Una feluca sul Nilo a Luxor al tramonto, la gita che si organizza da soli o con chi conosce il barcaiolo

Viaggio organizzato o fai da te in Egitto: che cosa cambia davvero, a chi conviene l’uno e a chi l’altro

Siamo un operatore, e questa guida lo dice subito: organizziamo viaggi in Egitto per mestiere. Ma la domanda che ci arriva più spesso, prima ancora del preventivo, è se l’Egitto si possa fare da soli, e la risposta onesta è sì. Il paese si visita da soli, con i voli interni, i treni, le navi che si prenotano in rete e le guide che si trovano sul posto, e chi lo fa torna contento. Quello che cambia non è la possibilità, ma il prezzo in tempo, energie e imprevisti che ogni giorno di viaggio chiede a chi lo organizza da solo, e la differenza fra vedere un tempio e capirlo. Questa guida mette a confronto le due strade senza sconti, racconta le tre formule che stanno in mezzo, e dice a chi conviene ciascuna: compreso quando conviene non chiamarci.

Che cosa è uguale, e che cosa no

Meglio partire da quello che non cambia. Le piramidi, i templi, la Valle dei Re, il fiume, la barriera corallina sono gli stessi per chi arriva con il pullman e per chi arriva con il taxi: il biglietto è lo stesso, la luce è la stessa, l’emozione anche. Gli alberghi e le navi sono gli stessi, e chi organizza da solo dorme spesso negli stessi posti di chi si affida a un’agenzia. L’Egitto non ha un ingresso riservato per i viaggi organizzati.

Quello che cambia sta in quattro cose, e su queste si gioca tutta la scelta: chi vi sposta fra le città, gli aeroporti, i pontili e i siti; chi vi spiega quello che vedete; quanto tempo del viaggio se ne va in organizzazione, attese e contrattazioni; e chi risponde quando qualcosa non va. Ognuna di queste ha un peso diverso secondo la persona e il viaggio, ed è per questo che la risposta non è mai la stessa per tutti.

Scheda su che cosa cambia fra viaggio organizzato e fai da te in Egitto: chi vi muove fra città, aeroporti e siti, chi vi spiega quello che vedete, quanto tempo se ne va in organizzazione e attese, chi risponde quando qualcosa non va

Gli spostamenti: la differenza più grande

L’Egitto turistico è lungo mille chilometri, dal Cairo ad Abu Simbel, e ogni viaggio classico ha almeno quattro spostamenti grandi: aeroporto e città, Cairo e Luxor, Luxor e Assuan, Assuan e Abu Simbel, più il ritorno. Da soli si fanno con il volo interno, che si prenota in rete e funziona, o con il treno notturno, che funziona a modo suo, e poi con i taxi, i cui prezzi si contrattano ogni volta, e con le auto che si trovano sul posto. Tutto possibile, tutto già fatto da migliaia di persone: ma ogni spostamento, da soli, è un’ora di organizzazione e un’ora di attesa che nel viaggio organizzato non esistono, perché l’autista è fuori dall’aeroporto con il cartello e l’auto ha l’aria condizionata accesa.

Poi ci sono gli spostamenti brevi, che sono i più insidiosi: dall’albergo di Luxor alla riva ovest e ai siti, da Assuan al pontile per Philae, da Giza a Saqqara. Da soli vogliono un taxi per la giornata, contrattato la sera prima con l’autista che l’albergo consiglia, che spesso va benissimo e a volte no. In un viaggio organizzato sono la parte che nessuno nota, perché non si nota quello che funziona. Chi pensa di risolverla con l’auto a noleggio legga prima guidare in Egitto, e chi pensa ai voli interni i voli interni.

Il passaggio di Philae sul Nilo, un sito che si raggiunge solo in barca e che chiede di sapere con chi

I siti e la guida

Nei siti la differenza non è l’ingresso, che è uguale, ma quello che si porta a casa. Karnak senza una guida è una foresta di colonne bellissima e muta; con una guida è la storia di venti dinastie che si legge sui muri. La Valle dei Re da soli è una serie di corridoi dipinti; con chi sa leggere le scene è il viaggio del re nell’aldilà, capitolo per capitolo. Il museo di Giza da soli è enorme; con la guida è una selezione. Questa non è una differenza fra organizzato e fai da te in senso stretto, perché la guida si può assumere anche da soli, nei siti o tramite un operatore locale; è una differenza fra chi la prende e chi no, e chi viaggia da solo tende a non prenderla, per risparmiare o per non doverla cercare.

La qualità della guida è la seconda variabile: una guida ufficiale, laureata in egittologia, che parla italiano e che si sceglie per la reputazione, cambia il viaggio; una trovata al cancello del sito, che parla poco italiano e vi porta al negozio di alabastro del cugino, lo rovina. Chi organizza da solo deve saperla distinguere; chi si affida a un operatore serio la trova già scelta. Come si giudica un operatore lo diciamo in come scegliere un’agenzia per l’Egitto.

La crociera e Abu Simbel

La crociera sul Nilo è il punto in cui il fai da te si avvicina di più all’organizzato, perché una nave è per definizione un viaggio organizzato: si prenota una cabina, e con la cabina si comprano le visite, la guida di bordo, i pasti e gli spostamenti fra i templi. Chi viaggia da solo la prenota in rete o in un’agenzia di Luxor, e sale sulla stessa nave degli altri; la differenza è che sceglie a scatola chiusa, con le fotografie, e che nella nave le guide sono per gruppi di lingua, che possono essere numerosi. Chi passa da un operatore sceglie la nave con qualcuno che le conosce, e ha la guida per sé o per il suo piccolo gruppo. Come sono fatte le navi e che cosa cambia fra loro è in la crociera sul Nilo.

Abu Simbel è l’altro punto: da Assuan si va in auto in convoglio all’alba o in aereo, e in entrambi i casi serve qualcuno che organizzi, perché non ci si arriva con il taxi della stazione. Chi viaggia da solo lo compra sul posto, come escursione, e in pratica per quella giornata è un viaggiatore organizzato. Lo stesso vale per il deserto occidentale, che non si fa senza fuoristrada, autista e permessi.

Cammelli sull'altopiano di Giza, dove il viaggiatore da solo incontra la prima contrattazione

Il tempo, la contrattazione, gli imprevisti

Il costo vero del fai da te in Egitto non è in denaro: è in tempo e attenzione. Ogni giornata da soli comincia con la contrattazione del taxi e finisce con l’organizzazione del giorno dopo; ogni sito ha il suo cancello con le offerte di guide, cammelli, carrozze e negozi che vanno rifiutate una per una, con il sorriso e con fermezza; ogni pontile, ogni stazione, ogni piazza ha qualcuno che vi vuole aiutare e che vuole qualcosa in cambio. Non è pericoloso e non è ostile: è l’economia del turismo egiziano, che vive di questo, ed è stancante. Chi arriva con la guida e l’autista è invisibile a tutto questo, perché è già accompagnato, e la differenza in energie a fine giornata è la cosa che i viaggiatori ci raccontano più spesso.

Gli imprevisti sono la seconda voce: il volo interno che cambia orario, il treno notturno in ritardo di tre ore, la nave che non naviga per il vento, il sito chiuso per una visita ufficiale, il tassista che non si presenta alle cinque del mattino. Capitano a tutti, organizzati e no; la differenza è chi li risolve. Da soli li risolve il viaggiatore, con il telefono e la pazienza; nel viaggio organizzato li risolve l’ufficio, che sa chi chiamare, e il viaggiatore lo viene a sapere quando è già risolto. Per il denaro in sé, il modo in cui si paga e si cambia, vale la valuta egiziana; per la copertura degli imprevisti seri, l’assicurazione di viaggio.

Dove il fai da te vince

Per onestà, i punti in cui il viaggiatore da solo ha ragione.

  • La libertà. Restare un giorno in più ad Assuan perché è piaciuta, saltare un tempio, cambiare albergo, prendere la feluca invece della visita: chi viaggia da solo lo decide la sera per la mattina. Nel viaggio privato su misura si può fare molto, ma con un giorno di preavviso.
  • Il ritmo. Senza il programma, la giornata ha i tempi del viaggiatore: due ore in un caffè, un pomeriggio in un villaggio, una mattina a non fare niente sul fiume.
  • Gli incontri. Chi si muove da solo parla con più persone, si perde di più, entra in posti che nessun programma prevede. È il viaggio come lo intendono i viaggiatori, e ha un valore che non si compra.
  • Il mare. A Sharm, a Hurghada, a Dahab e a Marsa Alam il fai da te funziona senza attrito: si prenota il resort, si arriva, e le escursioni si comprano sul posto. L’organizzazione qui aggiunge poco, e lo diciamo.
  • Il Cairo per chi ha tempo. Chi ha una settimana solo per la capitale la gira bene da solo con la metropolitana, i taxi e le guide prese sul posto per Giza e per il museo.

Una casa nubiana ad Assuan, il tipo di visita che una guida del posto apre e un itinerario da soli salta

Le tre formule in mezzo

Fra il pullman di gruppo e lo zaino ci sono tre formule, e sono quelle che la maggior parte dei viaggiatori sceglie davvero.

  • Il viaggio privato su misura. Un operatore disegna il programma sulle vostre date e sui vostri interessi, e sul posto avete auto, autista e guida solo per voi: nessun gruppo, nessun orario di pullman, la libertà di allungare una visita o saltarne una, e qualcuno che risponde. È la formula che facciamo noi, e quella che ha reso quasi inutile la vecchia contrapposizione fra organizzato e fai da te: si può partire in due, in famiglia o con gli amici, e il viaggio è vostro.
  • Il tour di gruppo. Il pullman, la guida per trenta persone, le date fisse, gli alberghi già scelti. Costa meno energie di tutte le altre formule e meno sorprese, e per chi ama la compagnia è una bella settimana; chi vuole i tempi suoi lo soffre.
  • Il fai da te con le escursioni locali. Si prenotano da soli i voli e gli alberghi, e sul posto, o prima da casa, si comprano da un operatore locale le giornate con guida e autista: un giorno a Giza e Saqqara, un giorno sulla riva ovest di Luxor, la gita ad Abu Simbel. È il compromesso migliore per chi vuole la libertà degli alberghi e dei giorni liberi e la sicurezza delle giornate organizzate. Funziona bene al Cairo e sul mare, meno bene sul Nilo, dove la crociera detta i tempi. Le nostre giornate singole sono in escursioni dal Cairo e in Luxor da Hurghada.

Le navi da crociera ormeggiate sul Nilo al tramonto, con il tempio di Kom Ombo illuminato sulla riva alle loro spalle

Una giornata a Luxor nei due modi

Per rendere concreta la differenza, la stessa giornata sulla riva ovest di Luxor, la Valle dei Re, il tempio di Hatshepsut e i colossi di Memnon, vissuta nei due modi.

Da soli. La sera prima si contratta il taxi per la giornata con l’autista che l’albergo propone, o si decide per il traghetto pubblico e un taxi sull’altra riva, da contrattare al pontile. Alle sette si parte; al parcheggio della Valle dei Re si compra il biglietto, si sceglie quali tombe, si rifiutano le guide al cancello, e si visita con la guida cartacea o con il telefono, cercando di capire quale tomba vale la fila. A Hatshepsut si ripete. Ai colossi si fotografa. Alle due si è di nuovo in albergo, stanchi, con la sensazione di aver visto tanto e capito la metà, e con il pomeriggio da organizzare.

Organizzati. Alle sette l’auto è davanti all’albergo con la guida che parla italiano. In auto, la guida racconta che cosa si sta per vedere e sceglie le tombe della mattina secondo la fila e la luce. Nella Valle dei Re si entra senza fermate al cancello; in ogni tomba la guida spiega le scene e poi lascia il tempo di guardare da soli. A Hatshepsut si sale con calma, ai colossi ci si ferma il tempo giusto, e si aggiunge la casa di un contadino o un tempio minore che non era in programma, perché la guida ha visto che interessava. All’una si è in albergo, con il pomeriggio libero e la feluca del tramonto già fissata. Il modo in cui costruiamo queste giornate è in come scegliere un’agenzia, e il viaggio intero in Egitto in 10 giorni.

Le colonne coperte di rilievi della grande sala ipostila di Karnak, con alcuni visitatori in fondo alla navata centrale

A chi conviene che cosa

  • Primo viaggio, una settimana o dieci giorni, Cairo e Nilo: organizzato, privato su misura. I giorni sono pochi e ogni ora persa pesa.
  • Famiglie con bambini, genitori anziani, chi ha problemi di mobilità: organizzato, senza dubbi. Le nostre indicazioni sono in l’Egitto con i bambini e in il viaggio per senior.
  • Solo mare: fai da te, con le escursioni comprate sul posto.
  • Viaggiatori esperti con due o tre settimane: fai da te con le escursioni locali per il Nilo e Abu Simbel, e la libertà per il resto. È il viaggio più bello che si possa fare in Egitto, per chi ha il tempo.
  • Chi vuole il deserto o Siwa: organizzato, perché non c’è alternativa al fuoristrada con l’autista.
  • Chi torna per la seconda volta: quello che gli è mancato la prima: chi ha fatto il gruppo prova il su misura, chi ha fatto da solo si concede una guida.

Chi sceglie il fai da te trova nel nostro blog tutto quello che serve, dai biglietti per le piramidi alla mappa delle regioni, e lo scriviamo anche per loro. Chi sceglie noi trova un programma disegnato sulle sue date e un numero che risponde.

Per un gruppo di amici il discorso cambia, e lo spieghiamo in Egitto con gli amici: minibus, guida e nave tutti per il gruppo.

Domande frequenti

Si può visitare l’Egitto da soli?

Sì. Il paese ha voli interni, treni, navi da crociera che si prenotano da soli e guide che si trovano sul posto; migliaia di viaggiatori lo fanno ogni anno. Costa più tempo e più energie di quanto si immagina, e alcune cose, come la crociera o Abu Simbel, finiscono comunque per passare da un operatore locale.

Che cosa cambia davvero fra organizzato e fai da te?

Quattro cose: chi vi sposta fra le città e dagli aeroporti, chi vi accompagna nei siti e ve li spiega, quanto tempo perdete a organizzare e contrattare, e chi risponde quando qualcosa non va. Il resto, i templi, il fiume e il mare, è uguale per tutti.

Viaggio organizzato vuol dire viaggio di gruppo?

No. Il viaggio organizzato più diffuso oggi è quello privato su misura, con auto, autista e guida solo per voi e il programma disegnato sulle vostre date. Il gruppo con il pullman è una delle formule, non l’unica.

Qual è la formula in mezzo?

Il fai da te con le escursioni locali: si prenotano da soli i voli e gli alberghi, e sul posto si comprano le giornate con guida e autista da un operatore locale. Funziona bene per il Cairo e per il mare, meno per il Nilo, dove la crociera detta i tempi.

La guida serve davvero?

Nei siti sì: senza chi spiega, Karnak è un insieme di colonne e la Valle dei Re una fila di corridoi. Con una guida che parla italiano si vede la metà dei posti e si capisce il doppio. Al mare e nel bazar no, la guida non serve.

Il fai da te è più rischioso?

Non più pericoloso, ma più esposto agli imprevisti: un treno in ritardo, un volo interno cancellato, una nave che cambia programma, un tassista che non arriva. Chi viaggia da solo li risolve da solo; chi viaggia organizzato ha un numero che risponde.

A chi conviene il fai da te?

A chi ha già viaggiato in paesi simili, ha tempo più che giorni, viaggia leggero, non teme di contrattare, e vuole la libertà di cambiare programma la sera per la mattina dopo. E a chi sta solo al mare, dove il fai da te funziona senza problemi.

A chi conviene l’organizzato?

A chi ha una settimana o dieci giorni e li vuole pieni, a chi viaggia con bambini o con genitori anziani, a chi vuole il Nilo e Abu Simbel, e a chi preferisce guardare i templi invece di organizzare come raggiungerli.

Powered by Joinchat