
La crociera sul lago Nasser: i templi salvati della Nubia, l’itinerario da Assuan ad Abu Simbel e che cosa la distingue dal Nilo
A sud della Grande Diga di Assuan il Nilo diventa un mare: il lago Nasser, cinquecento chilometri di acqua fra due deserti, che negli anni sessanta ha sommerso la Nubia con i suoi villaggi e avrebbe sommerso i suoi templi se il mondo non li avesse smontati e rimontati più in alto. Oggi quei templi stanno sulle rive del lago, lontani da ogni strada, e l’unico modo di vederli è una nave: la crociera sul lago Nasser, tre o quattro notti da Assuan ad Abu Simbel, con pochissime navi in servizio, nessun traffico, nessun villaggio, i coccodrilli sulle rive e i templi quasi sempre vuoti. È la crociera che chi ha già fatto il Nilo scopre alla seconda volta, e che alcuni preferiscono. Questa guida dice che cos’è il lago, quali templi si vedono e perché stanno lì, com’è l’itinerario giorno per giorno, come sono le navi, in che cosa la crociera è diversa da quella sul Nilo, quando si fa e a chi conviene.
In breve
- Che cosa si vede: i templi nubiani salvati dalle acque: Kalabsha, Wadi el-Seboua, Amada, Qasr Ibrim dall’acqua, fino ad Abu Simbel.
- Quanto dura: tre notti da Assuan ad Abu Simbel, quattro nel senso inverso.
- Diversa dal Nilo: un lago fra due deserti, senza villaggi e con pochissime navi.
- Rispetto al Nilo: non lo sostituisce, lo completa.
- Quando: da ottobre ad aprile; il 22 febbraio e il 22 ottobre sono le date più richieste.
Il fiume: crociera sul Nilo; la meta finale: Abu Simbel.
Il lago, la diga e la Nubia sommersa
La Grande Diga di Assuan, costruita fra il 1960 e il 1970, ha fermato il Nilo e creato alle sue spalle uno dei laghi artificiali più grandi del mondo, lungo cinquecento chilometri fino al Sudan, dove si chiama lago Nubia. Sotto l’acqua è finita la Nubia storica: la valle stretta fra la prima e la seconda cateratta, con i villaggi di case colorate, i palmeti, le fortezze medievali e i templi che i faraoni avevano costruito lungo la strada dell’oro e dell’avorio. Centomila nubiani furono trasferiti a nord di Assuan e a Kom Ombo, e la loro cultura vive oggi nei villaggi che si visitano ad Assuan: il villaggio nubiano.
Il lago che ne è nato è un paesaggio che non somiglia a niente in Egitto: acqua blu senza fine, rive di sabbia gialla e di roccia nera, montagne del deserto che entrano nell’acqua come promontori, e nessuna presenza umana, salvo qualche barca di pescatori e le poche navi da crociera. Non ci sono villaggi, non ci sono strade lungo le rive, non c’è il traffico del Nilo: c’è il silenzio, e il cielo. Chi lo naviga per tre giorni dice di aver capito che cosa vuol dire deserto più di quanto lo abbia capito nel deserto.
I templi salvati: come e perché
Quando la diga fu decisa, i templi della Nubia erano condannati, e nel 1960 l’UNESCO lanciò la campagna internazionale più grande della storia dell’archeologia: cinquanta paesi, vent’anni di lavoro, e ventidue monumenti smontati blocco per blocco e rimontati su terreni più alti, sulle nuove rive del lago, o regalati ai paesi che avevano aiutato, come il tempio di Dendur a New York, quello di Debod a Madrid, quello di Taffa a Leida e quello di Ellesiya a Torino. Abu Simbel fu tagliato in mille blocchi e rialzato di sessantacinque metri; Philae fu spostata su un’altra isola; Kalabsha fu ricostruito a un chilometro dalla diga.
I templi salvati sono stati raggruppati in quattro siti lungo la riva occidentale del lago, a distanza di un giorno di navigazione l’uno dall’altro, e questo è esattamente l’itinerario della crociera: Kalabsha vicino alla diga, Wadi el-Seboua a metà strada, Amada più a sud, e Abu Simbel in fondo. Sono templi che nessuna strada raggiunge, salvo Kalabsha e Abu Simbel, e per questo la crociera sul lago è l’unico modo di vederli, e uno dei viaggi più esclusivi dell’Egitto senza esserne il più caro in spirito: è semplicemente il più remoto. La storia dello spostamento di Abu Simbel, con le fotografie del taglio, è in la guida di Abu Simbel.

Kalabsha, Beit el-Wali e Qertassi
La prima tappa sta a pochi chilometri dalla diga, su un’isola di roccia con la vista sul lago: il tempio di Kalabsha, il più grande della Nubia dopo Abu Simbel, costruito in età romana sotto Augusto e dedicato al dio nubiano Mandulis, con il pilone, il cortile, la sala ipostila e il santuario nel modo classico, e i rilievi mai finiti che raccontano una provincia di frontiera. Accanto è stato rimontato il chiosco di Qertassi, quattro colonne con i capitelli di Hathor e due fiorite, un gioiello tolemaico grande come una stanza, e poco più su il piccolo tempio rupestre di Beit el-Wali, di Ramesse II, con i rilievi colorati delle sue campagne contro i nubiani, i prigionieri e i tributi di giraffe, leopardi e oro.
Kalabsha si raggiunge anche in barca da Assuan in mezza giornata, ed è la sola tappa del lago che chi non fa la crociera può vedere: il tour del tempio di Kalabsha. Le navi lo visitano il primo pomeriggio, dopo l’imbarco, e poi salpano verso sud nel tramonto, con la diga che sparisce dietro e il lago che si apre.


Wadi el-Seboua, Dakka e Maharraqa
Il secondo giorno di navigazione porta a Wadi el-Seboua, la valle dei leoni, così chiamata per il viale di sfingi che conduce al tempio di Ramesse II, mezzo costruito e mezzo scavato nella roccia, dedicato ad Amon e a Ra-Harakhti e trasformato in chiesa dai cristiani, che lasciarono un San Pietro dipinto accanto agli dei egizi. Il tempio fu spostato di quattro chilometri, con le sue sfingi e i colossi del re, e sta oggi su una collina di sabbia sopra il lago, in un silenzio totale.
A un chilometro, raggiunto a piedi nella sabbia o con il carretto, il tempio di Dakka, tolemaico e romano, dedicato a Thot, con il pilone alto e la vista dal suo tetto sul lago e sul deserto che vale la salita; e accanto il piccolo tempio di Maharraqa, romano, incompiuto, con l’unica scala a chiocciola dell’architettura egizia. Tre templi in un raggio di un chilometro, e nessuno intorno a parte i passeggeri della nave: è il pomeriggio che dà il senso del lago.

Amada, Derr, Pennut e Qasr Ibrim
Il terzo sito è il più antico: il tempio di Amada, della diciottesima dinastia, costruito da Thutmosi III e Amenofi II, con i rilievi più fini e meglio conservati della Nubia, con i colori ancora vivi perché il tempio fu spostato intero, su binari, senza smontarlo, per non perdere le pitture. Accanto il tempio di Derr, rupestre, di Ramesse II, con le scene delle campagne, e la tomba di Pennut, un governatore della Nubia sotto Ramesse VI, l’unica tomba privata salvata dal lago, con le scene della vita di un funzionario di frontiera.
Dal ponte, navigando verso sud, si passa sotto Qasr Ibrim, la fortezza su una rupe che era una città, con il tempio, la cattedrale e la guarnigione, e che era su una montagna prima che il lago ne facesse un’isola: non si sbarca, perché gli scavi continuano, ma la nave rallenta e la guida racconta le tre religioni e i tremila anni di quel promontorio. È il momento in cui i passeggeri stanno tutti sul ponte, con il binocolo.

Abu Simbel dal lago
L’arrivo ad Abu Simbel è la ragione di tutto. La nave attracca a poche centinaia di metri dai templi, e chi ha visto Abu Simbel in giornata da Assuan, con la fila dei pullman e le tre ore in tutto, qui lo vede in un altro modo: dal lago, nel pomeriggio, con la facciata dei quattro colossi che si accende al tramonto e la visita senza fretta; poi lo spettacolo di suoni e luci dalla nave o dal sito; e la mattina dopo l’alba, con il primo sole sulla facciata e il tempio quasi vuoto prima dell’arrivo dei voli da Assuan. Due visite in due luci, e la notte davanti al tempio: è quello che nessun’altra formula dà.
Chi sceglie le date del 22 febbraio o del 22 ottobre vede il sole entrare nel santuario, con la folla che quel giorno arriva e che la nave tiene a distanza, perché si dorme a bordo e si è al cancello per primi. Il tempio, i colossi, il tempio di Nefertari e la storia dello spostamento sono in la guida di Abu Simbel e nel nostro tour ai templi di Abu Simbel.
Le navi e la vita a bordo
Sul lago navigano pochissime navi, meno di una decina contro le centinaia del Nilo, e questo cambia tutto: si è soli, sempre. Sono navi di dimensioni medie, con qualche decina di cabine, costruite per il lago e non per il fiume, alcune in stile anni trenta con il legno e l’ottone e la sala da pranzo con le finestre sull’acqua, altre più moderne con le suite. Hanno il ponte sole con la piscina, il salone, e la cucina che sul lago, senza mercati lungo la strada, è organizzata prima della partenza. Il servizio è quello di una casa, perché l’equipaggio conosce i passeggeri per nome dal secondo giorno.
La vita a bordo ha il ritmo del lago: navigazione lunga, spesso di ore, con le rive che scorrono lente e il deserto su entrambi i lati; le tappe nel primo mattino o nel tardo pomeriggio, per la luce; le sere sul ponte con le stelle di un cielo senza una luce artificiale per cento chilometri. Chi cerca l’animazione, il negozio, il bazar sul pontile e le altre navi affiancate non li trova. Chi cerca il silenzio lo trova tutto. Le categorie e i tipi di nave, per confronto, sono in le navi di lusso sul Nilo.

Lago Nasser o Nilo: le differenze
- Il paesaggio. Il Nilo è una striscia verde fra due deserti, con i villaggi, i bufali, i bambini che salutano dalle rive, le feluche; il lago è acqua e deserto, senza nessuno. Sono due Egitti.
- I templi. Il Nilo ha Karnak, Luxor, la Valle dei Re, Edfu, Kom Ombo e Philae, i grandi; il lago ha i templi della Nubia, più piccoli e più remoti, e Abu Simbel dal lato giusto.
- Le navi. Sul Nilo centinaia, con la scelta di tutte le categorie e i pontili affollati; sul lago una manciata, senza folla, con la scelta limitata.
- Il ritmo. Il Nilo ha una tappa ogni poche ore; il lago ha una tappa al giorno e la navigazione lunga in mezzo.
- La fauna. Sul lago si vedono i coccodrilli sulle rive, gli aironi, i pellicani, i falchi pescatori; sul Nilo, a nord della diga, i coccodrilli non ci sono più.
- Chi c’è. Sul Nilo tutti; sul lago chi torna, chi legge, chi ama i posti vuoti.
La conclusione onesta: il lago non sostituisce il Nilo, lo completa. Chi ha una settimana fa il Nilo, che ha i monumenti che tutti vengono a vedere: la crociera sul Nilo. Chi ha dieci giorni o torna per la seconda volta aggiunge il lago, spesso in coda, con le due crociere che si incastrano ad Assuan. I tre modi di navigare il fiume, per chi vuole il confronto completo, sono in feluca, dahabiya o motonave.

Quando, quante notti, a chi conviene
Quando. Da ottobre ad aprile, con le navi che d’estate riducono o fermano il servizio per il caldo. Le settimane del 22 febbraio e del 22 ottobre sono le più richieste per il sole di Abu Simbel; novembre e marzo hanno il clima migliore sul ponte. Il quadro delle stagioni dell’Alto Egitto è in quando andare in Alto Egitto.
Quante notti. Tre da Assuan ad Abu Simbel, o quattro nel senso inverso da Abu Simbel ad Assuan, con l’imbarco nell’uno o nell’altro porto secondo la nave e la settimana; chi sale ad Abu Simbel ci arriva in aereo o in auto da Assuan e sbarca vicino alla diga. Il senso non cambia le visite, cambia solo se Abu Simbel è l’inizio o il finale, e noi consigliamo il finale.
A chi conviene. A chi ha già fatto il Nilo e vuole l’altra metà; a chi vuole Abu Simbel con calma, con il tramonto e l’alba, e non in una mattinata di corsa; a chi ama il silenzio, la lettura sul ponte e i posti in cui non c’è nessuno; a chi si interessa di archeologia e vuole i templi spostati che i libri raccontano; alle coppie, e ai viaggiatori meno giovani, per il ritmo lento e le tappe brevi: il viaggio per senior. Meno adatta ai bambini piccoli, che dopo un giorno di acqua e deserto si annoiano, e a chi ha una sola settimana. Il modo in cui combiniamo le due crociere, con Assuan in mezzo, è in le escursioni da Assuan e in Egitto in 10 giorni.
Domande frequenti
Che cos’è il lago Nasser?
Il bacino artificiale creato dalla Grande Diga di Assuan, lungo cinquecento chilometri fra l’Egitto e il Sudan, che ha sommerso la Nubia storica. Sulle sue rive stanno i templi spostati dall’UNESCO per salvarli dalle acque, Abu Simbel compreso.
Che cosa si vede in una crociera sul lago Nasser?
I templi nubiani che non si raggiungono in altro modo: Kalabsha, Beit el-Wali e il chiosco di Qertassi; Wadi el-Seboua, Dakka e Maharraqa; Amada, Derr e la tomba di Pennut; la fortezza di Qasr Ibrim dall’acqua; e Abu Simbel dal lago, con il tramonto e l’alba sulla facciata.
Quanto dura?
Tre notti da Assuan ad Abu Simbel o quattro nel senso inverso, con imbarco ad Assuan o ad Abu Simbel. Il senso e le notti dipendono dalla nave e dalla settimana.
È diversa dalla crociera sul Nilo?
Molto: il lago è un mare interno fra due deserti, senza villaggi, senza traffico, senza altre navi; i templi sono pochi, remoti e quasi sempre vuoti; la nave è una delle poche in servizio; il silenzio è la cosa che si ricorda.
Sostituisce la crociera sul Nilo?
No, la completa: il Nilo ha Luxor, Karnak, la Valle dei Re, Edfu e Kom Ombo; il lago ha la Nubia. Chi ha una settimana fa il Nilo; chi torna, o ha dieci giorni, aggiunge il lago.
Quando si fa?
Da ottobre ad aprile, con le navi che d’estate riducono o fermano il servizio. Le date del 22 febbraio e del 22 ottobre, con il sole nel santuario di Abu Simbel, sono le più richieste.
Si vedono animali?
Sì, più che sul Nilo: coccodrilli sulle rive sabbiose, aironi, pellicani, falchi pescatori, e i pesci di cui il lago è pieno. È anche un lago di pesca sportiva, con il persico gigante.
A chi conviene?
A chi ha già fatto il Nilo, a chi ama i posti vuoti e il silenzio, a chi vuole vedere Abu Simbel con calma e non in una mattinata di corsa, e a chi cerca la Nubia dei templi spostati che i libri raccontano.