Feluche a vela sul Nilo ad Assuan al tramonto, l'ora in cui d'estate la giornata ricomincia

Crociera sul Nilo in estate: ha senso, e come si organizza

La domanda arriva ogni anno a maggio, da chi ha le ferie ad agosto e vuole l’Egitto: si può fare la crociera sul Nilo d’estate? La risposta onesta è sì, a una condizione che questa pagina spiega per intero: il caldo dell’Alto Egitto fra giugno e settembre non si affronta, si aggira, e la nave è lo strumento che permette di aggirarlo, perché è ombra, aria condizionata e piscina fra una visita e l’altra. La giornata si rifà da capo, con le visite all’alba e i templi illuminati la sera, e in cambio si ha l’Egitto più vuoto dell’anno. Chi lo accetta torna felice; chi pensa di fare le visite di mezzogiorno come a gennaio torna sconfitto. Qui c’è come si fa, e per chi non è adatto.

Il caldo vero, senza abbellire

Fra giugno e settembre a Luxor e Assuan il caldo è di un tipo che in Italia non esiste: secco, senza una nuvola, con il sole che scalda la pietra dei templi finché la si sente attraverso le scarpe. Nelle ore centrali non si sta all’aperto, e non è una questione di volontà: dopo mezz’ora nella Valle dei Re alle due del pomeriggio anche le persone allenate stanno male. Le notti restano calde, e ad Assuan, la città più a sud, il caldo dura più a lungo.

Le mattine presto e le sere, però, sono un’altra cosa: calde, ma vivibili, con la brezza del fiume e l’aria asciutta che fa evaporare il sudore. Fra le sei e le nove del mattino e dopo le cinque del pomeriggio si visita, si cammina e si guarda; nelle sei ore in mezzo si sta all’ombra. Tutto il resto della pagina discende da questa divisione. Il caldo secco e quello umido, e perché il primo si sopporta meglio, sono in caldo secco o umido in Egitto.

Il tempio di Hatshepsut visto dalla mongolfiera alla prima luce, l'unica ora d'estate per la riva ovest

Perché la nave è il modo giusto

D’estate la crociera sul Nilo non è una delle opzioni: è quella giusta, per una ragione pratica. Un tour via terra, con l’auto, gli alberghi e le visite a orari fissi, d’estate obbliga a stare fuori nelle ore sbagliate e a spostarsi nel caldo. La nave no: si visita all’alba, si torna a bordo alle nove, e le sei ore di caldo passano in cabina con l’aria condizionata, in piscina sul ponte all’ombra delle tende, o nel salone, mentre la nave naviga e il paesaggio scorre. Alle cinque si scende di nuovo.

È anche l’unica formula in cui i trasferimenti non esistono: la nave si sposta mentre si riposa, e non si sale mai su un’auto nelle ore centrali. Chi ha fatto l’Egitto d’estate via terra e poi in nave dice che sono due viaggi diversi, e il secondo è quello da fare. Il resto dell’Egitto d’estate, Cairo compreso, è in Egitto in estate.

Il sole arancione sopra il Nilo al tramonto, con una barca in lontananza e un traliccio sulla riva

La giornata rifatta: alba, ombra, sera

La giornata di crociera estiva ha una forma precisa, e chi la rispetta sta bene.

  1. Sveglia prima dell’alba. Alle cinque, alle cinque e mezza. Colazione veloce o al rientro.
  2. Visita fra le sei e le nove. Il sito all’apertura, con la luce bassa, la pietra ancora fresca e quasi nessuno. Tre ore bastano per Karnak o per la riva ovest.
  3. Rientro a bordo entro le dieci. Doccia, colazione vera, e la nave che salpa.
  4. Le ore centrali in ombra. Piscina, cabina, salone, il libro, la siesta. La navigazione con il fiume che passa dietro i vetri è la parte del viaggio che d’estate si apprezza di più.
  5. Seconda uscita dopo le cinque. Un tempio al tramonto, come Kom Ombo con la brezza, o un giro in feluca ad Assuan.
  6. La sera fuori. Il tempio di Luxor illuminato, il souk di Assuan, la cena sul ponte con l’aria che finalmente si muove.

È una giornata piena, e più riposante di quanto sembri, perché le sei ore in mezzo sono vuote davvero. Chi prova a infilarci una visita in più paga il conto il giorno dopo.

Il passaggio fra i muri scolpiti di Philae che si apre sul Nilo, con l'acqua e la brezza intorno

I siti: quali all’alba, quali di sera, quali no

  • All’alba, senza discussione: la Valle dei Re, che è un forno chiuso fra pareti di roccia e dopo le nove non si fa; Hatshepsut, sotto la parete che riflette il sole; Karnak, enorme e senza ombra; Abu Simbel, che dopo le otto è pietra rovente e pullman.
  • Nel tardo pomeriggio, con la brezza: Kom Ombo sull’ansa del fiume, aperto fino a sera. Philae ed Edfu invece chiudono gli ingressi nel pomeriggio e si fanno al mattino.
  • Di sera, illuminati: il tempio di Luxor al tramonto, quando si accendono le luci, ed è forse il momento più bello; Karnak con lo spettacolo di luci, per chi lo vuole.
  • Dal fiume: le tombe dei nobili e i Colossi dalla strada, la riva ovest dalla nave, le isole di Assuan dalla feluca. Vedere senza scendere è una scelta legittima d’estate.
  • Da saltare: l’interno delle tombe più affollate a mezzogiorno, il cammello a Giza nelle ore centrali, la passeggiata nel souk alle tre.

La mongolfiera d’estate vola alle prime luci e atterra prima che faccia caldo: è uno dei momenti migliori della stagione, con l’aria ancora fresca in quota.

Le navi da crociera ormeggiate davanti al tempio di Luxor, che si intravede sulla riva alle loro spalle

In inverno la nave conta molto; d’estate conta tutto, perché ci si passa metà della giornata. Quattro cose da verificare con il nome della nave in mano:

  • L’aria condizionata che regge. Sulle navi vecchie d’estate l’impianto non ce la fa, e la cabina alle due del pomeriggio è tiepida. Una nave rinnovata da poco si sente qui.
  • Una piscina vera, non una vasca, e le tende sul ponte sole: senza ombra il ponte a mezzogiorno è inutilizzabile.
  • La cabina sul lato in ombra durante la navigazione, che dipende dalla direzione: lo sappiamo e lo chiediamo per voi.
  • Piccola, se possibile. Con meno passeggeri la piscina non è un acquario, e le uscite all’alba partono in fretta.

La dahabiya, la barca a vela senza motore, d’estate è una scelta da fare con attenzione: bellissima nelle ore giuste, ma senza aria condizionata su alcune e con meno ombra. Le differenze sono in feluca, dahabiya o motonave, e le categorie delle navi in crociera sul Nilo a 5 stelle.

La corte di Ramesse II nel tempio di Luxor illuminata di notte, la visita giusta per una sera d'estate

I vantaggi: i siti vuoti e il fiume alto

L’estate ha una cosa che nessun altro mese offre: i siti vuoti. La Valle dei Re alle sei di mattina di luglio è per una manciata di persone, Karnak all’apertura è silenzio, e nelle tombe si entra senza fila. Le navi viaggiano mezze vuote, gli attracchi sono liberi, e chi ha una guida privata ha l’Egitto per sé. Per chi sopporta il caldo, è un privilegio che gli altri mesi non danno.

Il fiume, poi, d’estate è alto e largo, con l’acqua della piena regolata dalla diga che arriva nei mesi caldi, e il verde delle rive è al massimo: canna da zucchero, palme, campi che si specchiano. La navigazione, vista dalla piscina, è più bella che in inverno. E le sere sul ponte, con l’aria calda e il cielo pulito, hanno una loro qualità che chi le ha fatte ricorda.

Acqua, sole e le regole che non si discutono

  • Acqua prima di avere sete, sempre in mano, e sali minerali se si suda molto. La disidratazione nel caldo secco non si sente arrivare: acqua in Egitto e che cosa bere.
  • Cappello a tesa larga, occhiali, crema alta, e una camicia leggera a maniche lunghe, che d’estate protegge più della canottiera.
  • Un foulard bagnato sul collo nelle uscite: è il trucco degli egiziani, e funziona.
  • L’ombra ogni venti minuti, anche all’alba: dentro un tempio, sotto un portico, nella tomba.
  • Il rientro all’ora detta, senza “ancora cinque minuti”. La guida decide, e ha ragione.
  • L’alcol la sera, poco, e mai a pranzo: nel caldo secco raddoppia.
  • Le medicine al fresco, in cabina, non nello zaino al sole.

Il resto della valigia estiva, che è diversa da quella d’inverno, è in cosa mettere in valigia per l’Egitto.

Per chi sì e per chi no

Sì per chi ha le ferie solo d’estate e vuole i templi, per chi sopporta il caldo secco senza problemi, per chi apprezza i siti vuoti più di quanto tema le cinque di mattina, per chi torna in Egitto e ha già fatto l’inverno.

No per i bambini piccoli, per chi soffre il caldo, per chi ha problemi di cuore, di pressione o di respiro, per gli anziani che si stancano presto, e per chi non accetta di rifare la giornata intorno all’alba. Per tutti loro l’Egitto d’estate è il Mar Rosso, con la brezza e il bagno, e i templi in un altro mese: quando andare in Alto Egitto. Chi ha dubbi sulla propria salute li risolve con il proprio medico prima, con il programma in mano: vaccinazioni e salute in Egitto.

Il tempio di Kom Ombo al tramonto, con le colonne e i muri illuminati di luce calda e il Nilo sullo sfondo

Con il Mar Rosso, e in quali settimane

La formula estiva che funziona meglio è Nilo corto più mare: quattro notti di crociera fra Luxor e Assuan con le visite all’alba, e poi il Mar Rosso, dove il caldo è lo stesso ma c’è l’acqua e la brezza, come decompressione. Da Luxor a Hurghada sono quattro ore di strada, da fare la mattina presto, o un volo. Il Cairo, d’estate, si fa in due giorni con Giza all’apertura e il museo nel pomeriggio, e si passa oltre.

Dentro l’estate, giugno e settembre sono meglio di luglio e agosto: un po’ meno caldi, con le albe più fresche, e settembre ha i siti vuoti di agosto con qualche grado in meno. Il Ramadan, quando cade nei mesi caldi, cambia gli orari dei siti e rende le sere più vive: viaggiare in Egitto durante il Ramadan. La direzione della crociera, con il caldo, si sceglie anche in base a dove si vuole la sera del tempio illuminato: crociera da Luxor o da Assuan.

L’Egitto mese per mese

In crociera sul Nilo: ottobre e novembre, Natale e Capodanno, febbraio e marzo, in estate. Perché la valle del Nilo e il Mar Rosso hanno due stagioni diverse è spiegato in quando andare in Egitto.

Domande frequenti

Quanto fa caldo sul Nilo d’estate?

Molto: a Luxor e Assuan il pomeriggio è di un caldo secco che non permette di stare all’aperto, e il sole sulla pietra dei templi lo raddoppia. Le mattine presto e le sere sono invece calde ma vivibili, e su quelle si costruisce tutto.

Ha senso fare la crociera d’estate?

Sì, ed è l’unico modo sensato di fare l’Alto Egitto in quei mesi: la nave è l’ombra, l’aria condizionata e la piscina fra una visita e l’altra. Un tour via terra con l’auto e gli alberghi d’estate è una prova; la nave lo rende un viaggio.

Che cosa cambia nella giornata?

Tutto si sposta: sveglia prima dell’alba, visita fra le sei e le nove, rientro a bordo, pranzo, pomeriggio in cabina o in piscina mentre la nave naviga, seconda uscita dopo le cinque, templi illuminati la sera.

Quali siti si fanno e quali no?

Si fanno tutti, ma all’alba: la Valle dei Re alle sei, Karnak all’apertura, Philae con la brezza del lago. Si evita la riva ovest di Luxor dopo le nove e Abu Simbel dopo le otto; il tempio di Luxor si fa di sera, illuminato.

Quale nave scegliere?

Una con l’aria condizionata che regge, una piscina vera sul ponte, tende sul ponte sole e cabine sul lato in ombra durante la navigazione. D’estate la nave conta più che in inverno, e si sceglie con il nome.

È il periodo con meno gente?

Sì, insieme a settembre: i siti sono quasi vuoti, le navi mezze vuote, e la Valle dei Re alle sei di mattina è per pochi. È il vantaggio vero dell’estate, e chi sopporta il caldo lo apprezza.

Per chi non è adatta?

Per i bambini piccoli, per chi soffre il caldo, per chi ha problemi di cuore o di pressione, e per chi non accetta di alzarsi alle cinque. Per loro l’Egitto d’estate è il Mar Rosso, e i templi in un altro mese.

E il Ramadan, se cade d’estate?

Segue il calendario lunare, e in alcuni anni cade nei mesi caldi. La crociera funziona lo stesso, con gli orari dei siti un po’ ridotti e le sere più vive; vale la nostra guida al Ramadan.

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