Il cielo rosso e arancione del tramonto sopra il profilo scuro delle montagne del Sinai, con la sagoma di una palma in primo piano
Il tramonto dietro le montagne del Sinai.
Banco di sabbia bianca circondato dalle acque turchesi e trasparenti dei bassi fondali
L’acqua bassa e le montagne sull’altra sponda del golfo.
Un pesce a strisce bianche e scure con una macchia arancione nuota sopra una barriera corallina del Mar Rosso, fra coralli rosa, crema e verdi
Coralli e pesci a poca distanza dalla riva.
Tramonto dorato sul Nilo con le palme della riva opposta in controluce e il fiume calmo
Il sole basso sull’acqua, oltre le palme.

Distanze misurate, non stimate

Taba, vicina al Cairo sulla carta e lontana da tutto il resto

Taba sta all’estremo nord del Sinai, al confine, e guarda contemporaneamente quattro paesi. Abbiamo misurato ogni tratta sul grafo stradale di OpenStreetMap, e ne esce il risultato più controintuitivo di tutta la costa: dipende da quale numero guardate.

Luxor: 949,3 kmGuida: 12,2 oreMetodo: OSRM su OpenStreetMapTraffico: escluso

Metodo: percorso stradale reale calcolato con il motore di routing OSRM sui dati OpenStreetMap, non distanza in linea d’aria. I tempi sono a scorrimento libero: senza traffico, soste o controlli. Sono il minimo teorico, quindi la giornata vera è sempre un po’ più lunga. Li pubblichiamo così apposta, perché è il confronto fra le tratte a essere utile, non il minuto esatto.

Le distanze, in chiaro

Da Taba aDistanza su stradaOre di guidaSolo viaggio, A/R
Il Cairo e le piramidi436,9 km5,811,5
Dendera890,2 km11,523,1
La Valle dei Re942,0 km12,424,7
Luxor949,3 km12,224,4
Assuan1.162,6 km14,829,6

Il Cairo è a 436,9 km: di tutte le basi che abbiamo misurato, nessuna è più vicina alla capitale in chilometri. Poi si guarda l’orologio e la storia cambia: sono circa 5,8 ore, mentre da El Gouna il Cairo è più lontano (453,2 km) e si arriva prima, in circa 5,2 ore. La strada del Sinai costa più tempo per ogni chilometro, e questa è la sola cosa che conta quando si prenota. Poco più a sud, sulla stessa costa, le distanze cambiano ancora: Nuweiba.

Sui templi non c’è ambiguità: Luxor è a 949,3 km, circa 12,2 ore per tratta. Non è una gita, non è una gita lunga: non è una gita. Da Sharm el-Sheikh, più a sud sullo stesso Sinai, sono 1.025,2 km, e nemmeno da lì si va via strada. Vale la stessa regola di Dahab: dal Sinai ai templi si vola.

Che cosa se ne ricava, in pratica. Taba ha senso per il mare, per il silenzio e per chi combina l’Egitto con la Giordania o con Israele, che da qui sono a un passo. Se invece i templi sono la ragione del viaggio, la costa continentale li mette a tre o quattro ore di macchina invece che a dodici: il confronto sta in quanto dista Luxor dal Mar Rosso, e la scelta fra le due sponde in Sharm o Hurghada. Il quadro della costa è in Mar Rosso.

Che cosa si vede arrivati a Luxor

La giornata classica tiene insieme la riva ovest e la riva est: la Valle dei Re, il tempio di Hatshepsut e poi Karnak. Il programma completo, con quello che conviene lasciar perdere se avete una sola giornata, è in cosa vedere a Luxor, e la differenza fra le due rive è spiegata in riva est e riva ovest.

Se avete più di un giorno libero si apre il resto: Dendera è la più vicina di tutte, e con due o tre giorni si arriva ad Assuan o si sale in crociera sul Nilo. Il quadro della costa è in Mar Rosso, e l’itinerario su misura in viaggi su misura.

Dove sta Taba, e che cosa cambia stare al confine

Taba occupa la punta estrema del Golfo di Aqaba, nel punto in cui il Sinai smette di essere costa e diventa frontiera. Il golfo qui è stretto, incassato fra due catene di montagne, e l’acqua resta profonda a pochi passi dalla riva. Dalla spiaggia si guarda la sponda di fronte come si guarda l’altra riva di un lago: vicina agli occhi, lontanissima per chiunque debba spostarsi davvero.

Questa geografia spiega quasi tutto il resto. Le montagne scendono fino al mare e lasciano una striscia sottile, occupata dagli alberghi e dalla strada che li collega. Alle spalle non c’è pianura e non esiste una scorciatoia verso l’interno, quindi ogni movimento verso il resto del paese comincia risalendo a nord oppure scendendo lungo la costa. Chi arriva qui dopo aver visto la valle del Nilo nota subito il cambio di scala: là il paesaggio è orizzontale, coltivato, pieno di gente; qui è verticale, minerale, asciutto.

Conviene dirlo prima di prenotare, perché evita delusioni: Taba è una base di mare e di deserto, non una base archeologica. Chi mette i templi al primo posto fa molta meno strada partendo dalla costa continentale, e il confronto fra le due opzioni sta per intero nelle distanze fra Luxor e il Mar Rosso.

Perché in Sinai ogni chilometro costa più tempo

Il dato che spiazza tutti è quello della capitale: 436,9 km, la distanza più corta fra tutte le basi misurate, e circa 5,8 ore di guida. La ragione sta nella forma della penisola. Il Sinai è un triangolo appeso fra due golfi, e per uscirne verso ovest la strada deve aggirare l’estremità settentrionale del Golfo di Suez, superare il canale, rientrare nel delta e solo allora piegare verso sud. Poche curve sono superflue, ma nessuna si può saltare.

Ci sono poi i tratti di montagna, dove si viaggia piano per forza di cose, e le soste che una tratta lunga impone a chiunque stia al volante. Il risultato è un rapporto fra distanza e durata peggiore di quello continentale, ed è la sola cosa che pesa davvero al momento di scegliere dove dormire. Un trasferimento del Sinai si programma con margine, e quel margine smette di essere un dettaglio quando in fondo alla strada c’è qualcosa da guardare con calma.

La giornata al Cairo, come si incastra davvero

Con circa 5,8 ore per tratta la matematica è severa e va guardata prima di affezionarsi all’idea. Si parte di notte, si entra in città quando il traffico della capitale è già in piedi, si visita nelle ore centrali, si riparte con la luce che cala. Il ritorno è la parte che quasi nessuno considera abbastanza: altre sei ore scarse, su una strada che al buio non regala niente.

Se quella giornata si fa, si fa scegliendo poco e bene. Il programma che regge è corto: le piramidi della piana di Giza e il grande museo che sta dallo stesso lato della capitale, tutto dentro un raggio che non obbliga ad attraversare il centro. Aggiungere anche il vecchio museo di piazza Tahrir vuol dire tagliare il traffico due volte nello stesso pomeriggio, ed è esattamente lì che la giornata si rompe. Quanto tempo chieda la capitale, e che cosa resti fuori accontentandosi di un giorno solo, è spiegato in quanto tempo serve per vedere Il Cairo.

Verso i templi si vola, e va deciso subito

Dal Sinai la valle del Nilo si raggiunge in aereo. Non è una preferenza, è quello che dice la tabella: quasi 950 km per tratta verso Luxor significano due giornate consumate dal finestrino, e chi ci prova torna a casa con il ricordo dell’asfalto invece che delle colonne. Il volo interno risolve il problema alla radice e restituisce alla vacanza le ore che la strada si prenderebbe.

Cambia anche la forma del viaggio. Al posto di una gita si ottiene un segmento a sé, con una o due notti in valle, il tempo di vedere le due rive senza correre e di rientrare al mare senza rimpianti. Che cosa entri realisticamente in quelle giornate, e in che ordine conviene metterlo, sta nella pagina su che cosa si riesce a vedere a Luxor. Chi ha un giorno in più aggiunge di solito l’Alto Egitto, dove il fiume si stringe fra le rocce e il carattere del paesaggio cambia un’altra volta.

Che cosa si fa restando su questa costa

Il Golfo di Aqaba non somiglia al Mar Rosso centrale. È stretto, il fondale precipita vicino a riva e il corallo comincia quasi sotto il pontile, il che rende l’acqua interessante anche per chi non fa immersioni e si limita a maschera e boccaglio. Come è fatta la barriera, perché è fragile e come ci si comporta sopra, è raccontato nella barriera corallina del Mar Rosso.

Alle spalle degli alberghi comincia il deserto, con i canyon di arenaria e le piste che entrano fra le montagne. È un genere di escursione diverso da tutto il resto del paese: niente code, niente biglietterie affollate, silenzio vero e colori che cambiano con il sole. Scendendo lungo la costa si incontrano prima Nuweiba e poi Dahab, due posti con un’atmosfera del tutto diversa, e questo resta il modo naturale di allungare il soggiorno senza affrontare trasferimenti da mezza giornata.

Gli errori che si ripetono prenotando qui

Il primo è leggere i chilometri e ignorare le ore. La capitale sembra dietro l’angolo, e sulla carta lo è, ma il tempo di guida racconta un’altra storia ed è il tempo di guida quello che si passa seduti.

Il secondo è comprare una settimana di mare pensando di infilarci i templi in un pomeriggio. Non esiste, e chi lo promette non ha guardato la cartina con attenzione. Il terzo riguarda il ritmo: due trasferimenti lunghi dentro una settimana corta producono due giornate storte e nessuna piena, e la vacanza finisce per essere ricordata come faticosa. Chi parte per la prima volta trova la logica di fondo in un primo viaggio in Egitto ben calibrato, dove le priorità vengono messe in ordine prima delle prenotazioni.

Il periodo, il sole e il vento sul golfo

Sul Sinai settentrionale l’inverno è mite di giorno e diventa fresco appena il sole scende dietro le montagne, cosa che sorprende chi parte convinto di andare ai tropici. L’estate è calda e secca, con il vantaggio dell’aria asciutta, e il mare resta comodo per gran parte dell’anno. Il fattore che si sottovaluta è proprio il vento: sulle coste egiziane soffia in prevalenza da nord, e dentro un golfo stretto la direzione dominante decide quali baie restano piatte e quali si increspano dal primo pomeriggio.

I valori misurati, mese per mese e luogo per luogo, stanno in come si comporta il vento in Egitto. La scelta del mese, con il caldo e l’affollamento messi uno accanto all’altro, è invece nel periodo giusto per il Mar Rosso. Fra le due pagine si capisce in fretta se le date che avete in mente daranno giornate ferme oppure pomeriggi mossi, e la risposta cambia parecchio il tipo di vacanza che vi aspetta.

Il deserto dietro la costa, e come si usa una mezza giornata

Qui la montagna arriva quasi in acqua, e questo è il tratto di costa in cui l’entroterra è più a portata di mano. Alle spalle degli alberghi si aprono wadi asciutti fra pareti di granito e arenaria, con quel contrasto di colori che al mattino presto e nell’ultima ora di luce diventa evidente e a mezzogiorno sparisce nel riverbero. È materiale da mezza giornata, non da giornata intera: ombra non ce n’è, il fondo è pietroso e il piacere finisce quando finisce la luce buona. Portate più acqua di quanta ne prevedete e scarpe chiuse. Il motivo per cui in Egitto il verde si ferma di colpo e comincia la pietra lo trovate qui: il limite del deserto e la striscia verde, mentre sott’acqua la logica è opposta e la spiegazione sta nella pagina sulla barriera corallina del Mar Rosso.

Domande frequenti

Da Taba si possono vedere i templi di Luxor?

Non via strada: sono 949,3 km e circa 12,2 ore per tratta. Si vola, oppure si sceglie una base sulla costa continentale, dove Luxor è a 293,6 km da Hurghada. Da Taba conviene puntare sul mare e semmai sulla Giordania.

Quanto dista Luxor da Taba?

949,3 chilometri su strada, circa 12,2 ore di guida a scorrimento libero. Andata e ritorno fanno circa 24,4 ore di solo viaggio.

Meglio Taba o Sharm el-Sheikh per vedere i templi?

Taba, senza dubbio, se i templi contano. Da qui Luxor è a 949,3 km su strada; da Sharm la stessa Luxor è a 1.025,2 km, perché il Sinai costringe la strada a girare intorno al Golfo di Suez, e conviene volare.

E Il Cairo?

436,9 km e circa 5,8 ore di guida: si fa, ma è una giornata molto lunga. Dalla costa continentale il rapporto fra fatica e cose viste è nettamente migliore verso Luxor.

Come avete calcolato queste distanze?

Con il motore di routing OSRM sui dati di OpenStreetMap, sul percorso stradale reale. I tempi escludono traffico e soste: sono il minimo teorico, non un orario.

Diteci quanti giorni avete e dove alloggiate: vi diciamo che cosa ci sta in giornata e che cosa no, prima che prenotiate.

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