
Viaggio in Egitto per senior: il ritmo giusto, i siti facili, la stagione e un programma che non stanca
Una parte grande dei nostri viaggiatori ha più di sessantacinque anni, e non è un caso: l’Egitto è un viaggio che chiede curiosità e tempo, e chi è in pensione ha tutte e due. Quello che non chiede, se lo si organizza bene, è la corsa. Il fiume porta l’albergo da un sito all’altro mentre si dorme, i templi si visitano al fresco del mattino, il pomeriggio si passa sul ponte, e la sera si è già dove si deve essere. Questa guida spiega il ritmo che funziona, quali siti sono facili e quali no, la stagione, le regole pratiche per il caldo, il cibo e le medicine, e un programma di dieci giorni con i tempi veri, pensato per chi vuole vedere tutto senza tornare a casa più stanco di quando è partito.
Il ritmo che funziona
La regola è una, e vale per tutto il viaggio: un sito grande per mezza giornata, e la mezza giornata giusta è la mattina. Si parte presto, quando i siti sono freschi e vuoti, si visita con calma per due o tre ore, si pranza a lungo, e il pomeriggio è libero: la nave che naviga, la piscina, un tè sul ponte, un riposo in cabina. La sera, se c’è energia, un tempio illuminato o una passeggiata; se non c’è, la cena e basta.
Il contrario, sei siti in un giorno con il pranzo in piedi, è il ritmo dei gruppi e delle escursioni da mezza giornata, ed è il motivo per cui molte persone tornano dall’Egitto dicendo che è faticoso. Non lo è: lo è quel modo di farlo. Con il ritmo giusto si vede tutto quello che conta, e lo si vede meglio, perché lo si guarda.
Due accorgimenti che fanno la differenza: la guida che cammina al vostro passo e sceglie il percorso corto quando ce n’è uno, e l’auto che aspetta all’uscita del sito, non al parcheggio lontano. Sono cose che un tour privato dà e un gruppo no: tour privati in Egitto.

La nave come casa
Per un viaggiatore che non vuole fare e disfare la valigia ogni giorno, la crociera sul Nilo è la soluzione migliore che l’Egitto offra: si sale a bordo a Luxor, si disfa la valigia una volta, e per quattro o cinque giorni la nave si sposta mentre si dorme e si ferma dove si visita. La cabina è la stessa, il ristorante è lo stesso, il personale impara come si prende il caffè.
Tre cose da chiedere quando si sceglie la nave. L’ascensore, che alcune navi hanno e molte no, e che elimina le scale fra la cabina, il ristorante e il ponte sole. La cabina sul ponte del ristorante o vicino all’ascensore. Una nave non troppo grande, dove la passerella e i corridoi sono corti e il personale è lo stesso per tutto il viaggio. Le differenze fra le navi sono in crociera sul Nilo a 5 stelle; per chi vuole il silenzio, la dahabiya, la barca a vela con poche cabine, è un’alternativa che molti senior scelgono: feluca, dahabiya o motonave.

I siti facili e quelli che chiedono gambe
Non tutti i siti sono uguali, e saperlo prima permette di scegliere.
- Facili, in piano, con poca strada: il tempio di Luxor, Edfu, Abu Simbel, il Grande Museo Egizio, che ha rampe e ascensori, la terrazza della Sfinge, i Colossi di Memnone, Philae una volta sull’isola, Kom Ombo una volta in cima.
- Lunghi ma in piano: Karnak, che è enorme e si fa con soste all’ombra, e il piazzale di Giza, dove però le navette elettriche del sito portano ai punti panoramici.
- Con scale o pendenze: le tombe della Valle dei Re e delle Regine, alcune ripide e altre in discesa dolce, che la guida sceglie; il tempio di Hatshepsut, con le rampe lunghe e il trenino dal parcheggio; la salita da molo a tempio a Kom Ombo.
- Da saltare senza rimpianti: l’interno delle piramidi, che è un corridoio basso e ripido con poco da vedere in fondo, e il cammello, che è un problema di salita e discesa più che di viaggio.
Chi ha una mobilità davvero ridotta, con una sedia o un bastone, trova la mappa completa in Egitto con mobilità ridotta.

La stagione giusta
Per chi non ha vincoli di ferie, la stagione è la prima scelta da fare, e la più facile: da metà ottobre a metà aprile, e dentro questa finestra i mesi migliori sono novembre, la seconda metà di gennaio, febbraio e marzo, quando il clima è perfetto e i picchi di Natale e di Pasqua sono lontani. L’estate va evitata: a Luxor e Assuan il caldo è tale che anche i giovani visitano solo all’alba.
Il vantaggio di chi è in pensione è che può scegliere anche i giorni della settimana: i siti nei giorni feriali sono più tranquilli, e le navi che partono a metà settimana sono spesso meno piene. Il quadro mese per mese è in quando andare in Alto Egitto.
Le regole per il caldo e il sole
In inverno il caldo non è un problema, ma il sole lo è sempre, e le regole sono poche e vanno seguite tutte.
- Le visite presto. All’apertura dei siti la luce è bassa, l’aria è fresca e la folla non c’è. A mezzogiorno si è già a pranzo.
- Cappello, occhiali, crema. Sempre, anche a febbraio: il sole dell’Alto Egitto non ha niente in comune con quello italiano.
- Acqua, prima di avere sete. Una bottiglia in mano dalla mattina, e la guida che ne ha altre in auto.
- L’ombra ogni mezz’ora. Nei templi c’è sempre una colonna, un portico, una sala; la guida conosce i posti dove sedersi.
- Il pomeriggio a riposo. Non è tempo perso: è il tempo in cui la nave naviga e il paesaggio passa.
- Le albe fredde. D’inverno la mongolfiera e il ponte alle sei chiedono un pile: cosa mettere in valigia.

Cibo, acqua e medicine
Le regole del cibo e dell’acqua sono le stesse per tutte le età, e per i senior vale la pena rispettarle con più attenzione, perché un giorno di stomaco in disordine pesa di più.
- Acqua in bottiglia, sempre, anche per lavarsi i denti. Sulle navi e negli alberghi il ghiaccio è fatto con acqua filtrata e va bene: acqua in Egitto e che cosa bere.
- Cibo cotto e caldo, frutta che si sbuccia, e verdure crude solo negli alberghi e sulle navi, dove vengono lavate con acqua trattata.
- Le medicine dall’Italia, per tutto il viaggio più qualche giorno, con la ricetta o un foglio del medico che ne elenca i nomi. Le farmacie egiziane sono ovunque e ben fornite, ma i nomi commerciali sono diversi e non conviene cercare corrispondenze sul posto.
- Una visita dal proprio medico prima di partire, con il programma in mano, per il parere sulle vaccinazioni e sul viaggio in generale: vaccinazioni e salute in Egitto.
- Un’assicurazione con copertura sanitaria, fatta in Italia, senza eccezioni.

Alberghi, nave e trasferimenti: che cosa chiedere
- Al Cairo, un albergo a Giza con vista sulle piramidi toglie un’ora di traffico la mattina della visita e regala la vista a colazione. Per il museo e la città vecchia si va in auto comunque.
- La camera con l’ascensore vicino e, se serve, il bagno con la doccia in piano: le catene internazionali ce l’hanno, e va chiesta per nome.
- I voli interni al posto del treno notturno: il treno è romantico ma ha le cuccette in alto e i corridoi stretti. Un’ora di volo, e si è a Luxor riposati.
- Abu Simbel in aereo, non con tre ore di auto all’alba: Abu Simbel.
- L’assistenza in aeroporto, che si prenota con la compagnia aerea e vale anche senza disabilità: con la carrozzina i controlli e le distanze del Cairo si fanno senza fatica.
- La guida che parla italiano davvero, con cui si parla prima di partire. È la persona con cui si passerà più tempo.
Da soli, in coppia, con i figli adulti
Molti dei nostri viaggiatori senior vengono in coppia, molti da soli, e sempre più spesso con i figli adulti e i nipoti, in un viaggio a tre generazioni che l’Egitto rende facile: la nave tiene tutti insieme senza obbligare nessuno a fare tutto, e ognuno ha il suo ritmo. Chi viene da solo trova nella guida e nell’autista una compagnia discreta e nella nave una tavola dove non si mangia mai da soli.
Per le coppie, l’Egitto d’inverno è uno dei viaggi che più spesso ci viene chiesto per un anniversario o per la pensione appena arrivata, e con ragione: le idee per una coppia valgono a tutte le età. Per chi porta i nipoti, il programma si costruisce sulle stesse basi con qualche aggiunta: Egitto con bambini.

Un programma di dieci giorni senza fretta
- Giorno 1: arrivo al Cairo, accoglienza in aeroporto, albergo a Giza. Sera libera.
- Giorno 2: piramidi e Sfinge all’apertura, con le navette elettriche fino ai punti panoramici. Pranzo lungo. Pomeriggio: il Grande Museo Egizio, con calma, o riposo.
- Giorno 3: il museo, se non fatto, oppure il Cairo islamico la mattina con un tratto a piedi corto. Pomeriggio libero.
- Giorno 4: volo per Luxor, albergo sulla riva. Sera: il tempio di Luxor illuminato, in piano.
- Giorno 5: Valle dei Re all’apertura, due o tre tombe scelte, Hatshepsut con il trenino, i Colossi dalla strada. Pranzo, e imbarco sulla nave nel pomeriggio.
- Giorno 6: Karnak la mattina, con soste. Navigazione nel pomeriggio.
- Giorno 7: Edfu in carrozza, in piano. Navigazione. Kom Ombo al tramonto, con la salita fatta con calma.
- Giorno 8: arrivo ad Assuan. Philae in barca, la diga dalla terrazza. Feluca al tramonto.
- Giorno 9: Abu Simbel in aereo, la mattina. Pomeriggio in cabina o in un giardino di Assuan.
- Giorno 10: volo per il Cairo e rientro in Italia.
Nessun giorno ha più di un sito grande la mattina e uno piccolo o niente il pomeriggio, e la valigia si apre due volte: a Giza e sulla nave. Le versioni con più giorni, che aggiungono il Mar Rosso o una notte ad Abu Simbel, sono in Egitto in 10 giorni; la struttura più corta, per chi ha una settimana, in Egitto in 7 giorni.
Domande frequenti
L’Egitto è un viaggio faticoso?
Può esserlo, se lo si fa come lo fanno i gruppi, con sei siti al giorno. Fatto con il ritmo giusto, un sito grande per mezza giornata, la nave come albergo e le ore calde a riposo, è uno dei viaggi più riposanti che si possano fare, perché il fiume fa il lavoro.
Qual è la stagione giusta?
Da metà ottobre a metà aprile, con novembre, febbraio e marzo come mesi migliori: clima mite, folla gestibile, luce bella. L’estate va evitata; le feste di fine anno vanno bene ma sono piene.
Quanto si cammina?
Meno di quanto si teme. Karnak e la Valle dei Re sono i siti lunghi, un paio di chilometri con soste; gli altri sono compatti. Con l’auto che aspetta all’uscita e la guida che sceglie il percorso, una persona che cammina un’ora al giorno in Italia sta bene.
Ci sono scale?
Nelle tombe sì, e sono ripide: se ne scelgono due o tre in discesa dolce. Nei templi quasi no. Dentro le piramidi sì, molte, e non è una visita necessaria. Sulle navi senza ascensore ci sono le scale fra i ponti: si sceglie una nave con l’ascensore.
E il caldo?
In inverno non è un problema, e le mattine sono fresche. Le regole sono le stesse per tutti: visite presto, cappello, acqua sempre, ombra a mezzogiorno, e il pomeriggio sul ponte.
Che cosa si mangia, e l’acqua?
Sulla nave e negli alberghi la cucina è internazionale e sicura; in città si mangia nei ristoranti consigliati dalla guida. L’acqua è sempre in bottiglia, anche per i denti, e il ghiaccio negli alberghi e sulle navi è fatto con acqua filtrata.
Le medicine?
Si portano dall’Italia, in quantità per tutto il viaggio più qualche giorno, con la ricetta. Le farmacie egiziane sono ovunque e ben fornite, ma i nomi commerciali sono diversi. Per il resto vale il parere del proprio medico prima di partire.
Da soli o in gruppo?
Privato, con guida e autista per voi, che decidono l’orario con voi e non per voi. È la differenza fra un viaggio che stanca e uno che riposa, e per chi ha tempo è la scelta naturale.