
L’Eid al-Adha in Egitto: che cosa cambia per chi viaggia, che cosa chiude e che cosa resta aperto, la folla e come si organizzano i giorni
L’Eid al-Adha, la festa del sacrificio, è la festa più importante dell’Islam e la vacanza più lunga dell’anno egiziano: quattro giorni in cui il paese si ferma, prega all’alba nelle piazze, sacrifica gli animali, mangia in famiglia e parte, tutto insieme, verso il mare, Alessandria e i paesi d’origine. Per chi viaggia in Egitto in quei giorni cambia meno di quanto si tema e più di quanto si immagini: i templi e i musei restano aperti, ma i treni sono pieni, i resort del Mar Rosso hanno le famiglie egiziane, gli uffici sono chiusi e le strade dei quartieri, la mattina del primo giorno, mostrano una cosa che in Europa non si vede più. Questa guida dice che cos’è la festa, perché la data si sposta e come si verifica, che cosa chiude e che cosa no, com’è la folla e dove, che cosa si vede per strada e come prenderlo, che cosa si mangia, in che cosa l’Eid è diverso dal Ramadan e dall’altra festa, come organizzare il viaggio intorno ai quattro giorni e come comportarsi.
Che cos’è l’Eid al-Adha
L’Eid al-Adha, la festa del sacrificio, che gli egiziani chiamano semplicemente l’Eid grande, ricorda il sacrificio che Abramo era pronto a compiere del figlio e l’ariete che Dio mise al suo posto: la stessa storia della Bibbia, celebrata nel giorno in cui i pellegrini alla Mecca concludono il pellegrinaggio. Ogni famiglia che può sacrifica un animale, una pecora, una capra, un vitello o un cammello, e ne divide la carne in tre parti: una per sé, una per i parenti e gli amici, una per i poveri. È la festa della generosità e della famiglia, e per gli egiziani è quello che il Natale è per gli italiani: i vestiti nuovi, i regali ai bambini, i parenti che arrivano, i pranzi che non finiscono.
Dura quattro giorni, dei quali il primo è quello della preghiera all’alba e del sacrificio, e gli altri tre sono di visite e di viaggio. In Egitto sono tutti festivi, con gli uffici chiusi e le scuole in vacanza, e insieme ai giorni intorno formano la vacanza lunga dell’anno, quella in cui il paese si sposta. Il calendario di tutte le feste egiziane, fisse e mobili, è in feste e festival in Egitto.
La data che si sposta, e come si verifica
L’Eid al-Adha cade il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario islamico, che è lunare e più corto del nostro di circa undici giorni: per questo la festa arretra ogni anno, e in un ciclo di trentatré anni attraversa tutte le stagioni. La data esatta dipende dall’osservazione della luna nuova e viene confermata dalle autorità religiose pochi giorni prima; le date che si trovano nei calendari con un anno di anticipo sono previsioni, giuste quasi sempre, con lo scarto possibile di un giorno.
Per chi organizza un viaggio la regola è semplice: si guarda in quale settimana cade l’Eid nell’anno del viaggio, si mette in conto lo scarto di un giorno, e si decide se stare dentro, prima o dopo. Noi lo verifichiamo per ogni preventivo e lo diciamo prima, perché i giorni della festa cambiano i trasporti e gli alberghi più che le visite. Il Ramadan, che precede l’altra festa e che cade circa due mesi e mezzo prima dell’Eid al-Adha, segue la stessa logica: viaggiare in Egitto durante il Ramadan.

Che cosa chiude e che cosa resta aperto
- Restano aperti: i siti archeologici, i templi, le piramidi, i musei, con orari a volte ridotti il primo giorno; gli alberghi, le navi, i ristoranti turistici, i bazar del Cairo e di Luxor, che anzi si riempiono; le farmacie di turno, i supermercati delle città.
- Chiudono: gli uffici pubblici, le banche, le poste, gli uffici delle compagnie aeree in città, i musei minori gestiti da enti, molti negozi di quartiere e le botteghe artigiane, i mercati all’ingrosso, e nel primo giorno molti ristoranti locali fino al pomeriggio.
- Cambiano: gli orari dei siti, ridotti il primo giorno e normali dopo, che la guida verifica; i trasporti pubblici, pieni e con gli orari di festa; gli uffici del cambio, con le banche chiuse e i cambiavalute degli alberghi come alternativa: la valuta egiziana.
Per un viaggiatore con un programma organizzato la differenza è piccola: le visite si fanno, la nave naviga, la guida sa quali sale chiudono il primo giorno. Chi viaggia da solo deve sapere che le banche e gli uffici non ci sono per quattro giorni e che i biglietti dei treni si comprano prima.

La folla: gli egiziani in viaggio
La vera differenza dell’Eid non è quello che chiude, ma chi si muove: cento milioni di egiziani con quattro giorni di vacanza, che partono tutti insieme. I treni fra il Cairo e l’Alto Egitto sono pieni giorni prima, con i biglietti esauriti e le carrozze stipate di chi torna al paese; i voli interni si riempiono; le strade per Alessandria e per la costa nord hanno le code dei cairoti; i resort del Mar Rosso passano dai turisti europei alle famiglie egiziane, con un’atmosfera diversa, più affollata e più animata, e con le camere prenotate con largo anticipo. Nei siti archeologici, nel pomeriggio, arrivano le famiglie egiziane in gita, che nei giorni normali non ci sono, e i templi si riempiono di bambini con i vestiti nuovi.
I gruppi stranieri, invece, non aumentano, e per questo il Nilo nei giorni dell’Eid è quasi come sempre: le navi hanno i loro passeggeri, i templi hanno le comitive normali al mattino e le famiglie egiziane nel pomeriggio. Chi fa la crociera nei giorni della festa se ne accorge poco; chi deve prendere un treno o un volo interno, o dormire in un resort del mare, se ne accorge molto. Le quattro rotte interne che contano sono in i voli interni in Egitto e in dal Cairo a Luxor.

Che cosa si vede per strada, e come prenderlo
La mattina del primo giorno comincia prima dell’alba con la preghiera dell’Eid, che nelle città si fa all’aperto: le piazze, i cortili delle moschee, le strade davanti ai quartieri si riempiono di file di uomini, e sempre più di famiglie intere, con i tappeti stesi e i vestiti nuovi, e il canto che si sente da lontano. È uno degli spettacoli più belli dell’Egitto per chi ha la fortuna di trovarsi al Cairo o a Luxor quella mattina, e si guarda da lontano, con rispetto, senza attraversare le file.
Subito dopo comincia il sacrificio, che nelle città avviene nei macelli e nei cortili, ma nei quartieri popolari e nei villaggi anche per strada: le pecore e i vitelli comprati nei giorni prima, i macellai al lavoro, la carne divisa e portata di casa in casa, il sangue sull’asfalto. Per un europeo è forte, e lo diciamo: chi non vuole vederlo evita i quartieri popolari e i villaggi la mattina del primo giorno e passa quelle ore in un sito, in un museo o sulla nave, dove non c’è. Chi lo vede lo prende per quello che è, un rito antico di condivisione, e non lo fotografa. Dal pomeriggio in poi, e per i tre giorni seguenti, la strada è solo festa: famiglie a passeggio, bambini con i palloncini, i giardini pubblici e le rive del Nilo piene, le barche a motore con la musica, il bazar affollato di egiziani.
Il cibo della festa e i saluti
L’Eid al-Adha è la festa della carne: la fatta, il piatto della festa, con il riso, il pane tostato, la carne bollita e la salsa di aglio e aceto; gli spiedini e le costolette alla griglia; il fegato e la trippa nei quartieri popolari; e nei giorni dopo la carne conservata e i piatti che ne derivano. Nei ristoranti turistici il menù non cambia; in quelli locali, nei giorni della festa, cambia tutto e vale la pena. I dolci, che sono il centro dell’altra festa, qui sono di contorno. La cucina egiziana nel suo insieme è in la cucina egiziana.
Il saluto è una sola formula, che vale per tutti e apre tutte le porte: Eid mubarak, festa benedetta, o in egiziano kul sana wenta tayyeb, che ogni anno tu stia bene, con la risposta wenta tayyeb. Chi lo dice al cameriere, alla guida, all’autista e al venditore del bazar riceve in cambio un sorriso e, spesso, un dolce, un tè o un pezzo di carne della festa: si accetta, sempre.

Eid al-Adha, Eid al-Fitr e Ramadan: le differenze
- Il Ramadan è un mese di digiuno diurno: la vita si sposta alla sera, i ristoranti locali chiudono di giorno, i siti riducono gli orari, le notti sono lunghe e animate. È un periodo, non una festa, e cambia il ritmo di tutto il paese per trenta giorni.
- L’Eid al-Fitr, la festa piccola, chiude il Ramadan con tre giorni di festa, di dolci e di visite: è la festa dei biscotti, il kahk, e dei bambini, con la folla in viaggio ma senza il sacrificio.
- L’Eid al-Adha, la festa grande, viene circa settanta giorni dopo, con quattro giorni, il sacrificio e la vacanza più lunga: è quella che sposta più gente e che chiude più uffici.
Per un viaggiatore la scala è questa: il Ramadan cambia il ritmo delle giornate per un mese, l’Eid al-Fitr cambia tre giorni di trasporti, l’Eid al-Adha cambia quattro giorni di trasporti e di alberghi e, la mattina del primo, le strade. Nessuno dei tre chiude i templi. Chi viaggia con esigenze religiose proprie trova le indicazioni in il viaggio halal in Egitto.

Come si organizza il viaggio intorno ai quattro giorni
- Prima della festa. I giorni che precedono l’Eid sono normali, con i mercati del bestiame nelle città e la gente che compra i vestiti: un buon momento per il bazar e per il Cairo. I treni e i voli verso l’Alto Egitto si riempiono nell’ultimo giorno: si parte prima.
- Durante. Il posto migliore è la nave, che naviga come sempre con i templi aperti, o il Cairo per chi vuole vedere la festa; il posto peggiore è un treno o un resort del mare prenotato all’ultimo. Le visite del primo giorno si fanno con la guida che conosce gli orari ridotti, e la mattina presto si passa in un sito o sul ponte.
- Dopo. Il giorno dopo la festa il paese torna al lavoro e i trasporti si scaricano con un giorno di ritardo: chi deve rientrare con un volo interno il giorno dopo l’Eid lo prenota con largo anticipo.
- Il mare. Chi ha il Mar Rosso nei giorni dell’Eid trova il resort pieno di famiglie egiziane e un’atmosfera diversa, viva e rumorosa; chi cerca il silenzio sposta i giorni di mare prima o dopo, o sceglie le località meno frequentate dagli egiziani, come Marsa Alam: il Mar Rosso.
Nel viaggio organizzato tutto questo è già dentro: i voli interni prenotati mesi prima, la nave con i suoi orari, la guida con il calendario del primo giorno. È una delle ragioni per cui il viaggio organizzato conviene nelle date di festa più che in ogni altra: viaggio organizzato o fai da te.

Come ci si comporta, e a chi conviene evitare
Le regole sono quelle di sempre, con qualche attenzione in più. Nelle zone della preghiera del mattino ci si veste con rispetto, spalle e gambe coperte, e si guarda da lontano; non si fotografa il sacrificio, e non si fotografano le persone senza chiedere, anche se in festa; si accetta quello che viene offerto, perché nell’Eid rifiutare è scortese; si tiene la voce bassa nelle moschee, che sono piene e in funzione; e si ricorda che chi lavora nei giorni della festa, la guida, l’autista, l’equipaggio della nave, sta rinunciando al pranzo di famiglia: un augurio e una mancia in più sono giusti, come spieghiamo in le mance in Egitto.
A chi conviene evitare le date. A chi viaggia da solo con i treni e gli alberghi presi sul momento; a chi vuole il Mar Rosso tranquillo; a chi ha uffici, banche o pratiche da sbrigare in Egitto; e a chi non vuole vedere il sacrificio, che comunque si evita con facilità stando nei siti la mattina del primo giorno. A chi non conviene evitarle: a chi fa la crociera, che non cambia; a chi vuole vedere l’Egitto in festa, che in quei giorni si mostra come non fa mai; e a chi viaggia con noi, perché le date le abbiamo già viste. Il quadro dei mesi, con le feste mobili che ci cadono dentro, è in quando andare in Alto Egitto.
Domande frequenti
Che cos’è l’Eid al-Adha?
La festa del sacrificio, la più importante dell’Islam: ricorda il sacrificio di Abramo e chiude il pellegrinaggio alla Mecca. In Egitto dura quattro giorni, con la preghiera all’alba del primo, il sacrificio di una pecora o di un vitello, la carne distribuita ai poveri e i pranzi in famiglia.
Quando cade?
Segue il calendario lunare islamico e arretra di circa undici giorni ogni anno rispetto al nostro: la data esatta si fissa con l’osservazione della luna e si conferma pochi giorni prima. Per il vostro viaggio si controlla il calendario dell’anno, e noi lo facciamo per voi.
I siti archeologici e i musei chiudono?
No: i templi, le piramidi e i musei restano aperti, in alcuni casi con orari ridotti il primo giorno. Chiudono gli uffici, le banche, molti negozi e uffici privati per i quattro giorni.
C’è più folla?
Sì, di egiziani: è la vacanza lunga del paese, con i treni, gli aerei interni, i resort del Mar Rosso, Alessandria e la costa nord pieni di famiglie, e i siti visitati dagli egiziani nel pomeriggio. I gruppi stranieri non aumentano.
Che cosa si vede per strada?
La mattina del primo giorno la preghiera all’aperto nelle piazze e davanti alle moschee, con i vestiti nuovi; poi il sacrificio degli animali nelle strade dei quartieri popolari, che per un europeo può essere forte. Nel resto dei giorni, famiglie in festa ovunque.
È diverso dal Ramadan?
Molto: nel Ramadan si digiuna di giorno per un mese e la vita si sposta alla sera; nell’Eid si mangia, si viaggia e si fa festa per quattro giorni. Dopo il Ramadan c’è l’altra festa, l’Eid al-Fitr, più breve e più dolce.
Conviene viaggiare in quei giorni?
Per il Nilo sì, con i siti aperti e i gruppi stranieri normali; per il Mar Rosso e per i trasporti interni meno, perché tutto è pieno di egiziani in vacanza. Si prenota prima e si evitano i treni.
Come ci si comporta?
Come sempre, con un saluto in più: Eid mubarak, festa benedetta, apre tutte le porte. Ci si veste con rispetto nelle zone di preghiera, non si fotografano i sacrifici, e si accetta il dolce o il tè che vi verrà offerto.