


Distanze misurate, non stimate
Mar Rosso con bambini: la scelta la fa la durata della gita
Con i bambini il vincolo non è l’albergo: è quanto dura la giornata fuori. Abbiamo misurato ogni tratta sul grafo stradale di OpenStreetMap, e fra una base e l’altra si perdono o si guadagnano ore intere.
La costa è una scala, e con i bambini si sente
| Base | Distanza da Luxor | Guida per tratta | Solo viaggio, A/R |
|---|---|---|---|
| Hurghada | 293,6 km | 3,7 ore | 7,5 ore |
| Makadi Bay | 264,3 km | 3,6 ore | 7,2 ore |
| Soma Bay | 258,5 km | 3,4 ore | 6,8 ore |
| Safaga | 237,9 km | 3,1 ore | 6,2 ore |
| Sharm el-Sheikh, per confronto | 1025,2 km | 12,4 ore | 24,7 ore |
Scendendo verso sud lungo la costa continentale la strada verso i templi si accorcia a ogni tappa, senza eccezioni: 293,6 km da Hurghada, 264,3 da Makadi Bay, 258,5 da Soma Bay, 237,9 da Safaga. Fra la prima e l’ultima ci sono quasi due ore di viaggio in meno sull’andata e ritorno.
Per due adulti è un dettaglio. Con un bambino di sei anni è la differenza fra una gita e una giornata storta. Il quadro completo della scala è in Makadi Bay e Safaga, e il confronto fra tutte le basi in quanto dista Luxor dal Mar Rosso.
Dal Sinai la gita ai templi non esiste
Vale la pena dirlo prima di prenotare: da Sharm el-Sheikh Luxor è a 1025,2 km, circa 12,4 ore di guida per tratta. Non è una gita lunga, non è una gita. Se il viaggio prevede anche i templi e ci sono bambini, la costa continentale è l’unica scelta sensata; il perché è geografico ed è spiegato in Sharm o Hurghada.
La parte che funziona senza gite
Il vantaggio vero del Mar Rosso con i bambini è che la barriera comincia dalla spiaggia: non serve una barca, non serve un’escursione, si entra in acqua e i pesci ci sono. Che cosa si vede e perché questo mare si comporta così lo raccontiamo in la barriera corallina del Mar Rosso.
È anche il motivo per cui una sola escursione ben scelta basta: il resto della vacanza si regge da solo. Come organizzare le giornate quando fa caldo, e perché le visite brevi sono un vantaggio, sta in l’Egitto con i bambini.
In pratica
Se i templi contano, dormite più a sud: Safaga o Soma Bay tolgono ore alla giornata rispetto a Hurghada, a parità di mare. Se contano solo mare e piscina, la scelta torna a essere il resort e il quadro della costa è in Mar Rosso.
Volete che la giornata sia costruita sui vostri figli e non sull’orario del pullman? Partiamo da viaggi su misura.
Metodo: percorso stradale reale calcolato con il motore di routing OSRM sui dati OpenStreetMap, non distanza in linea d’aria. I tempi sono a scorrimento libero: senza traffico, soste o controlli. Con i bambini le soste ci sono sempre, quindi consideratelo un minimo teorico e non un orario. Quello che resta valido è il confronto fra una base e l’altra.
L’età dei bambini pesa più della base che si sceglie
Sotto i cinque anni la gita ai templi non ha senso da nessuna base della costa, nemmeno dalla più vicina: sono ore di macchina in cambio di qualcosa che a quell’età non lascia traccia. Meglio giocarsi tutto sul mare e sulla piscina, e tenere il viaggio corto. Fra i sei e i nove anni la giornata lunga diventa possibile, a patto di ridurla a un luogo solo, con tempi comodi e senza elenchi da spuntare. Dai dieci in su i templi cominciano a funzionare per davvero, soprattutto se qualcuno racconta le storie invece di elencare le dinastie.
Questo sposta la scelta della base molto più di quanto la sposti la differenza in chilometri. Con bambini piccoli si sceglie il resort e si ignorano le distanze, perché tanto non si esce. Con ragazzi che reggono una giornata fuori si sceglie la posizione, e allora ogni ora risparmiata sulla strada pesa. Il quadro d’insieme, con le età e le cose che tengono, è in un viaggio in Egitto con i bambini.
Come si organizza la giornata fuori senza farla saltare
La partenza prima dell’alba è la parte che spaventa i genitori, e in pratica è la più facile: i bambini si riaddormentano appena la macchina si muove e recuperano quasi tutto il sonno perso. La parte difficile arriva a metà mattina, quando il caldo sale e l’attenzione cala insieme. Chi mette il luogo più impegnativo per primo, e lascia il resto al pomeriggio, ottiene molto più di chi segue l’ordine stampato sul programma.
Tre accorgimenti reggono meglio di qualunque altro. Il primo è portare acqua propria in quantità, senza contare sulle fermate. Il secondo è mangiare presto, prima che arrivi la fame nervosa. Il terzo è decidere in anticipo che cosa si salta, così quando il momento arriva non si discute davanti a tutti. Sul primo punto conviene sapere che acqua si beve in Egitto prima ancora di fare la valigia.
Il caldo con i bambini non si combatte, si aggira
Sulla costa il caldo è meno duro che nella valle del Nilo, perché il mare tiene, ma nelle ore centrali resta pesante per chiunque abbia meno di dieci anni. La regola che funziona è banale e quasi nessuno la applica: mattina fuori, pomeriggio all’ombra o in acqua, sera di nuovo fuori. Portare un bambino a camminare sotto il sole a mezzogiorno per rispettare un programma è il modo più rapido per rovinare due giorni, quello e quello dopo.
Cambia anche il modo in cui il caldo si sente a seconda di dove ci si trova, perché l’aria secca dell’interno e l’umidità della costa si sopportano in modo diverso a parità di gradi. Il confronto misurato è nella differenza fra caldo secco e caldo umido. Sul mese in cui partire, che con i bambini conta più della scelta dell’albergo, il quadro completo è in quando conviene andare sul Mar Rosso.
Snorkeling in famiglia: che cosa serve e che cosa no
Serve una maschera della misura giusta, e la misura giusta è quella che tiene senza stringere la cinghia. È l’unica cosa che conviene portare da casa, perché una maschera che imbarca acqua trasforma il bagno in un pianto. Serve una maglietta da acqua a maniche lunghe, che protegge la schiena molto meglio di una crema riapplicata a intervalli che nessuno rispetta. Servono le scarpette, perché il fondo vicino alla barriera non perdona i piedi nudi.
Non serve una barca, ed è questo che rende questo mare adatto ai bambini. Non servono le pinne, che sotto riva creano più problemi di quanti ne risolvano. E non serve toccare niente: il corallo si rovina al primo appoggio e taglia la pelle, quindi la frase da ripetere prima di entrare è che si guarda con le mani lungo i fianchi. Come è fatto quel fondale, e che cosa ci si vede davvero, lo racconta la barriera corallina del Mar Rosso.
Il vento del pomeriggio, che quasi nessuno mette in conto
Lungo questa costa il vento dominante viene da nord e si rinforza dopo mezzogiorno. Con i bambini si traduce in una cosa concreta: il mare fermo è quello della mattina presto. Chi programma lo snorkeling dopo pranzo trova spesso onda corta e acqua meno limpida vicino a riva, e con i piccoli l’uscita finisce prima ancora di cominciare.
Sulle uscite in barca il discorso è lo stesso, con in più il mal di mare, che a bordo di un bambino di sei anni si gestisce male. Il funzionamento del vento, e i mesi in cui insiste di più, sono spiegati nel vento lungo le coste egiziane. Sapendolo, si sposta lo snorkeling alle prime ore e si tiene il pomeriggio per la piscina, che è esattamente il contrario di quello che fa la maggior parte delle famiglie.
La settimana che regge, giorno per giorno
Il giorno dell’arrivo non conta: si sistema la stanza, si guarda il mare e si va a letto presto. I due successivi sono di sola spiaggia, perché servono a far ambientare i piccoli e a capire dove si entra in acqua senza farsi male sul fondo. La gita lunga sta bene al quarto giorno, quando il ritmo si è assestato e restano ancora giornate per recuperare dopo. Il giorno seguente si resta dentro l’albergo senza sensi di colpa, e da lì in avanti si alterna il mare a qualche uscita corta.
La giornata prima del rientro va tenuta libera e vicina alla stanza. È la regola che salva le partenze, perché una valigia fatta di corsa con bambini stanchi trasforma la fine di una vacanza riuscita in un ricordo storto. Chi ha soltanto quattro o cinque notti taglia l’uscita lunga e tiene tutto sul mare: è una scelta meno ambiziosa, e con bambini piccoli rende molto più di qualunque programma pieno.
Gli errori che si ripetono nelle prenotazioni di famiglia
Il primo è prenotare nel Sinai e comprare la gita ai templi dopo, scoprendo sul posto che non è una gita ma un trasferimento di un giorno intero. Il secondo è mettere l’uscita lunga il giorno dopo l’arrivo, quando i bambini non hanno ancora recuperato: la stessa identica gita, spostata di due giorni, va molto meglio. Il terzo è comprare un programma con tre luoghi dentro pensando che sul posto si possa saltarne uno al volo. Si può, ma il gruppo va avanti lo stesso e si finisce per rincorrere qualcuno che ha fretta.
Il quarto è il più sottile: scegliere l’albergo prima della base. L’ordine giusto è deciso da che tipo di vacanza si vuole, poi da quale tratto di costa la rende possibile, e solo alla fine da dove si dorme. Fatto al contrario, capita di ritrovarsi con una struttura perfetta a sette ore di viaggio dai templi che si volevano vedere. Su come si mette insieme il resto del programma, tappa per tappa, aiuta come organizzarsi in Egitto con bambini.
Quello che serve davvero nel bagaglio dei bambini
La maschera decide tutto. Una maschera troppo grande imbarca acqua, e dopo cinque minuti il bambino ha deciso che lo snorkeling non fa per lui: si prova a casa, appoggiandola sul viso senza elastico e inspirando dal naso, e se resta attaccata da sola la misura è quella giusta. Poi serve una maglia in lycra a maniche lunghe, perché un bambino che galleggia a pancia in giù prende sole sulla schiena per un’ora intera e nessuna crema regge quel ritmo. Terza cosa, le scarpe da acqua: in molti punti si entra dove il fondo non è soltanto sabbia, e con i piedi protetti si smette di discutere. Il resto è cappello con la tesa, occhiali da sole e una borraccia. L’elenco completo sta qui: che cosa portare per un viaggio in Egitto, mentre le abitudini che tengono in piedi la giornata stanno nella pagina su viaggiare in Egitto con i bambini.
Domande frequenti sul Mar Rosso con i bambini
Qual è la base migliore sul Mar Rosso con i bambini?
Se volete anche i templi, una delle basi più a sud: da Safaga Luxor è a 237,9 km contro i 293,6 di Hurghada, e sull’andata e ritorno sono quasi due ore in meno. Se restate al mare, decide il resort.
Si può portare un bambino a Luxor in giornata?
Dalla costa continentale sì, mettendo in conto circa 6,2 ore di solo viaggio dalla base più vicina. Dal Sinai no: da Sharm sono 1025,2 km.
Serve una barca per lo snorkeling?
Spesso no: in buona parte della costa la barriera parte dalla spiaggia, ed è il motivo per cui questo mare funziona bene con i bambini.
Meglio Sharm o la costa continentale con i bambini?
Per il solo mare sono entrambe valide. Se nel viaggio ci sono i templi, la costa continentale, perché dal Sinai Luxor è a 1025,2 km.
Questi tempi comprendono le soste?
No, sono tempi a scorrimento libero, cioè il minimo teorico. Con i bambini la giornata reale è più lunga: usateli per confrontare le basi, non come orario.
Diteci le età dei bambini e le date: scegliamo la base che accorcia le giornate invece di allungarle.
