L'esterno del Grande Museo Egizio a Giza con la facciata a triangoli e l'obelisco sospeso, uno dei posti dove la carta funziona

Valuta egiziana, cambio e contanti: come funzionano i soldi in Egitto, senza sorprese

I soldi in Egitto sono semplici, ma hanno tre o quattro regole che nessuno spiega e che, se non si conoscono, costano tempo, qualche euro e una certa dose di nervosismo il primo giorno. Questa guida non vi dice quanto vale la lira oggi, perché il tasso cambia e va guardato la mattina in cui cambiate: vi dice come funzionano le cose, che è quello che non cambia. Che cos’è la lira e come si riconoscono le banconote, dove si cambia e dove no, quando serve il contante e quando basta la carta, perché le banconote piccole sono un tesoro, come si danno le mance e come si esce dal paese senza un portafoglio di lire inutili.

In breve

  • La moneta: la sterlina egiziana, detta anche lira, sigla EGP, scritta anche LE; le piastre ormai non si usano più.
  • Dove cambiare: banche, uffici di cambio autorizzati e bancomat; mai per strada.
  • In aeroporto: si cambia il minimo per il primo giorno, il resto in città; la ricevuta si conserva.
  • Con la carta: alberghi, navi, ristoranti dei quartieri centrali e biglietti dei siti principali.
  • In contanti: mercati, taxi, feluche, mance e piccoli acquisti: servono banconote di taglio piccolo.

Poi c’è la parte delle mance in Egitto, che si danno in lire e in contanti.

La sterlina egiziana (o lira) e le banconote

La valuta si chiama sterlina egiziana, che in Italia molti chiamano lira egiziana, in arabo gineh, sigla internazionale EGP, e in Egitto la vedrete scritta come LE o con il simbolo arabo. Si divide in cento piastre, ma le piastre nella vita reale sono sparite: i prezzi sono in lire intere. Come si leggono le cifre arabe sui cartellini è spiegato in arabo egiziano: i numeri e le parole utili.

Le banconote sono facili da riconoscere: ognuna ha un colore, su un lato una moschea del Cairo e sull’altro un monumento faraonico, e la cifra è scritta anche in numeri occidentali nell’angolo. Le monete esistono per i tagli più piccoli e le riceverete di resto; valgono poco e pesano, e conviene spenderle per l’acqua o darle come mancia. Negli ultimi anni sono entrate in circolazione banconote di plastica accanto a quelle di carta per alcuni tagli: valgono uguale.

Un consiglio pratico che vale per tutto il viaggio: guardate la banconota prima di darla e quando la ricevete di resto. Non per diffidenza, ma perché i colori si somigliano e il primo giorno tutti sbagliano di un fattore dieci almeno una volta.

Piramidi di spezie nei contenitori di latta di un banco del mercato, dove si paga solo in contanti

Che cosa portare dall’Italia

  • Euro in contanti, in banconote di taglio medio, pulite e non strappate. Servono per il visto in aeroporto e per cambiare. Le banconote rovinate in Egitto vengono rifiutate, e quelle di taglio molto grande a volte pure.
  • Almeno due carte, di circuiti diversi, tenute in posti diversi. Una che si blocca all’estero è la regola, non l’eccezione.
  • La banca avvisata del viaggio, dove l’app lo prevede, per evitare il blocco antifrode al primo prelievo.
  • Nessuna lira egiziana. Cambiarla in Italia è difficile e costoso; si cambia sul posto.

Il resto di quello che va in valigia, con la stessa logica, è in cosa mettere in valigia per l’Egitto.

Dove si cambia, e dove no

Tre posti giusti, uno sbagliato.

  • Le banche. Sportelli in tutte le città, in aeroporto e in molti alberghi grandi. Tasso esposto, ricevuta, serve il passaporto. Il modo più sicuro.
  • Gli uffici di cambio autorizzati. Hanno l’insegna, il tasso esposto su un tabellone e la ricevuta. Sono spesso più comodi delle banche per gli orari, e il tasso è simile.
  • I bancomat, che sono il metodo che usa la maggior parte dei viaggiatori oggi, e a cui è dedicato il capitolo successivo.
  • Mai per strada. Chi vi avvicina vicino a un sito o a un mercato offrendo un cambio migliore vi sta proponendo, nel migliore dei casi, un tasso peggiore con banconote contate male, e nel peggiore un reato. La risposta è quella di sempre: no, grazie.

In aeroporto, all’arrivo, si cambia il minimo per il primo giorno, e il grosso in città. La sequenza dell’arrivo, sportelli compresi, è in aeroporto del Cairo. La ricevuta del cambio si conserva: serve se alla fine si vogliono ricambiare le lire in euro.

La Sfinge di Giza con la piramide di Chefren alle spalle, dove i biglietti si pagano con la carta

I bancomat

I bancomat sono ovunque: in aeroporto, negli alberghi, nelle vie principali, all’ingresso dei siti più grandi, sulle navi in alcuni casi. Accettano le carte dei circuiti internazionali e hanno il menu in inglese. È il modo in cui oggi si procura il contante la maggior parte dei viaggiatori, e funziona bene con qualche accortezza.

  • Si usano quelli delle banche, dentro o accanto a una filiale o in un albergo, e non quelli isolati in strada.
  • Si rifiuta la conversione proposta dallo sportello. Alla fine del prelievo molti bancomat offrono di addebitare in euro “a tasso garantito”: è quasi sempre peggiore. Si sceglie l’addebito in valuta locale e si lascia fare alla propria banca.
  • Ogni prelievo ha un costo fisso, della banca egiziana e spesso della vostra: conviene fare pochi prelievi grandi invece di molti piccoli, e il limite per operazione, che varia da banca a banca, si scopre al primo tentativo.
  • Si preleva di giorno e si contano le banconote davanti allo sportello, con calma.

Un dettaglio che risparmia una telefonata alla banca: se lo sportello trattiene la carta o non eroga dopo aver addebitato, cosa rara ma possibile, si fotografa lo sportello con l’indirizzo e l’ora e si scrive subito alla propria banca dall’app. In Egitto la filiale accanto può aiutare solo se la carta è rimasta dentro; per il resto la pratica è italiana. È la ragione per cui si preleva di giorno, presso una filiale, e con una seconda carta in un’altra tasca.

Una banchina sul Nilo ad Assuan, con le feluche e le barche ormeggiate, i lampioni e una torre moderna sull'altra sponda

Carta o contanti: che cosa paga cosa

L’Egitto è un paese a due velocità: le carte funzionano benissimo in tutto ciò che è grande e organizzato, e non esistono in tutto ciò che è piccolo e quotidiano.

  • Con la carta: alberghi, navi da crociera e le loro spese di bordo, ristoranti dei quartieri centrali e degli alberghi, negozi grandi e centri commerciali, biglietti dei siti principali, che oggi sono quasi tutti passati alla carta: biglietti delle piramidi, biglietti dei templi.
  • In contanti: mercati e souk, taxi, tuk-tuk, carrozze e feluche, mance, acqua e snack, bagni pubblici, piccoli caffè e ristoranti di quartiere, custodi delle tombe, facchini, guide a cavallo o a cammello, e qualunque cosa comprata da un banco.

Per un viaggio organizzato con noi, dove alberghi, nave, trasferimenti, guida e biglietti sono già pagati, il contante serve solo per il piccolo: mance, mercato, qualche pranzo libero. È una somma modesta, e vi diciamo prima di partire quanto cambiare il primo giorno. Il quadro generale delle spese è in quanto costa un viaggio in Egitto.

Le vele delle feluche fra gli isolotti di granito ad Assuan: il barcaiolo si paga in lire, in contanti

Il problema dei tagli piccoli

È la cosa che sorprende di più. In Egitto mancano sempre le banconote piccole, e chi ha solo tagli grandi si trova a non poter pagare un’acqua, un bagno, una mancia, perché nessuno ha il resto, o dice di non averlo. Il bancomat, poi, eroga solo tagli grandi.

La soluzione è una routine: quando si cambia in banca si chiede espressamente una parte in banconote piccole; le banconote grandi si spendono dove il resto c’è, cioè nei ristoranti, nei negozi grandi e negli alberghi, e si tiene da parte tutto il piccolo che arriva di resto. Una tasca per il piccolo e una per il grande, e la giornata fila. Chi viaggia con una guida ha un aiuto in più: la guida ha sempre il resto, e in un mercato conta lei.

Chi preferisce portarsi dietro meno contanti può scegliere un programma privato con la scheda che elenca che cosa comprende: Luxor ovest in giornata (circa 8 ore, partenza da Luxor) e Assuan classica (circa 7 ore, partenza da Assuan).

Scheda carta o contanti in Egitto: con la carta si pagano alberghi, navi da crociera, ristoranti dei quartieri centrali, negozi grandi e biglietti dei siti principali; in contanti mercati, taxi, carrozze e feluche, mance, acqua e snack

Le mance, in lire

La mancia in Egitto non è un extra, è parte del reddito di chi lavora nel turismo, e si dà spesso e in piccole somme: al facchino, al custode, all’autista, al cameriere, alla guida a fine viaggio. Il principio è semplice e va detto una volta: si dà in lire, che chi la riceve può spendere il giorno stesso, e non in euro. Le monete in euro, in particolare, in Egitto non si cambiano e sono un regalo che non vale nulla.

Quanto, a chi e quando, con la logica di chi ci vive, è in mance in Egitto. Qui basta la regola sui tagli: le mance sono la ragione principale per cui servono le banconote piccole, e il motivo per cui conviene organizzarle dal primo giorno.

Euro e dollari: quando sì, quando no

  • Sì, per il visto in aeroporto. Il bollino del visto si paga in euro o in dollari, in contanti; al Cairo, dal 1° agosto 2026, il visto digitale si paga invece con carta: visto per l’Egitto.
  • Sì, per cambiare. Euro puliti, in banca o all’ufficio di cambio.
  • No, per pagare. Chi accetta euro o dollari in un negozio, in un taxi o in un mercato applica un cambio a suo favore, e spesso è il segnale di un posto che vive di turisti di passaggio. Si paga in lire, e chi paga in lire paga il prezzo giusto.
  • No, per le mance. Per la ragione detta sopra.

Nei mercati, dove si contratta, avere le lire in tasca è anche un argomento: chi tira fuori euro ha già perso la trattativa. Come funziona è in Khan el-Khalili e il mercato delle spezie.

L'approdo di Philae visto dalla barca, con la scalinata che sale dall'acqua e i resti del portale ad arco fra le palme

Uscire dal paese senza lire in tasca

La lira egiziana fuori dall’Egitto vale poco o niente, e ricambiarla in Italia è difficile. L’obiettivo dell’ultimo giorno è quindi arrivare in aeroporto con il minimo necessario: le mance finali, un caffè, e basta.

  • Si smette di prelevare due giorni prima e si vive del contante che resta.
  • Le ultime spese si fanno in lire, non con la carta, per consumare il contante.
  • Quello che avanza si ricambia in euro alla banca in aeroporto, con la ricevuta del cambio iniziale, o si spende nei negozi dopo i controlli.
  • Le monete si danno via come mancia all’ultimo facchino, perché nessuna banca le cambia.

E una regola per tutto il viaggio, che vale più di ogni tasso: i soldi si contano con calma, davanti a chi ve li dà, e nessuno in Egitto si offende per questo. Per chi viene per la prima volta, le altre cose da sapere sono in Egitto per la prima volta.

Domande frequenti

Si dice lira o sterlina egiziana?

Sono la stessa moneta. Il nome italiano ufficiale è sterlina egiziana, la traduzione dell’inglese Egyptian pound, mentre lira egiziana è l’uso più diffuso fra i viaggiatori. Gli egiziani dicono gineh, e sui cartellini si legge LE o EGP.

Come si chiamano i soldi egiziani?

Sterlina egiziana, che molti italiani chiamano lira egiziana; in arabo si dice gineh. La sigla internazionale è EGP, e sui cartellini si legge spesso LE. Si divide in cento piastre, ma ormai si ragiona in lire intere.

Qual è la valuta dell’Egitto?

La sterlina egiziana, che in italiano si sente chiamare anche lira egiziana, in arabo gineh, sigla EGP. Si divide in piastre, che nella pratica non si usano quasi più. Le banconote hanno i monumenti su un lato e le moschee sull’altro, e le cifre sono scritte anche in numeri arabi occidentali, quindi si leggono.

Conviene cambiare in Italia prima di partire?

No. La lira egiziana fuori dall’Egitto si trova a fatica e a un tasso peggiore. Si parte con euro in contanti e con le carte, e si cambia sul posto.

Dove si cambia?

Nelle banche, negli uffici di cambio autorizzati, che hanno l’insegna e il tasso esposto, e prelevando ai bancomat, che sono ovunque nelle città e nei siti. Mai da chi vi avvicina per strada.

Meglio contanti o carta?

Tutti e due, in proporzioni diverse a seconda del viaggio. La carta paga alberghi, navi, ristoranti dei quartieri centrali, biglietti dei siti principali e negozi grandi. Il contante paga i mercati, i taxi, le mance, l’acqua, i bagni, i barcaioli e tutto ciò che è piccolo.

Gli euro si accettano?

Per il visto in aeroporto sì, e sono il modo normale di pagarlo. Per il resto no: chi accetta euro in un negozio lo fa a un cambio a suo favore. Si paga in lire.

Che cosa succede con le banconote piccole?

Mancano sempre. Per le mance, i bagni e i piccoli acquisti servono tagli piccoli, e nessuno ha il resto. Quando si cambia si chiedono anche banconote piccole, e quelle grandi si spendono dove c’è il resto, come nei ristoranti.

Le mance si danno in lire o in euro?

In lire, che chi le riceve può spendere subito. Gli euro in monete non si cambiano in Egitto e sono un regalo inutile.

Che cosa si fa con le lire avanzate?

Si spendono prima di partire, o si ricambiano in euro in una banca in aeroporto, con la ricevuta del cambio iniziale a portata di mano. Fuori dall’Egitto valgono poco o niente.

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