
Oasi del Fayyum: il lago, le cascate nel deserto, le balene fossili e come si organizza la gita dal Cairo
A un’ora e mezza dal traffico del Cairo c’è un posto in cui il deserto ha due laghi con una cascata in mezzo, una valle dove affiorano scheletri di balene di quaranta milioni di anni, un lago salato con le barche dei pescatori, un villaggio di vasai e una piramide di mattoni crudi che quasi nessuno visita. Il Fayyum è la gita nel deserto più facile e più sorprendente che si possa fare dalla capitale, e la maggior parte dei viaggiatori non sa che esiste. Questa guida dice che cosa c’è, che cosa ci sta in un giorno e che cosa chiede una notte, quando andare, per chi è adatta e come si organizza dal Cairo.
In breve
- Dove si trova: a sud ovest del Cairo, a un’ora e mezza o due d’auto secondo il traffico.
- È un’oasi?: è verde grazie a un canale antico che porta l’acqua del Nilo: più una provincia agricola nel deserto che un’oasi come Siwa.
- In un giorno: il lago Qarun, i laghi di Wadi el-Rayan con la cascata, il villaggio dei vasai di Tunis e, partendo presto, la valle delle balene.
- La notte: a Tunis ci sono alloggi semplici, per il tramonto sul lago e il deserto di notte.
- Quando andare: da ottobre ad aprile.
La valle dei fossili: Wadi el-Hitan; le altre gite: escursioni dal Cairo.
Che cos’è il Fayyum
Il Fayyum è una grande depressione nel deserto occidentale, a sud-ovest del Cairo, collegata al Nilo da un canale antico che gli egizi chiamavano già così e che porta l’acqua del fiume dentro la conca. Per questo è verde: campi, palmeti, canali, villaggi, in una provincia agricola che ha la forma di una foglia e che finisce, a nord, in un lago salato, e a ovest, nel deserto vero.
Non è un’oasi nel senso di Siwa, con la sorgente e le dune intorno: è un pezzo di valle del Nilo spostato nel deserto, e proprio per questo ha tutte e due le cose insieme, i campi e la sabbia, a pochi chilometri l’una dall’altra. I faraoni del Medio Regno lo bonificarono e ci costruirono piramidi; i greci e i romani lo riempirono di città, e da lì vengono i ritratti su tavola più famosi dell’antichità; oggi è una provincia rurale con, ai margini, un parco naturale che è il motivo per cui si va.

Il lago Qarun
Il lago Qarun è quello che resta del grande lago che riempiva la depressione nell’antichità, e che i faraoni regolavano con il canale. Oggi è un lago salato, lungo e stretto, con la riva sud coltivata e la riva nord che è già deserto, con le colline chiare che scendono nell’acqua. Ci sono pescatori con le barche a remi, uccelli acquatici a migliaia in inverno, e ristoranti di pesce sulla riva dove i cairoti vengono la domenica.
Non si fa il bagno, per il sale e per il fondo, ma si fa una passeggiata sulla riva, un pranzo di pesce e una barca al tramonto, che sul lago con il deserto dietro è una delle immagini del Fayyum. La riva nord, deserta, ha un sito greco-romano e i resti di un tempio tolemaico che si raggiungono con il fuoristrada, per chi ha tempo.
Wadi el-Rayan: i due laghi e la cascata
A sud-ovest del lago, dentro il deserto, ci sono due laghi che non dovrebbero esserci: sono nati negli anni Settanta dall’acqua di scolo dei campi, convogliata in una conca naturale, e hanno creato un’oasi nuova, con il canneto, gli uccelli e le dune che scendono nell’acqua. Fra il lago superiore e quello inferiore l’acqua passa con un salto di qualche metro: le cascate di Wadi el-Rayan, le uniche dell’Egitto, piccole e amate, dove le famiglie egiziane vengono a bagnarsi i piedi.
Il posto è un’area protetta, con un centro visitatori, e intorno il deserto è quello vero: dune, colline di calcare, silenzio. Dal bordo dei laghi si vede l’immagine che apre questa pagina, e con un fuoristrada si sale sulle dune per il tramonto. È la parte del Fayyum che i bambini ricordano, e quella in cui si passa più tempo.

La valle delle balene
Più a ovest, oltre i laghi, una pista nel deserto porta a Wadi al-Hitan, la valle delle balene: un tratto di deserto con rocce erose a forma di funghi e, sparsi sul fondo, gli scheletri fossili di balene primitive vissute quaranta milioni di anni fa, quando qui c’era un mare. Sono balene con le zampe posteriori, ancora visibili sugli scheletri, e per questo la valle è patrimonio dell’umanità: è il posto al mondo dove si vede la balena che sta smettendo di camminare.
Si visita a piedi, su un percorso segnato di qualche chilometro fra gli scheletri lasciati sul posto, con un piccolo museo all’ingresso che spiega tutto e conserva gli esemplari migliori. Si arriva con il fuoristrada, e in una gita di un giorno dal Cairo sta solo con la partenza all’alba; con una notte a Tunis è la mattina del secondo giorno, e si fa con calma, nella luce giusta. Per un bambino, e per molti adulti, è la cosa più strana e più bella dell’Egitto fuori dai templi.

Tunis, il villaggio dei vasai
Sulla riva sud del lago Qarun c’è un villaggio che una coppia di ceramisti, arrivata dall’Europa decenni fa, ha trasformato in un centro di ceramica: Tunis, con le case di mattoni crudi intonacate, le bouganville, le botteghe dei vasai dove si vede il tornio al lavoro e si compra la ceramica dipinta con i pesci e gli uccelli del lago, e un piccolo museo di ceramica. È il posto dove si pranza e dove, chi resta la notte, dorme, in alloggi semplici con i giardini e la vista sul lago.
Le ceramiche di Tunis sono uno dei souvenir più belli e più onesti dell’Egitto, fatte a mano davanti a voi e vendute da chi le fa: il resto di quello che vale la pena portare a casa è in souvenir e artigianato egiziano. Il martedì, nella città di Fayyum, c’è il mercato settimanale, con gli animali, le spezie e i cesti, per chi ci capita nel giorno giusto.

Il Fayyum antico: la piramide, i ritratti, le ruote
- La piramide di Hawara. Del Medio Regno, di mattoni crudi, oggi una collina di fango con la pietra portata via; accanto stava il Labirinto, il tempio funerario che Erodoto descrisse come più stupefacente delle piramidi e di cui restano le fondamenta. Vale per chi ama la storia più delle pietre.
- I ritratti del Fayyum. I volti dipinti su tavola, a encausto, che i greco-egizi dell’età romana mettevano sulle mummie: i ritratti più vivi dell’antichità, che si vedono nei musei del Cairo e del mondo. Vengono di qui, dalle necropoli di Hawara e dei villaggi.
- Le ruote idrauliche. Nella città di Fayyum, sul canale, girano ancora le grandi ruote di legno che sollevano l’acqua, con il loro cigolio, e sono il simbolo della provincia. Cinque minuti, e valgono.
- Karanis. Un villaggio greco-romano scavato ai margini della depressione, con le case, i templi e un piccolo museo: per chi vuole vedere com’era una città dell’Egitto romano.
Chi vuole l’Egitto antico intorno al Cairo lo trova prima di tutto a Giza e a Saqqara: Saqqara, Menfi e Dahshur. Il Fayyum è l’appendice per chi ha già fatto quelle.

Che cosa ci sta in un giorno, e che cosa no
In un giorno, partendo dal Cairo all’alba: il lago Qarun dalla riva, Tunis con una bottega e il pranzo, Wadi el-Rayan con la cascata e le dune, e il rientro al tramonto. La valle delle balene ci sta solo se si parte prestissimo e si salta il resto, ed è un giorno lungo con molta auto.
In due giorni, con la notte a Tunis: il primo giorno il lago, il villaggio e il tramonto sulla riva; il secondo la valle delle balene all’alba, Wadi el-Rayan con la cascata a metà mattina, e il rientro al Cairo nel pomeriggio, con una sosta a Hawara o alle ruote di Fayyum per chi vuole. È la versione che consigliamo, e che in un programma di dieci giorni si incastra fra il Cairo e il volo per Luxor: Egitto in 10 giorni.


Quando andare, e per chi
Da ottobre ad aprile, come per tutto il deserto: le giornate sono miti e le albe fredde, e in inverno il lago è pieno di uccelli migratori. D’estate la sabbia a mezzogiorno è insopportabile, la cascata è piena di famiglie cairote e la valle delle balene si fa solo alle prime luci: chi ci va comunque legge Egitto in estate. Il venerdì e il sabato sono i giorni delle gite dal Cairo, e Wadi el-Rayan è affollato; nei giorni feriali è quasi vuoto.
È una gita per chi ha già visto il Cairo e vuole un giorno di aria, per le famiglie con bambini, che qui non hanno tombe né file e hanno la sabbia e i fossili: Egitto con bambini; e per chi torna in Egitto e cerca quello che la prima volta non ha visto. Non è per chi ha tre giorni al Cairo e non ha ancora fatto Giza.

Come si organizza dal Cairo
- Con auto e autista, che è il modo normale: si parte dall’albergo all’alba, si esce dal Cairo prima del traffico, e l’autista conosce le strade della provincia, che non sono segnalate. Da soli, in auto a noleggio, no: guidare in Egitto.
- Con il fuoristrada per la valle delle balene e le dune, prenotato prima; l’auto normale resta a Tunis.
- Con una guida, per la valle delle balene e per Karanis; per il lago e la cascata basta l’autista.
- Con la valigia leggera: cappello, acqua, scarpe chiuse per i fossili, un pile per l’alba, e un cambio se si bagnano i piedi alla cascata.
- Con i contanti per i biglietti dei parchi, per le ceramiche e per il pranzo di pesce, che nel Fayyum non prendono la carta.
Il quadro delle altre gite dalla capitale, con i tempi, è in escursioni dal Cairo; quanti giorni dare al Cairo prima di uscirne è in quanto tempo serve per vedere il Cairo.
La Valle delle Balene ha una guida sua, con il sentiero, il museo dei fossili e la giornata dal Cairo: Wadi el-Hitan.
Domande frequenti
Dove si trova il Fayyum e quanto dista dal Cairo?
A sud-ovest del Cairo, in una depressione del deserto collegata al Nilo da un canale antico. In auto sono un’ora e mezza o due dalla città, a seconda del traffico in uscita, e per questo è la gita nel deserto più facile da fare dal Cairo.
È un’oasi vera?
Sì e no. È verde perché l’acqua arriva dal Nilo attraverso un canale scavato nell’antichità, non da una sorgente: è più una provincia agricola nel deserto che un’oasi come Siwa. Intorno, però, il deserto è vero, e i laghi di Wadi el-Rayan ci stanno dentro.
Che cosa si vede in un giorno?
Il lago Qarun con la sua riva, i due laghi di Wadi el-Rayan con la cascata fra i due, un tratto di deserto e, con la partenza presto, la valle delle balene. Il villaggio dei vasai di Tunis sta sulla strada e vale una sosta.
Che cos’è la valle delle balene?
Wadi al-Hitan: un tratto di deserto dove affiorano gli scheletri fossili di balene di quaranta milioni di anni fa, con le zampe posteriori ancora visibili. È patrimonio dell’umanità, ha un percorso a piedi fra i fossili e un museo, e si raggiunge con un fuoristrada.
Vale la notte?
Per chi vuole il tramonto e l’alba sul lago, il deserto di notte e la valle delle balene senza fretta, sì. Il villaggio di Tunis ha alloggi semplici e belli, e una notte lì trasforma la gita in un piccolo viaggio.
Quando andare?
Da ottobre ad aprile, come per tutto il deserto egiziano. D’estate il sole sulla sabbia a mezzogiorno è insopportabile, e la valle delle balene si fa solo all’alba.
È adatto ai bambini?
Molto: la cascata, la sabbia, i fossili di balena, il tornio del vasaio. È una delle gite che i bambini preferiscono in tutto l’Egitto, e non ha tombe né file.
Serve un fuoristrada?
Per la valle delle balene sì, per l’ultimo tratto di pista. Per il lago, Wadi el-Rayan e Tunis basta un’auto normale con un autista che conosce le strade.