Una nave da crociera naviga sul Nilo davanti alle colline tebane

Crociera sul Nilo 5 stelle: cosa distingue davvero le navi di lusso

Sul Nilo la classificazione a cinque stelle dice pochissimo. In Egitto le imbarcazioni da crociera sono registrate come alberghi galleggianti e quasi tutte quelle in servizio fra Luxor e Assuan portano la stessa categoria. La distanza fra una barca in cima al mercato e una qualsiasi si misura altrove: nella larghezza della cabina, nei metri di ponte per passeggero, nel numero di ospiti a bordo e in chi vi accompagna dentro i templi.

Sul Nilo le stelle non vogliono dire quello che pensate

In Egitto le navi del Nilo non vengono classificate come navi. Sono registrate come alberghi galleggianti e la categoria gliela assegna il ministero del turismo egiziano. Nella pratica quasi tutte le imbarcazioni in servizio commerciale fra Luxor e Assuan portano cinque stelle: è la soglia per operare, non un giudizio su come si sta a bordo.

Da qui discendono due cose. La prima: due barche con lo stesso numero di stelle possono essere separate da vent’anni di età e da un rifacimento completo degli interni. La seconda: nessun ente europeo verifica quella categoria e non esiste una scala comune con l’albergo che prenotate in Italia. Mettere a confronto le stelle di una motonave e le stelle di un hotel di Roma non porta da nessuna parte.

Quando leggete cinque stelle deluxe, oppure cinque stelle lusso, state leggendo una definizione commerciale scritta da chi vende la barca. Non è per forza falsa. Semplicemente non è verificabile da fuori, e per questo conviene guardare le cose che si possono contare. Sono cinque o sei, sono tutte scritte da qualche parte, e chi vende la crociera le sa. Il quadro generale della formula sta nella nostra guida alla crociera sul Nilo.

Il primo pilone del tempio di Luxor con l'obelisco e i colossi di Ramses II

La cabina: quanti metri sono e se la finestra si apre

Gli scafi del Nilo sono stretti, intorno agli undici metri, perché devono passare dalla chiusa di Esna. Da quella misura discende quasi tutto il resto. Le cabine stanno tutte sui fianchi, affacciate sul fiume, con un corridoio nel mezzo. Cabine interne non ne esistono, ed è il motivo per cui anche la categoria base ha una finestra.

La domanda vera è se quella finestra si apre. Sui ponti bassi si trovano spesso vetrate fisse, montate vicino al pelo dell’acqua, che vi lasciano guardare il fiume da dietro un vetro chiuso. Salendo di ponte compaiono le portefinestre scorrevoli e i balconi alla francese, dove la vetrata si apre per intero e la cabina prende l’aria del fiume. Su una crociera di quattro notti, in cui le ore centrali si passano a bordo, è la differenza che si sente di più.

L’altra misura da chiedere è la superficie in metri quadrati. Fra una cabina standard e una suite lo scarto non sta nella qualità dei tessuti, sta nello spazio e nella posizione. Le suite stanno quasi sempre a prua sul ponte alto, lontano dai motori e dal rumore di poppa. Se avete il sonno leggero è quello il criterio da usare, non l’arredamento.

Se siete in tre o in quattro chiedete come sono disposti i letti prima di confermare. Cambia da barca a barca e dalle fotografie non si capisce mai. La pianta dei ponti ce l’hanno tutti gli armatori: fatevela mandare. È l’unico documento che dice la verità sulla posizione della vostra cabina, e le voci che spostano il preventivo sono elencate in quanto costa una crociera sul Nilo.

Il ponte sole: quanto spazio tocca a ciascuno

Il ponte sole è il posto dove si passa gran parte del tempo libero e la sua superficie è fissata dallo scafo. Non cresce se la barca imbarca più passeggeri. Il numero che conta quindi non è quanti lettini ci sono, ma quanti passeggeri ci sono per ogni lettino.

Su una motonave grande, con un centinaio di ospiti e oltre, nelle ore di navigazione il ponte si riempie e i posti all’ombra finiscono presto. Su una barca da venti persone il problema non si presenta. Guardate soprattutto la copertura: un ponte senza tenda è inutilizzabile fra le undici e le quattro da marzo in avanti, e in quel caso la piscina non vi serve, perché nessuno resta fuori a prendere quel sole. Il calendario delle temperature è in quando andare in Alto Egitto.

Sulle piscine conviene ridimensionare le aspettative in partenza. Quasi tutte le vasche del Nilo sono piccole e poco profonde, buone per rinfrescarsi e non per nuotare. Se cercate una vasca vera state cercando un’altra vacanza, e quella parte del viaggio si fa dopo, sulla costa: le due stagioni non coincidono, come spieghiamo in Nilo o Mar Rosso.

Dahabiya bianca in navigazione sul Nilo con le tende chiare del ponte superiore

Quante persone ci sono a bordo

Il numero di cabine è il dato singolo che cambia di più la settimana. Le motonavi classiche stanno spesso fra le cinquanta e le ottanta cabine. Le dahabiye a vela ne hanno in genere otto o dieci, per un massimo di sedici o venti ospiti.

La differenza si vede a terra, non a bordo. A Edfu una nave piena scarica tutti sullo stesso molo e il gruppo si divide fra le carrozze che portano al tempio: fra sbarco, code e riconteggio passa un bel pezzo di mattina prima ancora di entrare. Con venti persone si scende, si sale e si è dentro. Vale lo stesso per i pasti: sopra una certa capienza il ristorante lavora su due turni, e i turni decidono l’orario delle visite, non il contrario.

Poi c’è la questione degli ormeggi. A il tempio di Horus a Edfu e a il tempio doppio di Kom Ombo le banchine sono poche e le navi si legano una accanto all’altra, tre o quattro in fila. Se siete quella all’esterno vedete il fiume. Se siete quella all’interno, per una notte guardate dentro la cabina di qualcun altro e tenete la tenda chiusa. Le barche piccole hanno approdi loro e spesso non dividono la banchina con nessuno.

Le otto domande da fare prima di confermare

Questa è la parte da tenere a portata di mano quando confrontate due proposte. Nessuna di queste domande è indiscreta e chi vende la barca conosce tutte le risposte.

1. In che anno è stato rifatto l’interno. Non l’anno di costruzione, l’anno dell’ultimo rifacimento. È il dato che separa due barche con la stessa categoria.

2. Quante cabine ha. Da qui ricavate il numero di ospiti e il ritmo di ogni sbarco.

3. La pianta dei ponti, con la vostra cabina segnata sopra. Posizione rispetto a motori, poppa, scale e ponte sole.

4. La finestra si apre oppure no. Domanda breve, risposta che vale tutta la settimana.

5. Le visite sono private o in gruppo. E se sono in gruppo, di quante persone al massimo.

6. Chi è la guida e in che lingua lavora. Nome, licenza, se resta con voi per tutto il percorso o cambia a ogni tappa.

7. Quali ingressi sono compresi. Sulla riva ovest di Luxor e ad Abu Simbel gli extra pesano, e gli importi sono governativi: li trovate in biglietti e orari dei templi.

8. A che ora si scende la mattina. È l’unica variabile che sposta davvero la qualità della visita, e la spieghiamo in alba e tramonto fra Luxor e Assuan.

Le navi da crociera ormeggiate sul Nilo al tramonto, con il tempio di Kom Ombo illuminato sulla riva alle loro spalle

Visita privata o gruppo da quaranta

Qui sta la distanza più larga fra l’alto e il resto del mercato, e non ha niente a che vedere con la barca. Due persone possono dormire sullo stesso ponte, mangiare nello stesso ristorante e fare due viaggi diversi, perché una scende con la propria guida e l’altra scende dentro un gruppo di quaranta.

Dentro un tempio la differenza si misura in minuti e in metri. Un gruppo grande si muove alla velocità del più lento, si ferma dove c’è spazio per stare in cerchio e sente la spiegazione da tre file indietro. In un gruppo da quaranta persone la sala ipostila si guarda in fondo alla coda. Da soli si sta dove serve stare, si torna indietro di dieci metri quando una parete merita, e si esce quando avete finito voi.

L’altra cosa che cambia è l’orario. Un programma privato può anticipare la sveglia e arrivare al sito all’apertura, quando la luce è bassa e i pullman non sono ancora scesi. Un programma di gruppo parte quando è pronto l’ultimo. In Alto Egitto, da marzo a ottobre, quell’ora e mezza di anticipo è la differenza fra visitare e sopportare. Come funzionano i programmi solo per voi lo trovate in tour privati in Egitto.

La guida è la voce di tutta la settimana

In Egitto la guida turistica ha una licenza rilasciata dallo Stato e chi accompagna dentro i siti deve averla. La licenza però stabilisce solo il minimo. La distanza fra una guida che recita la scheda e una che vi legge la parete davanti agli occhi è enorme, ed è la voce che vi resta addosso più dell’arredamento della cabina.

Un buon segnale è la capacità di rispondere fuori copione. Un tempio egizio si legge: la pianta si ripete, le figure hanno una grammatica, i cartigli si contano. Chi conosce il materiale accetta di fermarsi su una parete che non era in programma. Se volete arrivare preparati, abbiamo scritto come si leggono le pareti di un tempio e com’è fatta la pianta di un tempio.

L’altra domanda pratica è se la guida resta la stessa per tutto il percorso. Alcune formule cambiano accompagnatore a ogni scalo, e ogni volta ricominciate da capo con le presentazioni e con il livello delle spiegazioni. Una guida sola dal primo giorno all’ultimo costruisce un discorso che va avanti, e verso la fine può permettersi cose che il primo giorno non avrebbero senso.

Motonave grande o dahabiya a vela

Sono due mestieri diversi con lo stesso itinerario. La motonave ha motori, ponti multipli, ascensore su molte unità, ristorante seduto e un ritmo prevedibile: parte quando deve partire e arriva quando deve arrivare. La dahabiya ha due vele, poche cabine, e si muove con il fiume: verso sud spinge il vento che risale il Nilo, verso nord spinge la corrente. Il confronto dettagliato fra gli scafi è in feluca, dahabiya e motonave.

La dahabiya guadagna quello che le motonavi non possono avere. Attracca su banchi di sabbia dove le navi grandi non arrivano, si ferma in siti minori lungo il percorso e di notte non ha rumore di macchine. In cambio chiede più giorni per lo stesso tratto, ha meno partenze in calendario e dipende dal tempo: se il vento cala, il programma si riscrive in giornata.

Se il criterio è lo spazio pro capite e il silenzio, la barca a vela vince senza discussione. Se viaggiate con genitori anziani, con bagagli grandi o con l’idea di avere sempre gli stessi servizi, la motonave è la scelta ragionevole. Quello che non funziona è pagare la categoria alta di una nave grande sperando che assomigli a una barca piccola. Sono due prodotti diversi. Il quadro completo della fascia alta è in Egitto di lusso.

Una nave da crociera naviga sul Nilo lungo le colline dell'Alto Egitto

Dove il lusso si vede e dove non si vede

Le cose che si notano nelle fotografie sono quasi sempre quelle che contano meno. Il marmo della hall, la forma della piscina e il nome del ristorante non cambiano la settimana. Quello che la cambia è l’ora della sveglia, quante persone camminano dietro alla stessa guida, quanto spazio avete quando la barca naviga e se la notte dormite.

Un buon banco di prova è la giornata di Edfu e Kom Ombo. Le due tappe sono vicine e quasi tutti le fanno lo stesso giorno. Su una formula alta si scende presto a Edfu, si torna a bordo per il caldo e si arriva a Kom Ombo nel tardo pomeriggio, quando il tempio doppio si riempie di luce calda e i gruppi sono già passati. Su una formula standard si arriva a Edfu insieme a tutti gli altri e a Kom Ombo si entra nell’ora peggiore.

Se dovessimo scegliere una sola cosa su cui spendere di più, sceglieremmo la visita privata, non la cabina. Se dovessimo sceglierne due, aggiungeremmo il ponte alto con la vetrata che si apre. Il resto si può ridurre senza che il viaggio ne risenta. Se volete che guardiamo insieme due proposte concrete, scriveteci su WhatsApp al 201029581851 oppure passate da richiedi un preventivo.

Domande frequenti

Tutte le navi del Nilo sono davvero a cinque stelle?

Quasi tutte quelle in servizio commerciale portano quella categoria, assegnata in Egitto agli alberghi galleggianti. È il requisito per operare e non descrive lo stato della barca. Due unità con lo stesso numero di stelle possono avere vent’anni di differenza.

Qual è la differenza fra cinque stelle e cinque stelle deluxe?

Deluxe, lusso e superior sono etichette commerciali usate da chi vende, non gradi ufficiali. Servono a distinguere le unità più recenti da quelle più vecchie, ma non sono verificate da nessuno. Chiedete l’anno dell’ultimo rifacimento degli interni: quello è un dato controllabile.

Conviene la suite o basta una cabina di ponte alto?

Su un itinerario classico in cabina ci si dorme e ci si cambia, il tempo vero si passa sul ponte e a terra. Una buona cabina di ponte alto, lontano da poppa e con la vetrata che si apre, rende quasi quanto una suite. La suite ha senso se restate a bordo molte ore o se siete in più di due.

Quante persone ci sono su una motonave del Nilo?

Le unità classiche hanno spesso fra cinquanta e ottanta cabine, quindi ben oltre il centinaio di ospiti a pieno carico. Le dahabiye a vela si fermano a otto o dieci cabine. Il numero decide i turni dei pasti, i tempi di sbarco e quanto spazio resta sul ponte sole.

Le escursioni di una crociera di lusso sono private?

Non automaticamente, ed è l’errore più comune. Molte formule di fascia alta prevedono comunque visite in gruppo. La visita privata va chiesta e messa per iscritto nel programma, altrimenti scendete con tutti gli altri.

Meglio una nave nuova o una dahabiya più semplice?

Dipende da cosa vi dà fastidio. Se vi pesa la folla e il rumore dei motori, la barca a vela è meglio anche quando gli interni sono meno ricchi. Se volete servizi sempre uguali, orari fissi e nessuna sorpresa legata al vento, la motonave recente è la scelta più solida.

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