La corte di Ramesse II nel tempio di Luxor illuminata di notte, l'ora in cui in Egitto cominciano gli spettacoli

Danza del ventre in Egitto: che cos’è davvero, dove vederla bene e come riconoscere uno spettacolo serio

La danza del ventre è una delle cose che gli italiani associano all’Egitto prima ancora di partire, e una di quelle su cui arrivano con le idee più confuse. In Egitto si chiama raqs sharqi, danza orientale, ed è un’arte di scena con una storia precisa, nata al Cairo nel Novecento da tradizioni molto più antiche, con le sue grandi interpreti, la sua musica e le sue regole. Questa guida spiega che cos’è e da dove viene, dove un viaggiatore la vede bene e dove no, che cosa distingue uno spettacolo serio da uno per turisti, come ci si comporta, e come fa una donna che vuole provare una lezione.

Che cos’è il raqs sharqi

Il nome italiano, danza del ventre, è una traduzione ottocentesca dal francese e descrive male quello che si vede. La danza orientale egiziana lavora con tutto il corpo, con le anche e il busto isolati l’uno dall’altro, con le braccia che disegnano nell’aria, con i piedi che quasi non si spostano. Non è acrobatica e non è veloce: è una danza di controllo, che dialoga con la musica, e in particolare con le percussioni e con il canto.

In Egitto è un’arte riconosciuta, con le sue stelle, i suoi maestri e la sua orchestra tipica, e insieme un mestiere dallo statuto sociale ambiguo, rispettato sul palco e guardato con sospetto fuori. È una contraddizione che gli egiziani conoscono e che vale la pena tenere a mente: la ballerina che vedete è una professionista, e va trattata come tale.

La musica merita una riga a parte, perché è metà dello spettacolo. L’orchestra tipica ha il qanun, la cetra a corde pizzicate, il violino, il nay, che è il flauto di canna, il liuto, e le percussioni: la tabla, che è il tamburo a calice, e il riq, il tamburello con i sonagli. Nel momento centrale della danza gli altri strumenti tacciono e restano solo la tabla e la ballerina, che risponde a ogni colpo con un movimento: è l’assolo di percussioni, ed è la parte che chi conosce la danza aspetta.

Due feluche a vela sul Nilo al tramonto, prima delle serate a bordo con la musica

Da dove viene: le ghawazi, le awalim, il cinema

La storia in tre tappe, senza date che non servono.

  • Le ghawazi. Danzatrici itineranti dell’Alto Egitto, che ballavano nelle strade e alle feste dei villaggi, con i cimbali alle dita e le gonne larghe. Sono la radice popolare, e la loro tradizione sopravvive in poche famiglie.
  • Le awalim. Le “colte”: cantanti, poetesse e danzatrici che si esibivano nelle case, per i matrimoni e le feste, con un repertorio raffinato. Sono la radice cittadina.
  • Il cinema. Fra gli anni Trenta e Cinquanta il Cairo era la capitale del cinema arabo, e le sue dive erano ballerine: Tahia Carioca e Samia Gamal sono nomi che ogni egiziano conosce. Fu lì che la danza prese la forma che si vede oggi, con il costume a due pezzi, l’orchestra, la coreografia. È il raqs sharqi.

Chi vuole vedere questa storia in movimento la trova nei vecchi film in bianco e nero, che i canali egiziani passano ancora ogni sera. Qualche titolo per prepararsi al viaggio è in film e serie sull’Egitto.

Dove la si vede bene

Per un viaggiatore ci sono tre contesti in cui la danza orientale si vede bene, in sicurezza e con ballerine vere.

  1. Le barche con cena sul Nilo, al Cairo. Si sale la sera, si cena mentre la barca risale il fiume con le luci della città, e a metà cena entrano l’orchestra, la ballerina e poi il danzatore di tanoura. È il modo più semplice e più completo, e la qualità cambia molto da barca a barca: la scegliamo noi.
  2. Gli spettacoli dei grandi alberghi. Alcuni alberghi del Cairo hanno una sala con orchestra e una ballerina di nome, in serate che sono un’istituzione per le famiglie egiziane benestanti. È la versione più elegante.
  3. La serata a bordo della nave, fra Luxor e Assuan. Quasi tutte le crociere hanno una sera con ballerina e tanoura, e una sera in galabeya con la musica popolare. La qualità è variabile, ma l’atmosfera con il fiume fuori e il tempio illuminato sulla riva è unica: crociera sul Nilo.

In tutti e tre i casi il pubblico è misto, con famiglie e bambini, e non c’è nulla che metta a disagio. Come si costruisce la sera dentro una giornata al Cairo è in la guida al Cairo.

Il cortile di una moschea mamelucca nel Cairo islamico, il quartiere dove si balla la tanoura

Dove no

Il Cairo ha anche una scena di locali notturni, concentrati lungo la strada delle piramidi e in alcuni alberghi, dove la danza si vede fra i tavoli fino all’alba, con bottiglie, mance in banconote lanciate e un pubblico che non è quello delle famiglie. Non è pericoloso, ma non è quello che un viaggiatore cerca, e la danza che ci si vede è spesso la meno interessante. Non ce li mettiamo nel programma, e se qualcuno per strada vi propone di portarvici, la risposta è quella di sempre: no, grazie.

Lo stesso vale per gli “spettacoli folcloristici” improvvisati nei ristoranti per gruppi, con una ballerina che passa fra i tavoli per due minuti mentre si mangia. Non fanno male a nessuno, ma non sono la danza orientale: sono un intermezzo.

I danzatori tanoura in costume tradizionale sul palco di una sala con le grate di legno, con i musicisti dietro

Come si riconosce uno spettacolo serio

  • C’è un’orchestra, o almeno un percussionista dal vivo. La danza orientale è un dialogo con la musica, e con una base registrata è un’altra cosa.
  • La ballerina balla per venti minuti, non per tre. Uno spettacolo vero ha un’entrata, una parte lenta, un assolo di percussioni e una chiusura. Un intermezzo ha solo la parte veloce.
  • Il pubblico guarda, non mangia e non parla. Nei posti seri quando entra la ballerina il servizio si ferma.
  • Nessuno viene invitato a salire sul palco a metà spettacolo, se non nella parte finale e per gioco.
  • Il costume è ricco e il trucco di scena, non da locale notturno.

Se ci sono queste cinque cose, state guardando la cosa vera, e vale la sera.

Una casa nubiana ad Assuan con gli archi bianchi e la bouganville, dove la sera si suona e si balla

La tanoura, l’altra danza

Quasi ogni serata egiziana ha anche un danzatore di tanoura, e per molti è la parte che ricordano di più. È una danza maschile di origine sufi, cugina di quella dei dervisci turchi: il danzatore gira su se stesso per minuti interi, con una o più gonne larghe e coloratissime che si aprono a ruota, e le solleva, le fa girare sopra la testa, le sfila una dopo l’altra senza mai fermarsi. La musica è quella delle confraternite, con i tamburi e i canti.

La si vede nelle barche sul Nilo e sulle navi, ma la versione più bella è quella nel cuore del Cairo islamico, in un caravanserraglio mamelucco restaurato, dove una compagnia tradizionale fa uno spettacolo di un’ora e mezza con la musica dal vivo. È uno spettacolo per tutti, e va prenotato con la guida perché il cortile è piccolo e i posti finiscono. Il quartiere intorno è in hammam tradizionale al Cairo e in Khan el-Khalili.

Un danzatore di tanoura che gira in una sala di pietra, con i musicisti in abiti bianchi e i tamburi sullo sfondo

La musica nubiana ad Assuan

Ad Assuan la sera non si balla il raqs sharqi: si suona e si balla nubiano. I tamburi, il canto in coro con le domande e le risposte, il battito delle mani, le danze in fila degli uomini con i bastoni, e un pubblico che entra nel cerchio dopo cinque minuti. Non è uno spettacolo, è una festa, e quando si ha la fortuna di capitarci in un villaggio, per un matrimonio o una sera qualsiasi, è uno dei ricordi più forti dell’Egitto.

Le navi da crociera hanno spesso una “serata nubiana” con un gruppo che sale a bordo, che è una versione addomesticata della stessa cosa e vale comunque. La versione vera è nei villaggi: villaggio nubiano ad Assuan.

Come ci si comporta

  • Si guarda e si applaude. La ballerina è un’artista, e il rispetto si vede dall’attenzione.
  • Non si tocca, mai. Nemmeno per la foto. Se la ballerina invita qualcuno a ballare nel finale, si balla a distanza e con allegria.
  • Le foto, senza flash, e chiedendo. Nelle barche e sulle navi sono benvenute; in albergo dipende dal posto.
  • Si veste come per una cena. Le donne come vogliono, senza pensieri: il pubblico egiziano è vestito bene, ed è una serata in cui ci si veste bene.
  • Non si lanciano banconote. Si vede nei locali notturni e nei film; negli spettacoli per famiglie non si fa, e in barca o in albergo è tutto compreso.

Danzatori di tanoura in movimento durante uno spettacolo al Cairo, con le gonne bianche e colorate sfocate dal giro

Prendere una lezione

Molte donne, e alcuni uomini, arrivano in Egitto con l’idea di provare. Si può, e in due modi.

La mini lezione a bordo. Nella serata in galabeya delle navi da crociera la ballerina o l’animatrice insegna i movimenti di base per mezz’ora, con tutti i passeggeri in cerchio e molte risate. Non si impara niente, ci si diverte, ed è un buon inizio.

La lezione vera, al Cairo. La città ha scuole e insegnanti di livello internazionale, che ricevono allieve di passaggio per una o più lezioni private, con musica dal vivo su richiesta. Ci vuole una mattina, e per chi balla già, anche in Italia, è l’occasione di studiare alla fonte. La organizziamo nel programma, con l’insegnante scelta in base al livello, e vi diciamo prima che cosa portare. Per chi viaggia da sola è anche un modo naturale di incontrare le cairote: viaggiare da sola in Egitto.

Chi vuole studiare per davvero, per settimane, trova al Cairo festival e stage internazionali in certi periodi dell’anno. Ne parliamo con chi ce lo chiede, perché le date cambiano ogni anno. Il resto del calendario delle feste è in feste e festival in Egitto.

Domande frequenti

La danza del ventre è egiziana?

La forma che conosciamo, il raqs sharqi, è nata al Cairo fra le due guerre, nei locali e poi nel cinema, da tradizioni popolari più antiche. L’Egitto ne è considerato la patria, e le ballerine di tutto il mondo vengono qui a studiarla.

Dove la si vede bene da turisti?

Sulle barche con cena sul Nilo al Cairo, negli spettacoli serali dei grandi alberghi, e nella serata folcloristica a bordo delle navi da crociera. Sono contesti sicuri, con ballerine professioniste e un pubblico misto di famiglie.

È uno spettacolo adatto a tutti?

Sì, nei contesti indicati. È un’arte di scena, non uno spogliarello: la ballerina è vestita, il pubblico è seduto a tavola con i bambini, e non c’è niente che imbarazzi. I locali notturni sono un’altra cosa, e non li consigliamo.

Che cos’è la tanoura?

Una danza maschile di origine sufi, con una gonna larga e colorata che gira per minuti interi. Si vede al Cairo, in uno spettacolo folcloristico nel cuore della città vecchia, e in molte serate sulle navi. È l’altra danza che vale la pena vedere.

Si può fare una lezione?

Sì. Al Cairo ci sono scuole e insegnanti che ricevono anche allieve di passaggio, e sulle navi da crociera la serata a bordo include spesso una mini lezione. Chiedeteci di organizzarla nel programma.

Come ci si veste per andare a vedere uno spettacolo?

Come per una cena in un buon ristorante. Non serve l’abito da sera, non va bene la canottiera.

Si dà la mancia alla ballerina?

Negli spettacoli in albergo e in barca no, è tutto compreso. Nelle feste popolari, come i matrimoni, gli invitati lo fanno; da turisti non ci si trova in quel contesto.

C’è qualcosa di simile a Luxor e ad Assuan?

Ad Assuan la musica e la danza nubiane, con i tamburi e i canti in coro, che sono un’altra tradizione e un’altra bellezza. A Luxor lo spettacolo è di solito quello a bordo della nave.

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