


Dati misurati, non stimati
Quando andare al Mar Rosso: che cosa dice la temperatura dell’acqua
Tutti parlano di clima, quasi nessuno pubblica la temperatura dell’acqua. Abbiamo preso un anno intero di misurazioni giornaliere su tre punti della costa: il mare non segue l’aria, la insegue con due mesi di ritardo.
Il mare arriva in ritardo sull’aria
| Mese | Hurghada | Sharm el-Sheikh | Marsa Alam |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 22,1 °C | 23,4 °C | 21,7 °C |
| Febbraio | 20,8 °C | 22,5 °C | 20,9 °C |
| Marzo | 21,9 °C | 22,8 °C | 22,1 °C |
| Aprile | 22,9 °C | 23,8 °C | 23,7 °C |
| Maggio | 24,5 °C | 25,1 °C | 25,4 °C |
| Giugno | 25,9 °C | 26,8 °C | 27,5 °C |
| Luglio | 28,8 °C | 29,3 °C | 30,1 °C |
| Agosto | 29,2 °C | 30,0 °C | 30,6 °C |
| Settembre | 27,8 °C | 28,7 °C | 29,1 °C |
| Ottobre | 26,5 °C | 27,1 °C | 27,2 °C |
| Novembre | 26,2 °C | 27,1 °C | 26,0 °C |
| Dicembre | 24,2 °C | 25,6 °C | 23,5 °C |
Il dato che ribalta le abitudini: a Hurghada novembre è più caldo di maggio, 26,2 gradi contro 24,5. Eppure maggio viene percepito come stagione da mare e novembre no. La ragione è che l’acqua ha un’inerzia termica enorme: si scalda e si raffredda con circa due mesi di ritardo rispetto all’aria.
Per lo stesso motivo il mese più freddo non è gennaio ma febbraio (20,8 gradi a Hurghada), e il più caldo non è luglio ma agosto. Chi sceglie le date guardando solo il meteo dell’aria sbaglia di un paio di mesi.
In inverno la differenza fra le coste conta
Nei mesi freddi le tre basi non sono equivalenti: a febbraio Sharm el-Sheikh segna 22,5 gradi contro i 20,8 di Hurghada. Quasi due gradi, che in acqua si sentono. Marsa Alam, più a sud, sta a 20,9.
In estate il quadro si appiattisce e la scelta torna a dipendere da altro: dal resort, e soprattutto da quanto dista la valle del Nilo, che è il criterio di Sharm o Hurghada.
E il resto della vacanza?
Questa pagina riguarda l’acqua. Il quadro stagionale completo dell’Egitto – caldo, affluenza, prezzi – sta in quando andare in Alto Egitto, e il confronto fra le due anime del paese in valle del Nilo o Mar Rosso.
Se viaggiate con dei bambini la scelta cambia ancora, e dipende dalle ore di strada più che dai gradi: Mar Rosso con bambini. Che cosa si vede sott’acqua è nella pagina sulla barriera corallina del Mar Rosso, e il quadro della costa in Mar Rosso.
Metodo: temperatura superficiale del mare, valori giornalieri dell’intero anno 2025 dall’archivio marino Open-Meteo, per tre punti della costa. Le medie mensili sono calcolate sui giorni effettivamente disponibili: in ciascuna località 14 giornate dell’anno non hanno un valore, sono escluse dal calcolo e il conteggio è conservato nel nostro dataset. Non abbiamo interpolato nulla. Sono medie di un anno, non una previsione: servono a confrontare i mesi fra loro.
Che cosa cambia in acqua fra 21 e 27 gradi
Una colonna di medie non racconta come si sta dentro l’acqua, e quella è la parte che poi decide la vacanza. Intorno ai 21 gradi il bagno resta possibile, ma dura poco: si entra, si nuota, si esce prima di quanto si vorrebbe. Chi fa snorkeling paga il conto in fretta rispetto a chi nuota, perché resta fermo a galleggiare sopra il corallo e non produce calore. Sopra i 24 gradi la giornata in mare si allunga da sola. Sopra i 26 l’acqua smette proprio di essere un argomento e diventa il posto dove si passa il pomeriggio senza guardare l’orologio. Nei mesi freddi la muta non è un vezzo da sub: è la ragione per cui una persona resta in acqua un’ora e quella accanto venti minuti. Se il motivo del viaggio è guardare il fondale più che fare il bagno, conviene sapere che la barriera corallina davanti alla costa comincia spesso a pochi metri dalla riva, quindi si sta immobili a pelo d’acqua molto a lungo, e il freddo arriva prima di quanto dica il termometro.
Il vento pesa quanto la temperatura
Il Mar Rosso ha un vento dominante che scende da nord, e nella stagione in cui soffia di più cambia la percezione dell’acqua molto oltre quello che si legge in tabella. Il meccanismo è banale: si esce bagnati, il vento asciuga la pelle e la temperatura percepita crolla, anche quando il mare sta a 25 gradi pieni. Per questo ad aprile capita di sentire freddo in costume su una spiaggia dove l’aria segna numeri estivi. Le baie riparate e le lagune si comportano in modo diverso dalle spiagge aperte, e a parità di mese la stessa costa può essere ventosa in un punto e ferma tre chilometri più in là. Chi viaggia per windsurf o kitesurf sceglie apposta quei mesi, chi vuole stare sdraiato al sole li evita. Il funzionamento completo, con la ragione geografica che lo spiega, è in come funziona il vento in Egitto, e conviene leggerlo prima di fissare la spiaggia.
Le quattro stagioni della costa, guardate dall’acqua
In inverno l’aria è mite e il mare tocca il suo minimo, con il fondo raggiunto a febbraio e non a gennaio come quasi tutti si aspettano. È la stagione in cui la scelta della base conta più di ogni altra cosa. In primavera succede il contrario di quello che promette il calendario: l’aria si scalda in fretta, l’acqua resta indietro di due mesi e il vento arriva al suo massimo, quindi maggio somiglia a una stagione di mezzo. In estate il mare è tiepido come una vasca e il problema si sposta a terra, dove il sole delle ore centrali diventa serio; è utile capire prima come si comporta il caldo secco della costa egiziana, perché non si suda come in Italia e la disidratazione arriva senza avvisare. L’autunno resta il periodo più sottovalutato di tutti: l’acqua conserva il calore accumulato d’estate e lo restituisce fino a novembre inoltrato, con un sole ormai gentile e le spiagge meno piene. Chi invece non può spostare le date fuori dai mesi caldi trova qui il modo di organizzarsi: l’Egitto in estate, come affrontarlo.
Dentro la giornata: il mare del mattino non è quello del pomeriggio
Le medie mensili nascondono un ciclo che si sente ogni giorno. Al mattino presto l’acqua è al punto più basso, ha passato la notte a cedere calore, però è ferma come uno specchio e la visibilità sul reef è la migliore delle ventiquattro ore. Verso mezzogiorno la riva si scalda, il fondo chiaro riflette e i primi metri diventano nettamente più caldi del mare aperto. Nel pomeriggio in genere si alza il vento, la superficie si increspa e con l’onda arriva il sospeso che toglie nitidezza al fondale. Chi tiene allo snorkeling si organizza al rovescio del resto del villaggio: acqua presto, ombra e pranzo nelle ore centrali, spiaggia dopo. Nei mesi freddi la regola si capovolge e si aspetta il primo pomeriggio, quando la riva ha accumulato abbastanza calore. Sono poche ore di differenza che a marzo e a novembre decidono se il bagno è piacevole oppure una prova di resistenza.
Con i bambini si guardano numeri diversi
Un bambino perde calore molto prima di un adulto, quindi la soglia che per un genitore risulta accettabile per lui non lo è affatto. Nei mesi in cui la media resta sotto i 23 gradi il bagno diventa una corsa di dieci minuti seguita da un asciugamano, e il resto del pomeriggio si sposta in piscina. C’è però una compensazione che nessuno racconta: le lagune poco profonde e le pozze di riva si scaldano assai più del mare aperto durante il giorno, e per un bambino piccolo quella è l’acqua che conta davvero. Il rovescio della medaglia è che la stessa acqua bassa si raffredda in fretta appena il sole cala. Chi arriva fuori stagione con figli piccoli fa bene a cercare una spiaggia con laguna e a spostare il bagno nelle ore centrali invece che al mattino presto. Il resto delle cose da sapere prima di partire sta nel Mar Rosso con i bambini.
La costa e la valle del Nilo non vanno in stagione insieme
Questo è il punto che manda fuori strada più programmi. Agosto regala l’acqua migliore dell’anno e nello stesso momento consegna a Luxor e ad Assuan le ore centrali peggiori: chi mette insieme mare e templi in pieno agosto finisce per visitare tombe quando il corpo chiede solo ombra. In inverno il rapporto si inverte, la valle diventa perfetta per camminare fra le rovine e il mare scende al suo punto più basso. I mesi in cui i due mondi si sovrappongono davvero sono quelli di passaggio, l’autunno soprattutto, quando l’acqua è ancora calda e la pietra ha smesso di bruciare. Il confronto fra i due climi sta in due stagioni diverse fra Nilo e mare, mentre per sapere se una gita ai templi è compatibile con la vostra base conviene partire da quanto dista Luxor dalla costa, perché fra una base e l’altra il divario si misura in ore, non in minuti.
Gli errori più frequenti nella scelta delle date
Il primo è ragionare sul mese come se fosse una stagione: maggio suona estivo, novembre suona finito, e nella realtà misurata l’ordine è rovesciato. Il secondo è dare per scontato che luglio sia il picco, quando il massimo cade in agosto e settembre resta vicinissimo. Il terzo è trattare le basi della costa come intercambiabili: nei mesi freddi il divario fra il nord del golfo e il sud si sente sulla pelle, e un paio di gradi bastano a stabilire se il bagno è una cosa vera oppure una sfida. Il quarto riguarda la valigia, perché chi parte a dicembre porta solo abiti da mare e poi passa le sere a cercare una felpa: il deserto di notte perde calore in fretta, e la lista ragionata sta in che cosa mettere in valigia. L’ultimo è scegliere la base prima delle date invece che dopo; se il mese è fissato e cade d’inverno, spostarsi verso sud cambia qualcosa di concreto, e conviene guardare le baie a sud di Marsa Alam prima di prenotare a scatola chiusa.
Un bagno e un’ora di maschera non chiedono la stessa acqua
I numeri della tabella bastano per decidere se ci si tuffa. Non bastano per capire come si sta dopo quaranta minuti fermi a galleggiare a faccia in giù. Chi nuota produce calore, chi guarda i coralli no: si resta immobili, si respira piano e il corpo si raffredda anche in un’acqua che al primo contatto sembrava perfetta. Il colpo vero arriva all’uscita, sulla pelle bagnata, e in quel momento pesa la brezza più del termometro: conviene capire come si comporta il vento in Egitto prima di scegliere il mese. In pratica, nei mesi freddi una maglia sottile in lycra o una muta leggera allungano la sessione da dieci minuti a un’ora, e cambiano la vacanza più di quanto la cambi qualche grado di differenza fra una località e l’altra. Nei mesi caldi il problema si ribalta: l’acqua non raffredda più nessuno e la schiena esposta al sole mentre si galleggia diventa la cosa da coprire. Chi punta a restare in acqua a lungo guarda spesso anche verso il Sinai, dove si trova Dahab, sul golfo di Aqaba.
Domande frequenti sul mare del Mar Rosso
Qual è il mese più freddo per il mare al Mar Rosso?
Febbraio, non gennaio: a Hurghada la media misurata è di 20,8 gradi. L’acqua si raffredda con circa due mesi di ritardo rispetto all’aria.
Si può fare il bagno a novembre?
Sì, ed è uno dei periodi migliori: a Hurghada novembre segna 26,2 gradi, cioè più di maggio (24,5). L’autunno è sottovalutato proprio per questo.
Sharm è più calda di Hurghada?
Nei mesi freddi sì: a febbraio 22,5 gradi contro 20,8. In estate la differenza si riduce.
Qual è il mese più caldo?
Agosto, con 29,2 gradi a Hurghada e 30,6 a Marsa Alam. Luglio è già molto caldo ma il picco arriva dopo.
Questi numeri sono una previsione?
No: sono medie mensili calcolate su misurazioni giornaliere di un anno intero. Servono a confrontare i mesi fra loro, non a sapere che tempo farà nelle vostre date.
Avete date già fissate? Vi diciamo che acqua troverete e quale base ha senso in quel periodo.
