Il viale delle sfingi con testa di ariete davanti al primo pilone di Karnak, il tempio più grande dell'Egitto

Templi dell’Egitto: l’elenco completo di quelli che si visitano, zona per zona, e che cosa vale in ognuno

L’Egitto ha centinaia di templi, e una ventina che si visitano davvero: in piedi, raggiungibili, con qualcosa dentro che vale il viaggio. Stanno quasi tutti lungo il Nilo fra Abydos e Abu Simbel, e un viaggio li incontra in un ordine preciso, che è l’ordine di questa pagina: la riva est di Luxor, la riva ovest, le soste fra Luxor e Assuan, Assuan, il lago Nasser e Abu Simbel, il Medio Egitto a nord di Luxor, e i pochi fuori rotta. Per ognuno una riga su che cosa lo distingue, da dove si raggiunge e, dove esiste, il collegamento alla pagina che lo racconta per intero. È la pagina da cui partire per decidere quali vedere, e quella a cui tornare per capire quali si sono visti.

Come leggere l’elenco: epoche e tipi

Due chiavi bastano per orientarsi fra tutti i templi che seguono.

L’epoca. I templi del Nuovo Regno, fra il sedicesimo e l’undicesimo secolo avanti Cristo, sono quelli dei faraoni famosi: Karnak, Luxor, Abydos, la riva ovest, Abu Simbel. Sono i più antichi e i più rovinati, perché hanno avuto tremila anni per crollare. I templi tolemaici e romani, degli ultimi tre secoli avanti Cristo e dei primi dopo, sono quelli costruiti dai greci e dagli imperatori in stile egizio: Edfu, Dendera, Kom Ombo, Esna, Philae, Kalabsha. Sono più recenti e molto meglio conservati, con i tetti e i muri fino in cima, e per questo sono quelli in cui si capisce com’era un tempio.

Il tipo. I templi divini erano la casa di un dio, con il santuario in fondo e le sale sempre più buie e basse verso l’interno: Karnak, Edfu, Dendera. I templi funerari, che gli egizi chiamavano “dei milioni di anni”, servivano al culto del re dopo la morte e stanno sulla riva ovest di Luxor: Hatshepsut, Medinet Habu, il Ramesseum. Come si legge un tempio, sala per sala, è in Karnak, il tempio mai finito.

Una terza chiave, meno nota, è lo stato: molti templi di questo elenco sono stati smontati e ricostruiti altrove negli anni Sessanta, quando la diga alta stava per sommergere la Nubia. Abu Simbel, Philae, Kalabsha e i templi del lago Nasser sono dove sono perché qualcuno li ha tagliati a blocchi e rimontati più in alto. Saperlo cambia il modo di guardarli: si cercano le linee di taglio, e si pensa a chi ha fatto il lavoro.

Luxor, riva est: Karnak e il tempio di Luxor

  • Karnak. Il più grande complesso religioso dell’antichità, costruito e ampliato per duemila anni: il viale degli arieti, la sala ipostila con le sue colonne, gli obelischi, il lago sacro. Non si finisce in una visita, e va fatto all’apertura o nel tardo pomeriggio.
  • Il tempio di Luxor. In centro città, compatto, collegato a Karnak dal viale delle sfingi. Ha la corte di Ramesse II, il colonnato di Amenhotep III, una moschea medievale incastonata dentro e una cappella romana. Si visita di sera, illuminato: il tempio di Luxor, mai chiuso.

Tutti e due si visitano dalla città, a piedi o in pochi minuti d’auto, e insieme fanno una giornata: Luxor est.

Il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari visto frontalmente alla prima luce

Luxor, riva ovest: i templi dei milioni di anni

  • Hatshepsut a Deir el-Bahari. Tre terrazze con i portici contro la parete di roccia, un’architettura che sembra di un altro millennio: perché sembra moderno.
  • Medinet Habu. Il tempio di Ramesse III, il più conservato della riva ovest, con i colori ancora sui soffitti dei portici e i rilievi delle battaglie contro i Popoli del Mare. Sottovalutato e quasi vuoto.
  • Il Ramesseum. Il tempio funerario di Ramesse II, con il colosso caduto che ispirò una poesia famosa e i magazzini in mattoni crudi. Rovinato e romantico.
  • Il tempio di Seti I a Qurna. Piccolo, poco visitato, con i rilievi fini che sono la firma di quel re.
  • I Colossi di Memnone. Non un tempio ma quello che resta del più grande di tutti, quello di Amenhotep III: due statue sulla strada, e gli scavi dietro.

La riva ovest si fa in una mattina lunga insieme alla Valle dei Re, e la si vede dall’alto con la mongolfiera: Luxor ovest.

Un consiglio sulla riva ovest: i gruppi fanno Hatshepsut e saltano Medinet Habu, perché il primo è famoso e il secondo no. Chi ha tempo per uno solo dei due e ama i colori e i rilievi sceglie Medinet Habu, che è quasi vuoto e conservato meglio; chi ama l’architettura sceglie Hatshepsut. Chi ha una mattina intera li fa tutti e due, e il Ramesseum in mezzo.

Il tempio di Dendera visto dal viale di accesso, con la facciata della sala ipostila e le colonne dai capitelli hathorici

Fra Luxor e Assuan: Esna, Edfu, Kom Ombo

  • Esna. La sala ipostila di un tempio romano, sotto il livello della città, con i soffitti astronomici ripuliti da poco e i colori tornati: il tempio sotto la città.
  • Edfu. Il tempio di Horus, il meglio conservato dell’Egitto: il pilone intero, il cortile, le sale con il tetto, il santuario con il naos di granito. Si arriva dal molo in carrozza: Edfu, il tempio con il tetto.
  • Kom Ombo. Il tempio doppio, con due santuari per due dèi, Sobek il coccodrillo e Horus il vecchio, sopra un’ansa del fiume; accanto, le mummie di coccodrillo nel piccolo museo. Si visita al tramonto dalla nave.

Sono le tre soste della crociera, e si fanno anche in giornata da Luxor o da Assuan: Edfu e Kom Ombo.

Il pilone del tempio di Edfu visto dal cortile, il tempio meglio conservato del paese

Assuan: Philae e Kalabsha

  • Philae. Il tempio di Iside su un’isola, smontato e ricostruito su un’isola vicina per salvarlo dalla diga. Si raggiunge in barca, ed è il tempio più scenografico del paese, con l’acqua tutto intorno e il chiosco di Traiano sulla riva.
  • Kalabsha. Tempio romano anch’esso spostato, vicino alla diga alta, quasi sempre vuoto, con accanto il piccolo tempio scavato di Beit el-Wali dai colori vivi: Kalabsha, il tempio spostato.
  • Il tempio di Khnum a Elefantina. Rovine sull’isola in mezzo al fiume, con il nilometro e il museo: una passeggiata più che una visita.

Con l’obelisco incompiuto e la diga fanno la giornata classica di Assuan: Assuan classica.

Il lago Nasser e Abu Simbel

  • Abu Simbel. I due templi scavati nella roccia da Ramesse II, il grande con i quattro colossi e quello di Nefertari, smontati e ricostruiti sopra il livello del lago. Il sole entra nel santuario due volte l’anno. Tre ore di strada o un volo da Assuan: Abu Simbel, il tempio spostato.
  • I templi del lago Nasser. Wadi es-Sebua, Dakka, Maharraqa, Amada, Derr: templi nubiani spostati sulle rive del lago, che si vedono solo con la crociera sul lago Nasser, un viaggio a sé fra Assuan e Abu Simbel, per chi ha già fatto il Nilo.

Come arrivarci, e se in aereo o via terra, è in Abu Simbel in aereo o via terra.

La facciata del Grande Tempio di Abu Simbel con i quattro colossi di Ramesse II

Medio Egitto: Abydos e Dendera

  • Dendera. Il tempio di Hathor, tolemaico e romano, con il soffitto astronomico ripulito e a colori, le cripte, la scala per il tetto e lo zodiaco, di cui l’originale è a Parigi. Uno dei templi più completi.
  • Abydos. Il tempio di Seti I, con i rilievi più fini di tutto l’Egitto, la lista dei re scolpita su un muro e l’Osireion dietro. Il santuario di Osiride, la meta dei pellegrini per tremila anni.

Stanno a nord di Luxor, e si fanno in una giornata lunga da Luxor o, meglio, con una notte a Sohag: Dendera e Abydos, Abydos e Dendera da Sohag.

L'Osireion di Abydos visto dall'alto, con la scala di legno e l'acqua verde tra i grandi blocchi di pietra

Fuori rotta: il Cairo, le oasi, il Sinai

  • Intorno al Cairo. Non ci sono templi in piedi: ci sono le piramidi, con i templi funerari e a valle ridotti alle fondamenta, e il tempio della Sfinge, in granito, davanti alla Sfinge. Saqqara ha il complesso di Djoser, che è un tempio-recinto intorno alla piramide a gradoni: Saqqara, Menfi e Dahshur.
  • Siwa. Il tempio dell’Oracolo di Amon, dove Alessandro Magno venne a farsi dire che era figlio del dio: una rovina su una collina nell’oasi, a due giorni dal Cairo.
  • Il Sinai. Serabit el-Khadim, il tempio di Hathor delle miniere di turchese, in cima a una montagna, per chi cammina e ha una guida beduina.
  • Il Delta. Tanis, Bubastis, Sais: siti importanti nella storia e quasi niente da vedere in piedi, salvo i blocchi di Tanis. Per gli appassionati.
  • Alessandria. Il Serapeo, con la colonna di Pompeo, e i templi greco-egizi ridotti alle fondamenta; le catacombe di Kom el-Shoqafa sono la visita vera.

Il soffitto astronomico dipinto del tempio di Dendera

In che ordine vederli, e quanti

Un viaggio classico di una settimana vede dieci templi, e li vede in quest’ordine: Karnak e Luxor sulla riva est, Hatshepsut e Medinet Habu sulla riva ovest, Esna, Edfu e Kom Ombo dalla nave, Philae ad Assuan, Abu Simbel in giornata. Con due giorni in più si aggiungono Abydos e Dendera, che per molti sono i due più belli e che i gruppi saltano.

Il consiglio che diamo sempre: non vederli tutti alla stessa ora. Karnak all’apertura, Luxor di sera, Edfu appena la nave attracca, Kom Ombo al tramonto, Abu Simbel prima o dopo l’ondata dei pullman. La differenza fra un tempio pieno e uno vuoto è un’ora, e una guida che conosce gli orari vale più di una lista. Gli schemi con i tempi sono in Egitto in 7 giorni e Egitto in 10 giorni; i biglietti e gli orari, che cambiano, in biglietti e orari dei templi dell’Alto Egitto.

Domande frequenti

Quanti templi ci sono in Egitto?

Centinaia, se si contano le rovine. Quelli che un viaggiatore visita davvero, in piedi e raggiungibili, sono una ventina, e stanno quasi tutti fra Luxor e Abu Simbel, lungo il Nilo. Questa pagina li elenca tutti.

Qual è il tempio più grande?

Karnak, a Luxor: un complesso costruito per duemila anni, con la sala ipostila di centotrentaquattro colonne. Non si finisce di vederlo in una visita.

Qual è il meglio conservato?

Edfu, fra Luxor e Assuan, dell’epoca tolemaica: ha il tetto, i muri fino in cima e il santuario intatto. È il tempio in cui si capisce com’erano gli altri.

Qual è il più bello?

Dipende da chi risponde. Abu Simbel per la scala, Hatshepsut per l’architettura, Philae per il posto, Dendera per il soffitto, Abydos per i rilievi. Chi ne vede cinque ha già la propria risposta.

In quanti giorni si vedono i principali?

Sei o sette: due a Luxor, tre sul Nilo, uno ad Assuan e uno per Abu Simbel. Con due giorni in più si aggiungono Abydos e Dendera, che stanno a nord di Luxor.

I templi sono tutti dei faraoni?

No. Molti di quelli meglio conservati, Edfu, Dendera, Kom Ombo, Philae, Esna, sono di epoca greca e romana, costruiti dai Tolomei e dagli imperatori in stile egizio. Quelli faraonici veri sono Karnak, Luxor, Abydos, la riva ovest e Abu Simbel.

Ci sono templi anche al Cairo?

Non in piedi. Intorno al Cairo ci sono le piramidi e le necropoli, Giza, Saqqara, Dahshur, con i templi funerari accanto alle piramidi, in gran parte ridotti alle fondamenta. I templi veri cominciano da Abydos in su.

Che cosa cambia fra un tempio e una tomba?

Il tempio è la casa di un dio o il luogo del culto di un re, costruito fuori terra e visitato in vita; la tomba è scavata nella roccia per l’eternità del defunto, e i suoi dipinti non erano fatti per essere visti. Si visitano insieme sulla riva ovest di Luxor.

Powered by Joinchat