diteci quanti giorni avete ad Assuan e vi proponiamo la combinazione migliore.

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