
Hurghada all inclusive: come funziona davvero la formula, che cosa comprende, le zone della costa e come si esce dal resort
Hurghada è la capitale italiana dell’all inclusive: la formula del braccialetto, con i pasti, le bevande e la spiaggia compresi, è nata sul Mar Rosso prima che altrove e qui è la regola, non l’eccezione. Funziona benissimo per chi la conosce e delude chi la immagina diversa: chi si aspetta il cocktail di marca, la cena alla carta ogni sera o Luxor compresa nel prezzo scopre al check-in che non era così. Questa guida dice che cosa la formula comprende quasi sempre e che cosa quasi mai, come si legge la lista di un resort, in che cosa le zone della costa sono diverse fra loro e perché la zona conta più delle stelle, come si entra in acqua e dove c’è il reef, come funzionano le escursioni da dentro il resort, com’è la giornata dentro e fuori, quando andare e a chi conviene.
In breve
- Che cosa comprende: pasti a buffet, snack, bevande locali nei bar del resort, spiaggia, piscine e animazione.
- Che cosa no: bevande importate, ristoranti a tema oltre le sere concesse ed escursioni.
- Dove: in città, fra El Dahar e la Mamsha, oppure sulla costa verso Sahl Hasheesh, Makadi, Soma Bay ed El Gouna.
- Snorkeling dalla spiaggia: solo dove il reef è a riva; nelle baie di sabbia serve la barca.
- Quando andare: da marzo a novembre per il mare, con settembre e ottobre come mesi migliori.
Dal resort ai templi: escursione a Luxor da Hurghada.
La formula: che cosa comprende quasi sempre
All inclusive, a Hurghada, vuol dire una cosa abbastanza precisa, con variazioni da resort a resort che stanno nei dettagli e non nella sostanza:
- I tre pasti a buffet nel ristorante principale, con la cucina internazionale, una sezione egiziana e quasi sempre una pasta o una pizza per gli italiani.
- Gli snack a orari fissi: il gelato del pomeriggio, i panini in spiaggia, il tè con i dolci, a volte lo spuntino di mezzanotte.
- Le bevande locali, analcoliche e alcoliche, nei bar del resort e a orari definiti: acqua, bibite, succhi, caffè, la birra e il vino egiziani, i cocktail con gli alcolici locali.
- La spiaggia e le piscine con lettini, ombrelloni e teli, e il pontile dove c’è.
- L’animazione di giorno e di sera, il mini club per i bambini, la palestra, spesso il campo da tennis e gli sport senza motore.
- Una cena alla carta a settimana in uno dei ristoranti a tema, su prenotazione, in molti resort.
Il segno di tutto questo è il braccialetto, che si riceve all’arrivo e che apre bar e ristoranti; senza, si paga. Il resto della guida di Hurghada, con la città, le spiagge e il carattere della località, è in Hurghada.
Che cosa resta quasi sempre fuori
- Le bevande importate. Gli alcolici di marca, i vini stranieri, spesso le bibite in lattina e il caffè espresso della macchina; alcune formule le aggiungono con un pacchetto premium.
- I ristoranti alla carta oltre la cena compresa, e i piatti speciali come i frutti di mare al peso.
- La spa, i massaggi, il parrucchiere; a volte l’uso della sauna è compreso e i trattamenti no.
- Gli sport a motore: moto d’acqua, paracadute, banana, e quasi sempre le immersioni con bombola, che hanno un centro a parte.
- Le escursioni, tutte: Luxor, il Cairo, il safari, le isole, la barca con il fondo di vetro.
- Le mance, che a Hurghada sono attese come ovunque in Egitto e che il braccialetto non sostituisce: le mance in Egitto.
- Il minibar in camera, che alcune formule riempiono e altre no, e la cassaforte, di solito compresa.
- Il trasferimento dall’aeroporto, compreso nei pacchetti e non nelle prenotazioni dirette.
Nessuna di queste è una sorpresa se si sa prima, e tutte lo sono se non si sa. La stessa logica vale sulla nave, dove la parola tutto incluso ha un altro significato ancora: la crociera sul Nilo tutto incluso.

Come si legge la lista di un resort
Ogni resort pubblica la lista della sua formula, e le righe che contano sono poche. Gli orari dei bar: un all inclusive con il bar della spiaggia che chiude nel tardo pomeriggio e il bar della hall che chiude a tarda sera è diverso da uno con un bar sempre attivo. Le bevande: locali o anche importate, e in quali bar. I ristoranti: quante cene alla carta comprese, e se si prenotano. Il reef: casa, pontile o barca, la riga più importante per chi vuole stare in acqua. Il vento e l’esposizione della spiaggia, perché il Mar Rosso soffia e alcune baie sono riparate e altre no.
Le stelle contano meno di queste righe: un quattro stelle con il reef a riva e i bar aperti vale più di un cinque con la spiaggia di sabbia senza corallo e il bar che chiude presto, per chi viene per il mare. Chi viene per la piscina e il riposo ragiona al contrario. Noi scegliamo il resort con questi criteri e non con il catalogo, e per questo chiediamo prima che cosa cercate.

Le zone della costa: da El Gouna a Soma Bay
Hurghada non è un posto ma una costa di sessanta chilometri, e la zona decide la vacanza più di ogni altra scelta.
- El Dahar e Sekalla, il centro e il porto: la città vera, con il mercato, i ristoranti di pesce e la marina; i resort qui sono più vecchi e più piccoli, ma si esce a piedi.
- La Mamsha e la zona degli alberghi, la passeggiata lunga con i resort in fila sul mare, i negozi e i ristoranti fuori dal cancello: il compromesso fra resort e città.
- Sahl Hasheesh, a sud, una baia costruita da zero con i resort grandi, la passeggiata e la spiaggia lunga: chiusa, curata, silenziosa: Sahl Hasheesh.
- Makadi Bay, più a sud, baie riparate e resort per famiglie, con il reef a portata di pontile.
- Soma Bay e Safaga, in fondo, la penisola dei resort sportivi con il kite, il golf e il reef migliore della costa, e Safaga con la sua sabbia: Soma Bay e Safaga.
- El Gouna, a nord, la cittadina di lagune e canali con le case basse, i ristoranti, la marina e il vento per il kite: un mondo a sé, dove l’all inclusive è meno diffuso e si esce la sera: El Gouna.
La regola: in città si esce, sulla costa si sta. Chi vuole vedere l’Egitto la sera sceglie la Mamsha o El Gouna; chi vuole il silenzio e il reef sceglie il sud. Il confronto con l’altra grande località, per chi non ha ancora deciso, è in Sharm o Hurghada.

Il reef: pontile, riva o barca
La domanda che divide i resort di Hurghada è dove sta il corallo. In molte zone il reef comincia a pochi metri dalla riva, e il resort ha costruito un pontile di legno che lo scavalca fino all’acqua profonda: si scende dalla scaletta in fondo e si è sopra i pesci, con lo snorkeling a due passi dal lettino. In altre zone la spiaggia è di sabbia, si entra dall’acqua bassa e il corallo non c’è: bella per i bambini e per chi nuota, inutile per chi vuole i pesci, che allora prende la barca per le isole di Giftun o per i reef al largo, con la giornata intera e il pranzo a bordo.
Chi viene per lo snorkeling sceglie il pontile; chi viene con i bambini piccoli sceglie la sabbia e la barca una volta; chi fa immersioni guarda il centro diving del resort e i siti raggiungibili. Le scarpette di gomma servono ovunque, perché il corallo taglia e il fondo ha i ricci. Il Mar Rosso, con le sue stagioni e le sue regole, è in il Mar Rosso.


Le escursioni dal resort
Le escursioni non sono comprese, e a Hurghada si vendono in tre posti: il banco del tour operator nella hall, il banchetto sulla spiaggia o fuori dal cancello, e gli operatori locali come noi. Il banco della hall è comodo e ha i prezzi più alti; il banchetto ha i prezzi più bassi e la qualità che ne consegue, con il pullman che gira dieci alberghi e la guida per quaranta persone; l’operatore locale sta in mezzo, con l’auto privata e la guida per voi, e si prenota prima di partire con un messaggio.
Le escursioni che valgono da Hurghada: Luxor in giornata, la più importante, con la partenza nella notte e la Valle dei Re all’alba: Luxor da Hurghada; il Cairo, in giornata in aereo o con la notte in auto: il Cairo da Hurghada; il safari nel deserto del pomeriggio, con la cena beduina: safari nel deserto; le isole di Giftun e Mahmya con la barca; e la barca con il fondo di vetro o il sottomarino per chi non nuota. La distanza vera fra la costa e i templi è in quanto dista Luxor dal Mar Rosso.

La giornata dentro e la giornata fuori
Dentro. La giornata del resort ha un ritmo che si impara in un giorno: colazione lunga, il lettino prenotato con il telo, il pontile e i pesci a metà mattina, il pranzo al buffet, la siesta nelle ore calde, la piscina e il gelato, la partita di beach volley dell’animazione, il tramonto dal bar, la cena e lo spettacolo. È una vacanza di riposo, e chi la vuole così la trova perfetta. Il rischio è di non uscire mai, e dopo una settimana non aver visto l’Egitto.
Fuori. La sera, dalla Mamsha o da El Gouna, si esce per la marina, il pesce alla griglia sul porto, il mercato di El Dahar con le spezie e i tessuti; e per chi sta in un resort lontano dalla città un taxi ci porta in venti minuti. Le due o tre uscite che cambiano la settimana sono Luxor, il deserto e le isole; il resto della settimana è il mare. La cucina egiziana che nel buffet non c’è, o c’è in versione internazionale, si trova in città: la cucina egiziana.
Quando andare
Hurghada ha il mare buono da marzo a novembre, con settembre e ottobre come mesi migliori, per l’acqua calda, il vento più calmo e le spiagge svuotate; luglio e agosto hanno il caldo forte e il vento, con Ferragosto pieno di italiani; l’inverno ha il sole e l’aria fresca, con l’acqua fredda per i bagni lunghi e il vento che rende la spiaggia meno comoda, ma con i resort che vivono lo stesso, perché a Natale e a Capodanno si riempiono. Il quadro mese per mese è in quando andare sul Mar Rosso; le stagioni opposte del Nilo e del mare, che decidono l’ordine di un viaggio combinato, in Nilo o Mar Rosso, due stagioni diverse.

A chi conviene, e le alternative
- Famiglie con bambini: è la formula nata per loro, con la zona scelta per la spiaggia di sabbia e il mini club: l’Egitto con i bambini.
- Chi vuole riposare dopo il Nilo: quattro notti di all inclusive dopo la crociera sono la chiusura più venduta del viaggio classico: Egitto in 14 giorni.
- Chi vuole il mare e una sola giornata di templi: la settimana a Hurghada con Luxor in giornata.
- Chi vuole uscire, mangiare fuori, vedere la gente: meglio la mezza pensione sulla Mamsha o a El Gouna, dove il braccialetto è uno spreco.
- Chi vuole il reef migliore e il silenzio: Soma Bay, Safaga, o più a sud Marsa Alam, dove i resort sono all inclusive per forza, perché intorno non c’è niente.
- Coppie in viaggio di nozze: i resort per adulti di Sahl Hasheesh e Soma Bay, dopo il Nilo: il viaggio di nozze in Egitto.
Il modo in cui scegliamo il resort, con la zona, il reef e la formula giusti per voi, e le escursioni organizzate con la nostra guida invece che dal banchetto, è quello che proponiamo su WhatsApp: si parte da che cosa cercate, non dal catalogo.
Che cosa vuol dire all inclusive in Egitto in generale, e come si unisce il resort al Nilo e al Cairo, è in Egitto all inclusive.
Domande frequenti
Che cosa comprende l’all inclusive a Hurghada?
Di norma i pasti a buffet, gli snack a orari fissi, le bevande locali analcoliche e alcoliche nei bar del resort, la spiaggia con lettini, le piscine e l’animazione. Quasi mai le bevande importate, i ristoranti alla carta oltre una cena, la spa, gli sport a motore, le escursioni e le mance. Ogni resort ha la sua lista, e va letta.
Che cos’è il braccialetto?
Il segno di riconoscimento della formula: si mette all’arrivo e apre i bar e i ristoranti compresi. In alcuni resort il colore distingue le formule; senza braccialetto si paga.
Hurghada città o la costa?
Hurghada è una costa di sessanta chilometri: la città con El Dahar, Sekalla e la Mamsha, poi verso sud Sahl Hasheesh, Makadi e Soma Bay, verso nord El Gouna. In città si esce a piedi, sulla costa il resort è un mondo chiuso con il reef davanti.
Si fa snorkeling dalla spiaggia?
Dipende dalla zona: dove il reef è a riva si entra dal pontile e si vede il corallo a due metri; nelle baie di sabbia si prende la barca. È la domanda da fare prima di scegliere il resort.
Le escursioni sono comprese?
No, mai: Luxor in giornata, il Cairo, il safari nel deserto, le barche per le isole si comprano a parte, dal resort, dal banchetto in spiaggia o da un operatore come noi, che li organizza con la guida in italiano.
Quando andare a Hurghada?
Da marzo a novembre per il mare, con settembre e ottobre come mesi migliori; d’inverno sole e aria fresca, con l’acqua più fresca e il vento. A Ferragosto e a Natale i resort sono pieni.
Va bene per le famiglie?
È la formula pensata per loro: i bambini mangiano quando vogliono, la piscina è a due passi, l’animazione li occupa. La scelta della zona e del reef conta più della stella in più.
Si può combinare con il Nilo?
Sì, ed è il viaggio più venduto: prima la crociera, poi i giorni a Hurghada per riposare; oppure la settimana al mare con una giornata a Luxor. Come si incastrano è in una guida a parte.