
Mitologia egizia: gli dèi, i miti e come riconoscerli sulle pareti dei templi e delle tombe
Le pareti dei templi e delle tombe egizie sono coperte di scene che raccontano sempre le stesse storie: la creazione del mondo da un’acqua primordiale, il re buono ucciso dal fratello e ricomposto dalla moglie, il sole che ogni notte attraversa l’aldilà per rinascere all’alba, il cuore pesato contro una piuma. Chi conosce queste storie legge le pareti; chi non le conosce le guarda. Questa guida racconta i miti che servono per capire quello che si vede, presenta gli dèi che si incontrano più spesso e spiega come riconoscerli dalla testa e dalla corona, e dice in quale tempio ognuno di questi miti è scolpito meglio. È scritta per essere letta prima del viaggio e riletta la sera sulla nave.
In breve
- Quanti dèi: centinaia, ma sulle pareti se ne incontrano una ventina: Ra, Amon, Osiride, Iside, Horus, Seth, Anubi, Thot, Hathor e pochi altri.
- Come si riconoscono: dalla testa e dalla corona: falco per Horus, sciacallo per Anubi, ibis per Thot, corna con il disco per Hathor.
- Il mito più importante: quello di Osiride, ucciso da Seth, ricomposto da Iside e vendicato dal figlio Horus.
- La pesatura del cuore: il cuore del defunto su un piatto della bilancia, la piuma di Maat sull’altro.
- Le teste di animale: rappresentano una qualità del dio, non il suo aspetto.
Dove si leggono questi miti: la Valle dei Re e Abydos.
La creazione: l’acqua, la collina, il sole
All’inizio, dicevano i sacerdoti di Eliopoli, c’era solo il Nun, l’acqua scura e immobile senza forma. Da quell’acqua emerse una collina, come le isole di fango che ogni anno riemergevano dalla piena del Nilo, e sulla collina apparve il sole, Atum-Ra, che si generò da solo. Il sole creò Shu, l’aria, e Tefnut, l’umidità; loro generarono Geb, la terra, e Nut, il cielo; e questi ultimi ebbero quattro figli, Osiride, Iside, Seth e Nefti, da cui parte la storia che i templi raccontano. Sono i nove dèi di Eliopoli, l’Enneade.
Ogni città aveva la propria versione: a Menfi il creatore era Ptah, che fece il mondo pensandolo e nominandolo; a Ermopoli erano otto divinità primordiali a forma di rane e serpenti; a Tebe fu Amon. Non si escludevano: un egizio poteva credere a tutte e quattro, perché erano modi diversi di dire la stessa cosa. Quando in un tempio vedete un dio con la testa di ariete che modella un uomo su un tornio da vasaio, è Khnum, un’altra versione ancora, quella di Elefantina e di Esna: il tempio di Esna sotto la città.

Osiride, Iside, Seth e Horus: il mito che spiega tutto
Osiride era il re buono che aveva insegnato agli uomini l’agricoltura e le leggi. Suo fratello Seth, invidioso, lo chiuse con l’inganno in una cassa e la gettò nel Nilo; poi, quando Iside, moglie e sorella di Osiride, ritrovò il corpo, Seth lo fece a pezzi e li disperse per l’Egitto. Iside li cercò uno per uno, li ricompose, e con il suo potere magico riportò Osiride in vita quanto bastava per concepire un figlio, Horus. Osiride divenne il re dei morti; Horus, cresciuto di nascosto nelle paludi del Delta, sfidò Seth, vinse dopo una lunga contesa davanti al tribunale degli dèi, e ricevette il trono d’Egitto.
Questo mito è la chiave di quasi tutto. Ogni faraone vivo è Horus, ogni faraone morto è Osiride; la mummificazione ripete la ricomposizione del corpo; le offerte ai defunti sono quelle che Horus fece al padre; il Nilo che ogni anno risorge è Osiride. Quando in una tomba vedete un dio verde o nero, avvolto come una mummia, con la corona bianca fra due piume e le mani incrociate con lo scettro e il flagello, è Osiride, e la scena parla di resurrezione. Il suo santuario è ad Abydos, dove i pellegrini andavano da tutto l’Egitto: Abydos e Dendera da Sohag.
Il viaggio del sole e le dodici ore della notte
Il sole, Ra, attraversa il cielo di giorno su una barca e, al tramonto, entra nell’aldilà, la Duat, che percorre nelle dodici ore della notte su un’altra barca, fra serpenti, porte sorvegliate da guardiani, laghi di fuoco e i beati che lo salutano al passaggio. A metà notte si unisce a Osiride, nel punto più profondo, e da quell’unione trae la forza per rinascere; all’alba esce come scarabeo, Khepri, e il ciclo ricomincia. Il nemico è Apopi, il serpente del caos, che ogni notte tenta di fermare la barca e ogni notte viene sconfitto.
È il mito dipinto nelle tombe dei re: i libri dell’aldilà, l’Amduat, il Libro delle Porte, il Libro delle Caverne, sono la mappa di quel viaggio, ora per ora, con il re che lo compie insieme al sole per rinascere con lui. Quando nella Valle dei Re vedete file di figure divise in registri, serpenti lunghi quanto la parete e una barca con un disco, state guardando questo. Perché la valle è nascosta, e come si leggono le tombe, è in la Valle dei Re, perché nascosta.

La pesatura del cuore
Prima di entrare nel regno di Osiride, il defunto compariva davanti a un tribunale di quarantadue giudici e dichiarava di non aver commesso nessuno dei quarantadue peccati: non ho ucciso, non ho rubato, non ho deviato l’acqua, non ho fatto piangere nessuno. Poi il suo cuore, sede della coscienza, veniva posato su un piatto della bilancia, e sull’altro la piuma di Maat, la dea della verità e dell’ordine. Anubi, con la testa di sciacallo, regolava la bilancia; Thot, con la testa di ibis, scriveva il risultato; accanto aspettava Ammit, la Divoratrice, con la testa di coccodrillo, il corpo di leone e il posteriore di ippopotamo.
Se il cuore era leggero come la piuma, il defunto era “giustificato” e Horus lo presentava a Osiride; se pesava di più, Ammit lo mangiava e la persona cessava di esistere. La scena è nei papiri del Libro dei Morti e in molte tombe private, ed è una delle più belle da vedere con una guida che la legga figura per figura. Il Grande Museo Egizio ne espone versioni intere, con le didascalie: Grande Museo Egizio.
Come riconoscere gli dèi: teste e corone
Gli egizi non lasciavano dubbi: ogni dio ha attributi fissi, e il nome è quasi sempre scritto accanto. Con queste regole si riconosce la maggior parte delle figure.
- La testa. Falco: Horus, o Ra con il disco sopra. Sciacallo: Anubi. Ibis: Thot. Ariete con corna orizzontali: Khnum; con corna ricurve: Amon-Ra. Leonessa: Sekhmet. Coccodrillo: Sobek. Vacca, o donna con corna e disco: Hathor. Gatto: Bastet.
- La corona. Bianca e alta: l’Alto Egitto. Rossa con il ricciolo: il Basso Egitto. Le due insieme: il re d’Egitto unito, e Horus. Le due piume alte: Amon. La corona bianca con due piume ai lati: Osiride. Il trono sulla testa: Iside. La casa: Nefti. Il disco fra le corna: Hathor e Iside nelle epoche tarde, che si confondono apposta.
- Gli oggetti. L’ankh, la croce ansata, è la vita, e gli dèi la porgono al re. Lo scettro uas con la testa di animale è il potere. Il pilastro djed è la stabilità e la spina dorsale di Osiride. Il sistro, il sonaglio, è di Hathor.
- Il colore. Verde o nero per Osiride, cioè la vegetazione e il limo fertile. Rosso per Seth e per il deserto. Blu per Amon, il cielo e l’aria. Oro per la carne degli dèi.

Gli dèi principali, uno per uno
- Ra, il sole, con la testa di falco e il disco: il creatore e il padre dei re. Amon, il nascosto, dio di Tebe, che unito a Ra divenne il re degli dèi dell’impero: le due piume alte, il colore blu, e Karnak come casa.
- Osiride, il re dei morti, e Iside, la maga e la madre, che con Horus formano la famiglia sacra; Seth, il fratello del deserto e del caos, con la testa di un animale che nessuno ha identificato; Nefti, la sorella che piange con Iside.
- Anubi, lo sciacallo dei cimiteri, che imbalsama e accompagna; Thot, l’ibis della scrittura, della luna e del calcolo; Maat, la piuma, la verità e l’ordine del mondo.
- Hathor, la vacca, la dea della gioia, della musica, dell’amore e dell’ebbrezza, signora di Dendera; Sekhmet, la leonessa, la stessa forza in collera, che porta la peste e la guarisce; Bastet, la gatta, la versione domestica.
- Ptah, il creatore di Menfi, avvolto come una mummia con la calotta, patrono degli artigiani; Sobek, il coccodrillo del Nilo e del Fayyum, signore di Kom Ombo; Khnum, l’ariete della cateratta che modella gli uomini; Bes, il nano barbuto che protegge le case e i parti, l’unico che si mostra di fronte.

Le triadi: Tebe, Menfi, Edfu
Le grandi città organizzavano i loro dèi in famiglie di tre, padre, madre e figlio, e i templi principali sono dedicati a una triade. A Tebe, Amon, la moglie Mut e il figlio Khonsu, il dio della luna: Karnak è la casa di Amon, con i recinti di Mut e Khonsu accanto, e la festa di Opet portava le tre statue in processione fino al tempio di Luxor, sul viale delle sfingi: Karnak, il tempio mai finito. A Menfi, Ptah, Sekhmet e il figlio Nefertem, il loto. A Edfu, Horus, la moglie Hathor, che ogni anno risaliva il fiume da Dendera per la festa del buon incontro, e il figlio Ihy.
Quando entrate in un tempio, la prima domanda da fare alla guida è a chi è dedicato: da lì si capisce chi sono le figure principali e perché le scene raccontano quello che raccontano. A Edfu, per esempio, i muri narrano la vittoria di Horus su Seth, con Seth in forma di ippopotamo infilzato con l’arpione: Edfu, il tempio con il tetto.

Il faraone fra gli dèi
Il faraone non era un dio come gli altri, ma non era nemmeno un uomo come gli altri: era Horus in terra, il figlio di Ra, e il solo intermediario fra il mondo degli uomini e quello degli dèi. Per questo su ogni parete di ogni tempio il re è raffigurato mentre offre qualcosa a un dio, pane, vino, incenso, la statuetta di Maat, e il dio in cambio gli porge la vita, l’ankh, e gli anni di regno. Le scene sono migliaia e sono tutte questa: il patto fra il re e gli dèi che tiene in piedi il mondo.
Alla morte il re diventava Osiride e il figlio diventava Horus, e la tomba con il suo viaggio notturno serviva a rendere quel passaggio sicuro. È il motivo per cui le tombe reali hanno i libri dell’aldilà e le tombe private hanno le scene di vita quotidiana: al re serviva la mappa, al funzionario serviva la sua casa per l’eternità. La falsa porta delle tombe antiche, la soglia di pietra attraverso cui il defunto usciva a prendere le offerte, è la versione più semplice di questa idea, e si vede al Grande Museo Egizio e a Saqqara.

Dove vedere ogni mito
- La creazione: Esna, con Khnum al tornio, e le colonne di Karnak a forma di papiro, la palude primordiale in pietra.
- Osiride: Abydos, il tempio di Seti I, con le cappelle e la lista dei re; Philae, dove Iside lo piangeva; e ogni tomba, dove il defunto è Osiride.
- Il viaggio del sole: la Valle dei Re, in particolare le tombe più grandi con i libri completi.
- La pesatura del cuore: il Grande Museo Egizio, i papiri; le tombe dei nobili a Luxor e le tombe degli artigiani a Deir el-Medina.
- Horus contro Seth: Edfu, i muri del cortile.
- Hathor: Dendera, con il soffitto astronomico e i capitelli con il suo volto, e Abu Simbel, dove Nefertari è Hathor.
- Sobek: Kom Ombo, con le mummie di coccodrillo accanto.
- La festa di Opet e le triadi: il tempio di Luxor, con il colonnato che la racconta.
L’elenco dei templi con quello che si vede in ognuno è in templi dell’Egitto; per chi vuole prepararsi con un libro o un film prima di partire, cosa leggono gli italiani sull’Egitto e film e serie sull’antico Egitto. E per i bambini, che di solito conoscono gli dèi meglio dei genitori, Egitto con bambini.
Domande frequenti
Quanti dèi avevano gli egizi?
Centinaia, ma quelli che un visitatore incontra davvero sulle pareti sono una ventina, e bastano: Ra, Amon, Osiride, Iside, Horus, Seth, Anubi, Thot, Hathor, Ptah, Sekhmet, Sobek, Khnum, Maat e pochi altri. Il resto è variazione locale.
Come si riconosce un dio in un rilievo?
Dalla testa e dalla corona: Horus ha la testa di falco e la doppia corona, Anubi quella di sciacallo, Thot quella di ibis, Hathor le corna con il disco, Amon le due piume alte, Osiride la corona bianca con le piume e le mani incrociate con scettro e flagello. Il nome è comunque scritto accanto, nel cartiglio o nella colonna di geroglifici.
Qual è il mito più importante?
Quello di Osiride: il re buono ucciso dal fratello Seth, ricomposto da Iside, padre di Horus che vendica il padre e riceve il trono. È il mito che spiega la regalità, la mummificazione, la resurrezione e la metà dei rilievi che si vedono.
Che cosa raffigurano le tombe della Valle dei Re?
Il viaggio notturno del sole attraverso le dodici ore dell’aldilà, con i serpenti, le porte e i guardiani, fino alla rinascita all’alba: i libri dell’aldilà dipinti sulle pareti sono la mappa di quel viaggio, che il re compie insieme al sole.
Che cos’è la pesatura del cuore?
Il giudizio del defunto: il cuore su un piatto della bilancia, la piuma di Maat sull’altro, Anubi che regola, Thot che scrive, la Divoratrice che aspetta. Se il cuore è più leggero della piuma si passa. Si vede nei papiri e in molte tombe private.
Perché gli dèi hanno la testa di animale?
L’animale rappresenta una qualità del dio, non il suo aspetto: il falco per la vista e il cielo, lo sciacallo per i cimiteri, l’ibis per la scrittura, la leonessa per la furia. Lo stesso dio può essere mostrato tutto umano, tutto animale o misto.
Gli egizi credevano davvero a tutto questo?
Come ogni religione viva: con livelli diversi, dal contadino che portava un’offerta a Hathor al sacerdote che meditava sulla creazione. Non era un sistema coerente ma un insieme di tradizioni locali, e per questo lo stesso mito ha versioni diverse a Eliopoli, Menfi e Tebe.
Dove si vede meglio la mitologia?
Abydos per Osiride, Dendera per Hathor, Edfu per Horus e la lotta con Seth, la Valle dei Re per il viaggio del sole, Kom Ombo per Sobek, il Grande Museo Egizio per tutto insieme con le didascalie.